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 2012  gennaio 07 Sabato calendario

DAL FARINOMETRO ALLA VERIFICA NOTTURNA IN DISCOTECA —

C’era una volta il «tovagliometro», poi è arrivato il «bottigliometro». E che dire del «farinometro», un altro degli strumenti escogitato dall’Agenzia delle Entrate (e suggellato dalla Corte Suprema) per stanare gli evasori, in questo caso ristoranti e pizzerie che dichiarano all’amministrazione finanziaria ricavi ritenuti irrisori a fronte dei generi alimentari acquistati (dalle bottiglie di acqua minerale, alla farina per le pizze) o dei tovaglioli mandati in lavanderia. Nell’entourage di Attilio Befera lo chiamano «criterio induttivo», uno strumento di controllo indiretto dei fatturati per verificare che tutti paghino le «giuste» tasse. Negli ultimi anni Mister Fisco ha affinato i metodi di lotta all’evasione fiscale, nel tentativo di ricostruire i reali redditi prodotti da imprenditori e commercianti che intendano occultare parte dei propri guadagni. Una guerra a tutta campo confermata a colpi di sentenza della Corte Suprema che sempre su questa stessa linea ha dichiarato per esempio non attendibile l’accertamento sulla «tazzina di caffè» mentre è ancora controverso il «lenzuolometro» per controllare i redditi di affittacamere e bed & Breakfast. E poi ci sono i blitz come quelli a Cortina, la perla delle Dolomiti da sempre meta di vip e nuovi ricchi, che hanno sollevato un gran polverone. «Ma è chiaro che i controlli sul territorio vengono effettuati nel momento di maggior afflusso — spiega Mariapia Protano, caposettore analisi strategiche dell’Agenzia delle Entrate —: che senso avrebbe per esempio mandare gli ispettori sulle spiagge a dicembre quando tutti gli stabilimenti balneari sono chiusi?» E invece, l’estate scorsa l’hanno battezzata Operazione «Notte di mezz’estate» quando tra sabato 30 e domenica 31 luglio i funzionari del Fisco si sono sguinzagliati nelle discoteche della Puglia e Operazione «Notte di mezz’estate2» quando sono andati tra gli ombrelloni del litorale sempre pugliese. Insomma Cortina è in buona compagnia: d’inverno scattano i blitz in montagna e d’estate al mare, come è successo sulla Costiera romagnola o sul litorale laziale. Senza «preferenze geografiche» sottolineano dall’Agenzia, dalle Dolomiti all’Aspromonte. Si parte dall’incrocio dei dati utilizzando Serpico, e quando si individuano soggetti a maggior rischio evasione, parte la caccia sul territorio attraverso le Commissioni regionali, perché non sempre le auto di lusso o gli yacht sono intestate a persone fisiche. Come il caso di una piccola impresa di costruzione, racconta Protano «con un volume d’affari irrisorio e pergiunta in perdita che aveva iscritto come bene strumentale un’imbarcazione da 3 milioni»
Antonia Jacchia