Francesco Specchia, Libero 6/1/2012, 6 gennaio 2012
LA PROFEZIA DELL’EURODISASTRO
Quando si dice il presagio letterario: questo è Honoré de Balzac che ha letto James Bond che è rimasto impigliato tra spread, listini delle borse in altalena e indice Mibtel. Osservate questo scenario. L’Italia, anello più debole dell’euro, è sotto il più grande assalto speculativo della storia. Il responsabile è un indiano grassissimo, arricchitosi con l’insider trading e pagato da oligarchi russi che vogliono precipitare l’Europa in un Maelström finanziario globale poiché divorati da desiderio di vendetta nei confronti dell’Occidente.
GOLDMAN SPECTRE
L’indiano che sembra Jabba The Hutt di Guerre Stellari, attraverso un fondo speculativo di fascinosa potenza, rende bot e btp carta straccia, e sostiene un gruppo di intrallazzoni che si vogliono pappare il patrimonio immobiliare italiano; poi fa fuori il governatore della Bce; ma viene divorato vivo in una favela del Pakistan. E l’eroe della storia, un ex banchiere pentito (probabilmente di Goldman Sachs, la Spectre degli istituti di credito) mette d’accordo Cina, America ed Europa nel creare una moneta unica, salvando così il mondo dall’Apocalisse dell’inflazione.
Il suddetto scenario non è solo fantapolitica, anzi, pare estratto dalla cronaca della grande crisi economica. Invece è la trama de La sostanza del bianco (Il Sole 24 Ore, pp. 356,euro 21), un thriller di buon successo scritto, però, nel 2009 e oggi riproposto in e-book tra i bagliori crudeli dell’attualità.
L’autore si chiama John Stitch, cioè Claudio Scardovi, professore ultraquarantenne di Sistemi finanziari alla Bocconi, ex Lehman Brothers, oggi consulente di grandi gruppi italiani e internazionali.
Stitch è una specie di Nouriel Roubini – l’economista che previde la crisi del 2008 – in versione romanzesca. Mescola la predisposizione al vaticinio con la narrativa gialla e i tecnicismi da manuale macroeconomico.
L’eroe del libro è praticamente il suo alter ego: «Da consulente si occupava di ideare strutture finanziarie che simulassero la creazione di capitale dal nulla, facendola franca rispetto ai requisiti regolamentari ». Lo stile del romanzo non è, a onor del vero, scorrevolissimo. E i comprimari sono un riverbero di tutti gli stereotipi della letteratura di genere: la spia clonata supergnocca che seduce i ministri delle Finanze (compreso il nostro, che doveva essere Tremonti, poi suicidatosi sulla scrivania di Quintino Sella); i cinesi diffidenti verso gli occidentali; i cattivi con accento del Volga che tentano di riportare il mondo alla dipendenza da materie prime svalutando la moneta unica con lanci di tonnellate di banconote su Parigi, che neanche Gabriele D’Annunzio con i volantini su Fiume.
Eppure, pur nella sua naiveté, Stitch svela intrecci che davvero hanno la tendenza ad anticipare la realtà. È impressionante la previsione dell’attacco all’euro. Sostiene Stitch nelle poche interviste concesse: «Gli speculatori, i fondi, la banche d’affari sono ladri di polli, burattini nelle mani di qualcun altro. I veri giochi sono a livello politico: chi vuol farsi rieleggere, chi vuole andare al potere, gli Stati che hanno avuto un ruolo primario e vogliono mantenerlo nonostante i loro fondamentali economici non lo consentano. Questi attori hanno un po’ perso il controllo del giochino. E rischiano di sfracellarsi contro il muro, Stati Uniti compresi». Sarà pure.
Ma La sostanza del bianco, tra i risparmiatori italiani, appicca dibattiti incendiari in rete. Alcuni esaltano l’abilità di Stitch di rendere romanzo una materia da orchite. Altri, invece, ritengono l’opera un modo per espiare le colpe da strumento del sistema: «...Il testo ci racconta di affari predatori svolti attraverso una finanza criminalizzata, che l’autore evidentemente conosce bene, avendola consigliata come consulente e applicata come banchiere. Questo spiega anche perché il protagonista rimane del tutto impassibile alla disperazione dei risparmiatori in coda mentre vedono svanire i propri risparmi: è chiaro che è al sicuro da qualsiasi catastrofe finanziaria...».
LA CINA È VICINA
Stitch ha appena ultimato il suo nuovo libro, Il formichiere del diavolo, in cui, in uno scenario decandente, l’Italia tenta il rilancio con l’Expo, mentre l’Europa subisce l’invasione della Cina, che però mostra di avere in pancia una bolla speculativa immobiliare enorme. Stitch è un inguaribile pessimista. «Il vero attacco speculativo», ci dice, «arriverà in questi primi sei mesi. Se l’Italia resiste, i mercati si stufano e mollano la presa. Ma non è detto che l’Italia resista. Comunque confido in Mario Draghi...».
Francesco Specchia