Gigi di Fiore, ilmattino.it, 8 gen 2012, 9 gennaio 2012
REGI LAGNI. OLTRE AI CORPI DEI CANI UNA DECINA DI CARCASSE DI GATTI E QUALCHE CONIGLIO
Dietro la strage dei cani il business dei rifiuti illegali
Nessun segno di percosse, né ferite. Sono in tutto 74 i corpi dei cani trovati nella notte dell’Epifania lungo il secondo Alveolo dei Regi Lagni, tra Marigliano e Acerra. All’istituto zooprofilattico di Portici sono cominciate le prime autopsie. E nell’inchiesta, affidata al pm Cristina Amoroso della Procura di Nola, si accavallano i misteri Oltre ai corpi dei cani, c’era anche una decina di carcasse di gatti e qualche coniglio. Un vero e proprio cimitero illegale, una discarica per cadaveri di animali che qualcuno ha pensato fossero prima o poi inghiottiti dai Regi Lagni.
Gli inquirenti seguono soprattutto una pista, tutta da verificare e non senza difficoltà, che resta la più credibile in queste ore: quella dello smaltimento illegale di carcasse di cani e gatti morti. Un servizio, affidato attraverso appalti triennali dalle Asl a ditte specializzate con importi variabili tra i 500mila e i due milioni di euro. In Campania esistono una decina di ditte legali che si occupano di rimozione e trasporto di carcasse di animali. A loro devono rivolgersi le Asl e i canili autorizzati per affidargli i corpi da portare in strutture di smaltimento, dotate di inceneritori particolari.
Sempre in Campania, esistono due ditte che bruciano le carcasse di animali: una è in provincia di Napoli, l’altra in provincia di Salerno. Ogni carcassa da smaltire vale dai 100 ai 200 euro. Il canile, o anche un proprietario privato di un animale domestico, chiama la ditta, le affida il corpo, paga, riceve una fattura e un attestato, liberandosi dell’incombenza. La ditta preleva le carcasse con i suoi camion e li porta dove andranno bruciati, pagando a sua volta il dovuto ai possessori degli inceneritori. E il ciclo è chiuso.
Secondo le ipotesi degli inquirenti, potrebbe essere stato messo in piedi un giro di smaltimento illegale, con qualche canile che, per risparmiare, avrebbe abbandonato i corpi dei cani morti nell’alveo solitario a ridosso dei Regi Lagni. Poi, per non perdere i contributi comunali sull’animale morto, ne avrebbe asportato e conservato il microchip d’identificazione. Ma questa pista include anche una seconda ipotesi: qualche ditta di trasporto potrebbe aver raccolto legalmente le carcasse da portare all’inceneritore e poi, per risparmiare, avrebbe preferito gettarle tra anfratti e terreni evitando le spese dell’inceneritore. Due ipotesi che potrebbero confluire se canili e ditte fossero d’accordo. Di certo, i corpi dei cani sono in diverso stato di decomposizione. Segno che sono stati gettati in momenti differenti. Secondo qualche inquirente, la presenza dei gatti e dei conigli porterebbe più alla pista di qualche ditta illegale di smaltimento che a quella dei canili.
Tutte ipotesi che la Procura di Nola dovrà verificare. Si comincerà con una ricognizione dei 41 canili tra le province di Napoli (dove sono 16) e Caserta (25). Poi, un’analisi delle ditte di smaltimento, con l’acquisizione dei contratti delle Asl per la rimozione delle carcasse di animali.
Un lavoro non semplice. Un traffico di smaltimento illegale che, con guadagni e cifre inferiori, ricorda quello dei rifiuti gestito dalla camorra. Difficile anche verificare la seconda ipotesi: il traffico di microchip tolti ai cani morti, per continuare ad intascare i contributi comunali che variano dai 3 ai 7 euro al giorno per animale. Domani, alla Procura di Nola, l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, depositerà un esposto sulla vicenda. Restano gli inquietanti interrogativi sui controlli assenti, sul far west dei Regi Lagni dove senza problemi possono essere abbandonate di notte carcasse di animali morti. Era già successo due anni fa con scarti di bufale. Si ripete ora, con i corpi di cani, gatti e conigli. Il territorio è una discarica senza controllo e gli animali morti diventano solo un peso di cui disfarsi senza tante preoccupazioni.