Gian Maria De Francesco, il Giornale 6/1/2012, 6 gennaio 2012
Dalla crisi di Internet al crac Lehman Ora il vero nemico si chiama prestito - «Nel ’600 in Olanda il prezzo dei bulbi di tulipano salì a tal punto che si poteva comprare una bellissima casa con un unico bulbo
Dalla crisi di Internet al crac Lehman Ora il vero nemico si chiama prestito - «Nel ’600 in Olanda il prezzo dei bulbi di tulipano salì a tal punto che si poteva comprare una bellissima casa con un unico bulbo. Poi il mercato crollò e la gente perse tutto, ma chi se ne ricorda più?». È l’avido Gordon Gekko,lo spietato finanziere protagonista della saga di Wall Street a ricordare che in Borsa, come al casinò, lo speculatoreha buone probabilità di cavarsela a danno di tutti gli altri. È quanto ha spiegato l’economista e deputato Pdl, Renato Brunetta, in un dossier pubblicato per «Free Foundation » e intitolato «Di bolla in bolla ». Una narrazione dettagliata degli ultimi anni. LA BOLLA DI INTERNET La storia ha inizio nel 1999. Scoppia il panico da Millennium bug , il «virus» che può mandare in tilt i computer di tutto il mondo allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio 2000. La Fed, presieduta da Alan Greenspan, aveva abbassato il tasso di sconto sotto la soglia del 5%, al 4,75, per consentire alle aziende di evitare incidenti. Accade il contrario: l’eccesso di liquidità è investito dal mercato sulle nascenti società Internet, spesso più virtuali che reali. L’indice tecnologico Nasdaq tocca il suo massimo nel marzo 2000. Tre mesi dopo la Fed rialza i tassi e gli investitori fuggono dall’hi-tech. LA BOLLA IMMOBILIARE Tra il 2001 e il 2006 la necessità di superare lo shock post-11 settembre ha spinto la Fed ad abbassare nuovamente i tassi di interesse, scesifino a un minimo dell’1%. La motivazione è nobile: sostenere produzione e consumi. Gli investimenti, però, si indirizzano verso un settore tradizionalmente considerato remunerativo, quello immobiliare. Il mix è esplosivo: il debito facile a tassi bassi spinge il consumo e l’acquisto di immobili i cui prezzi aumentano. Le banche Usa finanziano l’acquisto di case anche a chi non avrebbe i requisiti (i clienti subprime ). I mutui vengono cartolarizzati, cioè immessi sul mercato sottoforma di titoli di debito, che a loro volta sono utilizzati come sottostante di derivati (i famigerati «titoli tossici»). Al ritorno dei tassi sopra il 5%, nel 2007, il castello di carta crolla: il costo del debito aumenta, la gente non rimborsa i mutui e i titoli collegati diventano carta straccia. Le banche che hanno pignorato gli immobili li rimettono sul mercato facendone crollare i prezzi. È la crisi che conosciamo: quella del fallimento Lehman Brothers. LA BOLLA DEL DEBITO Che cosa ha prodotto la bolla immobiliare? Due miliardi di dollari di aiuti di Stato negli Usa e 1,2 miliardi di euro per varie «nazionalizzazioni » in Europa (da Fortis a Dexia a Northern Rock). Ma, soprattutto, ha riportato pericolosamente verso lo zero i tassi d’interesse. Per una coincidenza di motivi: le banche internazionali, causato del disastro, hanno perso fiducia reciproca e hanno smesso di prestarsi denaro. Per recuperare altra liquidità, oltre a quella usata per evitare la bancarotta, hanno iniziato a vendere titoli di Stato, sia quelli Usa sia quelli europei, dove la Bce non garantisce i singoli Paesi debitori. La speculazione, come ha rilevato il Nobel, Joseph Stiglitz, si è rivoltata «contro i governi indebitati». E a pagare oggi è l’Italia. MINI-BOLLA: MATERIE PRIME Ovviamente non c’è stata solo speculazione ribassista (la presa di profitto sulle vendite), ma anche quella rialzista che si è concentrata sulle materie prime (oro, petrolio, grano, ecc.). La liquidità in eccesso si è concentrata su questi beni perché Cina e India continuavano a crescere e a richiederne in quantità. La crisi del debito rallenta la crescita dei «nuovi ricchi» e le quotazioni sono calate. L’ECCESSO DI LIQUIDITÀ Le crisi recenti sono dovute al doping finanziario, a quell’eccesso di liquidità che ha reso semplice indebitarsi con la speranza di ottenere ritorni esponenziali rispetto agli interessi che si devono rimborsare. «Il vero nemico è il prestito: è sistemico, maligno ed è globale ».E se lo dice anche un«falco»come Gordon Gekko...