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 2012  gennaio 07 Sabato calendario

Il pastore brasiliano che vende Dio in tv e converte il mondo - Se non credi ai miracoli devi so­lo guardare un po’ di tv

Il pastore brasiliano che vende Dio in tv e converte il mondo - Se non credi ai miracoli devi so­lo guardare un po’ di tv. Romildo Ribeiro Soares è molto più di un pastore evangelico. È un tele pre­dicatore. Lui, già sessant’anni fa aveva capito che le immagini val­gono tutto; molto più di mille paro­le. È così che è nato il suo impero: passando davanti a una vetrina in una strada di Espirito Santo. Ave­va undici anni, era il 1958 e lui ave­va appena visto una televisione. «È un bell’affare», ha pensato. «Un giorno sarò in tv a parlare del Signore».È così che Soares raccon­ta la sua­storia ai giornalisti che rie­scono ad avvicinarlo. Oggi è diven­tato una star, in Brasile il volto più famoso. Passa circa cento ore alla settimana in tv, la sua voce sua­dente parla del Signore a milioni di persone ogni giorno. La sua fac­cia da ex ragazzo, oggi sessanten­ne senza un capello bianco, vesti­to rigorosamente in giacca e cra­vatta, supera i confini nazionali ed è trasmessa in tutta l’America Latina e in molte altre parti del mondo. Lo show è inquietante; come una pop star, il pastore intona una canzone dal palco. Il rito ha inizio. La sala è strapiena.Non c’è un po­sto a sedere. I fedeli sono invitati a fare lo stesso, i più timidi muovo­no la bocca senza emettere suo­no, ma la convinzione non manca a nessuno. Il testo della canzone scorre sugli schermi sparsi un po’ ovunque per la sala. C’è musica dal vivo e i cameraman si muovo­no senza fare rumore. La fede si trova in uno studio televisivo. Il te­le predicatore è all’opera, si va in onda. Da casa, anche il più scetti­co non riuscirà più a togliersi dalla mente quei fedeli che si alzano e gridano al miracolo. Le guarigioni durante lo show arrivano sempre puntuali, con il pastore che inneg­gia alla grazia del Signore, con la folla che urla, piange, ringrazia. Dai corridoi laterali spuntano una trentina di persone che tengo­no in mano degli apparecchi per il pagamento con bancomat e carte di credito. I fedeli rispondono al­l’appello del pastore che ricorda che l’opera del Signore deve pro­seguire. Sembra facile ma non lo è. Lo spiega bene Internazionale. Soa­res ha studiato per diventare il nu­mero uno. Edir Macedo, suo co­gnato e suo ex amico, nel 1986 era partito per gli Stati Uniti per impa­rare tutte le tecniche e i segreti di tele marketing, e di tele-evangeliz­zazione. Soares ha imparato da lui, nel 1977 avevano fondato in­sieme la Chiesa universale del re­gno di Dio, la più conosciuta delle chiese evangeliche brasiliane. Og­gi i tele predicatori hanno preso strade diverse. A Soares sembra­va che suo cognato avesse un mo­do di fare troppo aggressivo, che pensasse solo ai soldi. Per questo si è messo in proprio e ha fondato la Chiesa internazionale della gra­zia di Dio. Alle sue funzioni parte­cipano in media 400 persone e nul­la viene lasciato al caso. La retori­ca vale più della conoscenza della religione. I sermoni chiamano continuamente in causa il Signo­re, la sua saggezza, il suo amore in­finito per i peccatore. Oggi Soares gestisce tremila luoghi di culto dis­seminati in tutto il Brasile e un’al­tra quarantina in Argentina, Perù, Spagna e Giappone, dove lo show viene doppiato con un accento va­gamente brasiliano, in omaggio al paese che non è più solo terra di calcio e telenovelas, ma che è di­ventato il primo produttore di ser­moni televisivi e a volte anche di truffe, il tutto in nome di Dio. Il pro­gramma, Show da fé , va in onda tutti i giorni negli orari di punta e i finanziatori sono gli spettatori che possono chiamare alla fine di ogni puntata, registrarsi e fare do­nazioni. Per questo ha creato una holding che riunisce una tipogra­fia, una casa editrice e una casa di produzione cinematografica. An­che Macedo ha trovato il succes­so. Controlla 23 reti tv, 40 radio. Nel suo gruppo anche un’agenzia di turismo, una società immobilia­ria, una di assicurazioni sanitarie e la Alliance Jet di taxi aereo. Più volte la Chiesa Universale è finita al centro di inchieste giudiziarie per frode e riciclaggio. Però, intan­to, lo show dei miracoli va avanti.