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 2012  gennaio 07 Sabato calendario

«PROTESI CANCEROGENE, L’HO FATTO PER SOLDI»


Travolto dalle prove e in pieno scandalo sulle protesi Pip (Poly Implant Prothèse), Jean-Claude Mas – il fondatore della società produttrice degli impianti difettosi che avrebbero conseguenze cancerogene – ha confessato. Interrogato, ha ammesso con freddezza di sapere che il prodotto conteneva un silicone non conforme e non approvato dalle autorità competenti, ma avrebbe dato l’ordine di nascondere la verità all’organo di certificazione tedesco Tuv, anni prima dell’immissione sul mercato degli impianti sotto accusa, coprendo tutti i documenti relativi al gel Pip. Si tratta, ha spiegato Mas, di una formula di sua produzione che riguarda il 75 per cento delle sue protesi e che a suo dire «non presenta nessun rischio per la salute». «Sapevo che il gel Pip non era certificato. L’ho fatto consapevolmente – ha aggiunto – perché era più economico e la resa migliore». Secondo la stampa francese l’agenzia sanitaria nazionale Afssaps era stata allertata nel 2008 da alcuni medici per i rischi anomali di rottura sulle protesi Pip. I dati: 1.143 impianti rotti, 495 infiammazioni al seno che hanno reso necessari 672 espianti. E 20 casi di cancro.