Maurizio Stefanini, Libero 6/1/2012, 6 gennaio 2012
IL MAGICO MONDO DI ROMNEY I MORMONI VANNO DI MODA
Dopo Kennedy primo presidente cattolico e Obama primo presidente nero, Mitt Romney sarà il primo presidente mormone degli Stati Uniti? O il pregiudizio anti-mormoni si rivelerà più forte di quello anti-cattolico e anti-nero? È un pregiudizio, anzi, che l’ascesa di Romney a candidato sembra aver risvegliato in un grande momento di salute per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, come si definiscono ufficialmente coloro che sono definiti mormoni da tutta quell’altra parte di umanità da loro stessi definita “gentili”.
Pienamente inseriti nella vita politica e economica degli Stati Uniti come lobby influente, nel 2011 avevano lanciato la grande campagna pubblicitaria «I’am Mormon!», approfittando appunto di una straordinaria esplosioni di talenti mormoni in vari campi. Il musical “Il libro di Mormon”, ad esempio, ha battuto Spiderman a Broadway e ha vinto nove premi Tony. È una satira su due missionari della Chiesa spediti a evangelizzare un villaggio dell’Ugandamai Santi degli Ultimi Giorni non se la sono presa. In fin dei conti ne escono come dei sognatori di buon cuore (certo un po’ minchioni). Ne sono autori Trey Parker e Matt Stone, meglio noti come creatori di South Park; e pure il solitamente perfido cartoon ha riconosciuto che «i mormoni credono in stupidaggini, però sono simpatici».
Non finisce qui. La mormone Katherine Heigl è diventata una delle dive più acclamate di Hollywood. La mormone Stephenie Meyer ha sbancato i botteghini librari con la sua sagra di “Twilight”. Il mormone Stephen Covey ha venduto a sua volta milioni dei suoi manuali di auto-aiuto. E una famiglia mormone è protagonista del serial di successo “Big Love”. Per tacere di Romney e di Glen Beck, leader emergente del Tea Party. Un boom.
Ma la storia dei rapporti fra i “Santi” e i “gentili” non è stata sempre semplice. I mormoni si autodefiniscono cristiani, ma oltre a Vecchio e Nuovo Testamento hanno anche un “Libro di Mormon”, che sarebbe stato consegnato nel 1827 «da un angelo di nome Moroni» a un 22enne residente nello Stato di New York di nome Joseph Smith fino ad allora membro della chiesa presbiteriana. Per chi non è di fede mormonica, il contenuto evoca un fumetto di Martin Mystère: un gruppo di ebrei che emigrò nelle Americhe in tempi antichissimi fu visitato dallo stesso Gesù Cristo nell’intervallo tra morte e resurrezione e si divise tra i popoli rivali dei lamaniti e nefiti. I lamaniti, divenuti pagani, avrebbero alla fine sterminato i nefiti, venendo puniti da Dio con la trasformazione della pelle da bianca in rossa: gli antenati degli indiani d’America. Smith diceva inoltre di essere in filo diretto col Padre Eterno e che da Lui avrebbe ricevuto l’ordine di restaurare la poligamia biblica. Aveva però anche una visione di tipo politico che mirava a organizzare i seguaci in una comunità fortemente coesa e votata alla prosperità attraverso il culto del lavoro e regole di vita ultrapuritane. Nel 1839 Smith cercò di fondare nell’Illinois una città di nome Nauvoo, in cui la comunità mormonica potesse autogestirsi secondo le proprie leggi. Ma ciò provocò la violenta reazione degli abitanti della zona, al punto che Smith fu linciato. Il suo posto venne preso allora da Bringham Young, che condusse i fedeli attraverso un’epica marcia attraverso il West, fino ad arrivare nell’attuale Utah, allora in territorio messicano.
Grazie alla loro laboriosità i mormoni seppero trasformare il deserto in un giardino, e a onta delle loro idee apparentemente bizzarre organizzarono anche la prima Università di tutto il West. Ma quando la vittoria degli Usa nella guerra contro il Messico del 1848 li riportò in territorio Usa, per i mormoni ripresero le difficoltà. Ci furono tensioni, tra 1857 e 1858 scoppiò una vera e propria guerra con l’esercito federale, e solo quando nel 1890 la “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni” ebbe infine la “Rivelazione” che proibì la poligamia di nuovo, il governo di Washington fece infine partire la trattativa per cui nel 1896 l’Utah divenne finalmente uno Stato dell’Unione. Dei 14 milioni di mormoni che ci sono oggi nel mondo, 6 stanno negli Usa, e 1,8 milioni nell’Utah, dove sono il 68% della popolazione.
Da sempre accettati come una componente della coalizione conservatrice in temi morali, ora che possono mandare uno dei loro alla Casa Bianca i mormoni hanno però visto risvegliarsi antichi pregiudizi, che hanno portato al risultato a sorpresa di Santorum. D’altra parte, nel 2007 era pure uscito un film su un massacro di pionieri compiuto dai mormoni nel 1857, la cui pubblicità aveva addirittura paragonato Brigham Young a un Bin Laden dell’epoca.
Maurizio Stefanini