Daniela Mastromattei, Libero 7/1/2012, 7 gennaio 2012
UN AMORE SOLLECITO
«Ti adoro Annie», scrive Raffaele su Facebook aggiungendo un cuoricino. Una love story come tante, confessata e vissuta anche sui social network per urlare (visto il potente mezzo utilizzato) al mondo intero «ci vogliamo bene e non abbiamo nulla da nascondere».
Ma poi si scopre che lui è quel Raffaele Sollecito che per anni ha occupato le prime pagine delle cronache nere di giornali, tg del piccolo schermo e del web di tutto il pianeta. Lui insieme con l’americana Amanda Knox (sua fidanzatina ai tempi) hanno tenuto gli italiani, e non solo, appesi al filo di un forte dubbio: sono assassini, sono stati loro a uccidere la studentessa inglese Meredith Kercher?
No, per la Corte d’Assise d’Appello di Perugia che li ha assolti il 3 ottobre scorso. Ma c’è chi continua a credere che non siano completamente estranei al delitto. Ma questa è storia vecchia. A tre mesi dal giorno della loro «liberazione» dichiarano su internet che è arrivato il momento di voltare pagina. La prima a buttarsi il passato alle spalle, almeno dal punto di vista sentimentale, è stata Amanda. La scintilla dell’amore per lei si è riaccesa a Seattle, dove è tornata a vivere e ha rincontrato il suo primo fidanzato, James Terrano. Coetaneo, proveniente da una famiglia del ceto medio di New York, James studia chitarra classica all’Università di Seattle, la stessa che frequentava Amanda prima di trasferirsi in Italia. Dimenticata l’Italia, Perugia, Meredith e Raffaele, ora la giovane – per anni considerata un’assassina e rinchiusa quattro anni in carcere – potrà vivere felice e contenta con James. Tra l’altro, già convivono: si sa i giovani di oggi sono facili alle convivenze, che vanno e vengono.
Ora è il turno di Raffaele che vive con la famiglia in Puglia e che sembra aver recuperato il sorriso accanto a una nuova fanciulla. «Una frequentazione normale con una ragazza», dice Francesco Sollecito, il padre di Raffaele. «La conoscevo già», dice il padre riferendosi alla giovane che frequenta il figlio, «perché è una nostra lontana parente ma non ci vedevamo assiduamente».
«Dopo gli anni passati in carcere», afferma ancora Francesco Sollecito, «mio figlio si sta piano piano riabituando alla vita. Però non è una cosa semplice. Ha ripreso i contatti con l’Università di Verona per la laurea specialistica in ingegneria informatica e a breve andremo in quella città per definire il percorso da seguire». Intanto Raffaele sbandiera su internet il nuovo amore, documentato da foto inequivocabili che appaiono sul suo profilo di Facebook. Sia Raffaele, sia Annie hanno scritto chiaramente di essere reciprocamente «impegnati» sulle loro pagine e hanno ricevuto gli auguri per il loro fidanzamento persino da amici che vivono negli Stati Uniti. Non sarà che gli sono arrivati anche quelli di Amanda? Lei sicuramente avrà sbirciato le foto che mostrano Raffaele mentre stringe la bella Annie, messe su Facebook. Avrà provato un po’di gelosia (chissà?) vedendo l’immagine di loro due che si baciano guardando l’obiettivo o quella di Annie in posa da «diva». La posa da diva è il meno, in fondo si sentono un po’ tutti delle grandi star quelli che mettono le proprie foto sui social network. Ma Sollecito ha ancora il desiderio di apparire?
Dopo la sua sovraesposizione sui media, nel bene e soprattutto nel male, come è mai possibile che non abbia invece il desiderio di starsene un po’in pace lontano dai giornalisti invadenti e dai social network ancora più invadenti, dove la morbosità trova il migliore palcoscenico che sia mai stato inventato.
Daniela Mastromattei