Malcom Pagani, il Fatto Quotidiano 8/1/2012, 8 gennaio 2012
“MI RIPUGNA CHI DICHIARA 30MILA E HA IL CAYENNE”
Sabrina Ferilli è a New York. La Cortina assediata dai finanzieri in lamentoso canto polifonico “Siamo allo stato di Polizia” non è un film di Natale, ma la reazione alle notizie provenienti dalle Dolomiti non ne offusca la teatralità: “Siamo il Paese dei paradossi e dell’assurdo. Come diceva Flaiano, la situazione politica è grave, ma non seria. Io pago le tasse, le ho sempre pagate, ma dubito che le carnevalate montanare di inizio anno salveranno l’Italia dal declino”.
Quali carnevalate?
Quelle che ormai da anni ci costringono nel ruolo dei cornuti. Prima eravamo anche mazziati. Adesso ci sono rimaste solo le corna. Prenda Cortina. Il panorama è quello da sempre. Immutabile. Può piacere, può non piacere, può disgustare. Ma quattro furbi in moon boot non sono il problema del nostro Paese.
Una cartolina di Cortina?
L’Italia in miniatura, con furberie, gente normale, volgarità e corsie preferenziali, assieme, per dieci giorni, tra un caffè e una discesa sulle piste. Se si sposta, trova àmbiti identici da Taormina ad Aosta.
Un Cinepanettone nazionale?
Se vuole. Ma, sebbene tutti abbiano dato per morto il genere e per fallimentari i risultati, a osservare da vicino gli incassi si direbbe che Berlusconi è ancora tra noi. Vivo. Anzi vivissimo.
Che possiamo dire dei blitz cortinesi?
Scoprire che un commerciante dichiara 30 mila euro e poi parcheggia il Cayenne davanti al cinque stelle mi ripugna. Ma non posso fare a meno di notare la bizzarra coincidenza di tempistica. Come dite voi giornalisti? Ecco, a orologeria.
Hanno fatto male a controllare gli evasori?
Non vorrei che ci fossero equivoci. Odio essere presa per il culo e di Borghezio urlanti ce ne sono abbastanza. Hanno fatto benissimo e devono perseguire gli evasori. Però contesto il metodo, mi rifiuto di identificare tutti i vacanzieri di Cortina come criminali e non credo che irrompere alla vigilia di Capodanno tra le famiglie obnubilate dal cenone risolva il problema dell’evasione.
Non è un primo passo?
Solo fumo negli occhi per proteggere i grandi capitali. Siamo immersi da sempre nell’ossessione di ‘Guardie e ladri’. Solo che al posto di Totò e Aldo Fabrizi oggi recitano pallide controfigure. Questo è un paese in cui la ricchezza è considerata anomala, l’invidia è assurta al ruolo di religione di Stato e i rosiconi impazzano liberi e felici.
Chi sono i rosiconi?
Quelli pronti a bollare il successo altrui leggendolo solo e soltanto attraverso la dietrologia. I tanti che sostengono che se uno ce l’ha fatta è solo perché ha l’amante, ha rubato o magari il padre porta un certo cognome.
Nel suo mondo esiste l’evasione fiscale?
Non sono solita consultare il 740 dei miei colleghi e non ho la palla di vetro, ma sicuramente qualche miserabile furbetto esiste. Però vede come siete?
Come siamo?
Parlare di Cortina è come osservare il dito mentre il saggio indica la luna. L’evasione è un crimine, ma è un delitto ancora più grande non dare mezza risposta all’operaio sfruttato che è costretto a ricevere introiti in nero perché altrimenti non campa o considerare il denaro sterco del diavolo. Se hai soldi sei un porco, se non li hai non sei nessuno, non puoi parlare e non ti ascoltano. È un gioco al ribasso, al ribasso, al ribasso. (Lo ripete tre volte, alza la voce ndr). E che cazzo! Io me so’ stufata.
Di cosa?
Del disperato intervento una tantum. Mo’ so’ arrivati i cattivi? E che, nun ce n’eravamo accorti? So’ dieci anni che stamo con le pezze al culo. Fare male agli altri, soprattutto se si comanda, è la cosa più facile del mondo.
Quando le contestarono le cene con Marco Milanese
cosa pensò?
Che la mistificazione è lo sport preferito da una certa stampa. Conoscevo bene la moglie, persona garbata. Milanese era l’assistente di Tremonti, aveva due lauree ed era un parlamentare della Repubblica. E mi devo sentir chiedere se cenavo con Totò Riina? Forse, ma sono ignorante, il problema è a monte.
Quindi?
Che gli evasori paghino e poi si riparta. Non con gli spottini, però. Qui bisogna smontare la casa e ricostruirla. Combattere i ladri? Benissimo. Però poi in questo clima di penitenza collettiva in cui si colpiscono sempre i soliti, cerchiamo uno scatto. Liberalizziamo le licenze, abbattiamo le corporazioni, rialziamose.
Destra o sinistra?
Nonostante autoreferenzialità e briglie legate a interessi particolari, sinistra. E poi un governo votato dai cittadini, con tutto il rispetto per ‘sti tecnici, i neo-badanti dei politici.
Lei viene da una famiglia in cui si distribuiva l’Unità porta a porta.
E lo rivendico, ma mio padre, più comunista del Mario Brega del primo film di Verdone, mi diceva sempre una cosa.
Cosa?
“Guadagna Sabrina”. I soldi significano libertà. Tonino Cervi, il regista, comunista a prova di Pcus, era elegantissimo. Arrivava sul set con una limousine e gli elettricisti ironizzavano: “Addavenì baffone”. Lui scrollava le spalle: “Che arrivi e che porti altre macchine, altri autisti per tutti”.
Rimpiangeremo Berlusconi?
E mo’ sta a esagera’! Che devo rimpiangere? Le Olgettine? Pensavo mi chiedesse se ho il rimpianto della brandina di Nenni, ma se devo avere nostalgia di Berlusconi o del bunga bunga, ricoveratemi senza visi-tarmi.