Bonifacio Borruso, ItaliaOggi 07/01/2012, 7 gennaio 2012
Lupi fa una carambola su Facebook – Se è vero che negli ambienti ciellini qualcuno sia convinto che l’allievo, Maurizio Lupi, abbia superato da tempo il maestro, Roberto Formigoni, è certo che l’eventuale sorpasso non riguarda la capacità di comunicare e soprattutto l’utilizzo dei social network, in cui il vicepresidente della Camera dimostra di non aver imparato per niente la lezione del governatore lombardo
Lupi fa una carambola su Facebook – Se è vero che negli ambienti ciellini qualcuno sia convinto che l’allievo, Maurizio Lupi, abbia superato da tempo il maestro, Roberto Formigoni, è certo che l’eventuale sorpasso non riguarda la capacità di comunicare e soprattutto l’utilizzo dei social network, in cui il vicepresidente della Camera dimostra di non aver imparato per niente la lezione del governatore lombardo. Se infatti il Celeste inquilino di Palazzo Lombardia è scatenatissimo sul web, da YouTube a Twitter, quello di Palazzo Montecitorio mostra la corda su Facebook, dove riesce persino a far arrabbiare i suoi fan. Nel grande piazza virtuale dove ormai, sulla scia dello «smanettone» Matteo Renzi, il rottamatore che fa il sindaco di Firenze, sono approdati quasi tutti i politici italiani, il deputato pidiellino aveva sin qui mantenuto un presidio abbastanza blando: la sua pagina personale aveva presto raggiunto il numero massimo di amici (5mila) e quella pubblica i 9mila fan ma con un’attività molto ordinaria (link, comunicati, notizie), chiaramente curata dai collaboratori e poco personale. E forse si deve alla distrazione di qualche addetto, poco sensibile all’inquietudine dell’italiano medio verso la politica, lo scivolone dell’altro ieri quando, sulla pagina personale del vicepresidente della Camera, è comparso l’invito alla mobilitazione virtuale per superare, in consensi Facebook, «la mia amica/nemica Rosy Bindi». Un appello al quale l’onorevole, o chi per lui, aveva aggiunto un po’ di spirito: «Obiettivo impossibile? Non con il vostro aiuto. Ditelo anche ai vostri amici...». Mal gliene incolse. A fronte di 19 amici a cui la boutade è piaciuta, su Lupi è arrivata una gragnuola di incazzature. «Mi piace veramente il tuo modo di fare in questa politica», gli ha vergato Nazzareno D. Mentre Pino M., che lo chiama addirittura per nome e usa un tono molto confidenziale, lo ha stroncato così: «Bravo Maurizio, questo è un argomento serio...Viva la politica vera! Non mi meraviglia lo spread a 512. Siete incredibili!». Lupi (o il suo addetto), dopo aver inizialmente ringraziato un fan che s’era subito dato per disponibile alla scalata della Bindi, si è eclissato. Forse perché ha capito che tira una brutta aria. E infatti, poco dopo, Marco M. infatti gli ha inviato un pensierino lapidario: «Ma tu guarda come siamo ridotti! Povera Italia!» mentre Simone B., si è lasciato andare a un po’ di nostalgia democristiana: «E Poveri Italiani...rispetto a questi, Gava era un gigante!», ha scritto riferendosi ad Antonio, capocorrente doroteo di fine prima repubblica. La pagina ha continuato a ribollire. Perentorio Davide G.: «Ma invece di pensare alle minchiate», protesta, «non sarebbe meglio che vi ritiriate a pensione anticipata...e passiate il testimone a gente più giovane, motivata e seria di voi?». E per un Matteo B. che l’ha buttata sull’ironico, «oh, ma cosa ha bevuto durante le vacanze di Natale? Non ho mai ritenuto che Lei fosse un premio Nobel, ma così è troppo...», c’è un Enrico S. che si è scandalizzato proprio: «Che squallore, il vicepresidente della Camera». Altri ancora, come Rossana U., ci ha scherzato sopra, «c’è qualcosa che ci sfugge...», o l’hanno presa davvero male, come Raffaele N., che si è sfogato così: «Ditemi che non è vero e che non è Maurizio... Vi prego». Una Caporetto del web 2.0, una débacle di comunicazione politica, considerando che la protesta è divampata sulla pagina personale e quindi al riparto da incursioni avversarie. Basta infatti cliccare sui profili degli arrabbiati per scoprire facilmente fra loro anche molti che con l’onorevole condividono la stessa matrice cattolica e ciellina. Lupi del resto aveva messo alla prova il suo consenso il giorno prima, con una nota che cavalcava il «Rapporto Giovannini» sugli stipendi parlamentari europei che dimostrava, secondo il deputato, come i parlamentari italiani guadagnassero meno dei loro colleghi del Vecchio Continente. Una mossa che aveva spinto alcuni fan persino a «cancellarlo» dagli amici. Ma forse più di tutto, a irritare il suo popolo su Facebook, era stato l’invito a scegliere fra «pandoro e panettone» come dessert giusto per le festività, «postato» per S. Stefano. Un’amenità che gli era costata, anche in quell’occasione, più di un insulto.