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 2012  gennaio 06 Venerdì calendario

La meditazione si fa in città Piccoli gesti per aiutare la mente Nuovi equilibri come antidoto alle vite sotto stress Quando Amy Gross, brillante giornalista americana, tre anni fa lasciò di sua volontà e all’apice del successo la direzione del mensile O, nato sotto la griffe della talentuosa Oprah Winfrey, tutti, amici e nemici, le chiedevano scettici: Ma come fai a rinunciare a tutto questo? In realtà, come spiega adesso la stessa Amy sul numero di Newsweek la cui copertina è dedicata all’esplorazione del cervello, quello che lei lasciava, anche se sembrava molto, era molto meno di quello in cui andava a tuffarsi: la meditazione, tecnica principe per rendere più brillante ed elastica la nostra mente

La meditazione si fa in città Piccoli gesti per aiutare la mente Nuovi equilibri come antidoto alle vite sotto stress Quando Amy Gross, brillante giornalista americana, tre anni fa lasciò di sua volontà e all’apice del successo la direzione del mensile O, nato sotto la griffe della talentuosa Oprah Winfrey, tutti, amici e nemici, le chiedevano scettici: Ma come fai a rinunciare a tutto questo? In realtà, come spiega adesso la stessa Amy sul numero di Newsweek la cui copertina è dedicata all’esplorazione del cervello, quello che lei lasciava, anche se sembrava molto, era molto meno di quello in cui andava a tuffarsi: la meditazione, tecnica principe per rendere più brillante ed elastica la nostra mente. Da quel momento per Amy, che per anni aveva coltivato il buddismo come seconda passione da affiliata appassionata ma a singhiozzo, la meditazione sarebbe diventata una specie di secondo mestiere, e lei sarebbe diventata maestra a sua volta ma senza volare sulle nuvole o in India, restando a New York, la sua città. Dove di meditazione c’è bisogno, eccome, perché come scrive Amy «fidatevi del fiuto di una che per una vita ha tastato il polso ai trend e alle mode del mondo, vi dico che anche se la meditazione ha più di 2.500 anni, questo è di nuovo il suo momento». Ovviamente in forma riveduta e corretta, non come fuga nell’altrove ma praticata in loco adattandola alle esigenze della realtà, una Meditazione Metropolitana, insomma, che aiuta i workaholics a fermarsi prima di arrivare al punto di rottura, tenendo lo stress sotto controllo senza diventare schiavi/drogati dal lavoro. Magari, se avesse preso qualche pausa preventiva persino il supermanager della Lloyds Bank, il portoghese Antonio Horta-Osorio andato in tilt perché non riusciva più a staccare la spina, non sarebbe stato costretto a lasciare il suo job due mesi e mezzo, per disintossicarsi. Amy Gross per esempio ora insegna Mbsr, Mindfullness-Based Stress Reduction, tecnica messa a punto nel 1979 dal biologo molecolare Jon-Kabat Zinn, otto settimane di corso «per persone non necessariamente interessate al buddismo, molto occupate e ambiziose ma che sacrificano qualche ora del loro tempo per imparare tecniche che poi si riveleranno preziose». Il segreto scrive Amy è ritirarsi dall’iperconnessione, stare in silenzio, non parlare, non leggere, non scrivere, «Stai nello spazio della tua mente, ti focalizzi sulla tua emozione, sul tuo dolore. Non lo eviti, ci passi attraverso, lo accogli e quando capisci che la causa della tua rabbia sei tu, non l’altro, ecco che si dissolve». La meditazione, ormai la scienza lo riconosce, ha effetti benefici sul sistema immunitario, la circolazione, ma soprattutto sul cervello, che può modificare: «Gli scienziati hanno riscontrato un ispessimento nelle aree della corteccia dove risiedono la memoria e l’empatia. Uno studio ormai famoso ha riscontrato nelle persone che avevano meditato una minor attività nell’area associata alle emozioni negative, come rabbia, depressione e ansia, e una maggiore attività in quella collegata a buonumore ottimismo, fiducia in sé». Ma soprattutto la meditazione, anche nella sua forma metropolitana, aiuta a sincronizzare i due emisferi del cervello, quello intuitivo e quello razionale: «Oggi non sono usati in modo equilibrato, c’è sempre una prevalenza dell’area sinistra quella razionale che facilmente va in sovraccarico e quindi in tilt» spiega Ilaria Rattazzi, scrittrice e antesignana di queste tecniche in Italia. «Bisogna riequilibrare, imparare a usare la destra, l’area emotiva, con l’aiuto delle immagini, della visualizzazione e del respiro. Tutto ciò facilita la vita quotidiana, perché insegna a essere presente in quello che si fa, sia che si taglino le zucchine o che si vada dal commercialista». E riuscire a prestare attenzione a quello che si fa in quel momento è dettaglio significante in un’era multitasking, dove spesso l’attenzione è freneticamente dispersa in più attività. Troppo facile sarebbe allora concludere «Meditate gente meditate...», ma questa volta ci sta, visto che la grande sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di potenziare le capacità intellettive e creative, di aumentare il Qi, insomma di rendere il proprio cervello più brillante. Maria Luisa Agnese