LUCA CASTELLI, La Stampa 6/1/2012, 6 gennaio 2012
Nasce la religione dei pirati della Rete - Copiare diventa una religione. Accade in Svezia, dove la Chiesa del Kopimismo è stata riconosciuta ufficialmente dal Kammarkollegiet, l’organo statale deputato alla registrazione delle comunità religiose
Nasce la religione dei pirati della Rete - Copiare diventa una religione. Accade in Svezia, dove la Chiesa del Kopimismo è stata riconosciuta ufficialmente dal Kammarkollegiet, l’organo statale deputato alla registrazione delle comunità religiose. Secondo i responsabili dell’organizzazione, il via libera è arrivato intorno a Natale, al terzo tentativo, dopo che i kopimisti hanno dimostrato di possedere una propria liturgia, con tanto di simboli sacri, preghiere e regole di meditazione. Fondato nel 2010 dallo studente di filosofia Isak Gerson e ispirato al movimento kopimi (da «copy me»), in cui gli utenti Web «disponibili a essere copiati» erano invitati ad aggiungere un particolare logo sui loro siti, il kopimismo predica la libertà assoluta di copiare e condividere qualsiasi tipo di informazione online, ha circa tremila seguaci, un sito Internet, un testo di riferimento intitolato POwr, broccoli and Kopimi (diffuso ovviamente attraverso The Pirate Bay) e considera come simboli sacri le combinazioni di tasti del copia-e-incolla su computer (CRTL-C e CTRL-V). Non è il primo movimento religioso che emerge dalla Rete, sulle ali della provocazione e della goliardia. Nel caso svedese, tuttavia, l’ironia sembra prendersi sul serio. «Per la Chiesa del Kopimismo, l’informazione è sacra e copiare è un sacramento», si legge sul sito ufficiale del movimento. «Molte persone stigmatizzano la copia», ha dichiarato il fondatore Gerson al sito TorrentFreak. «C’è ancora chi ha paura di andare in prigione, quando copia e remixa. Io spero che questo possa cambiare, in nome di Kopimi». Sul sito della neonata Chiesa si parla anche di kopyactings, servizi religiosi in cui i kopimisti condividono informazioni tra loro attraverso la copia e il remix. Se quasi ovunque il file sharing non autorizzato è illegale, la sua adorazione - almeno in Svezia - è ora legittima. E chissà che il prossimo passo per i kopimisti non sia accusare i responsabili della lotta antipirateria di persecuzione religiosa.