Andrea G. Lovelock, ItaliaOggi 05/01/2012, 5 gennaio 2012
COMPAGNIE AEREE: NOLEGGI E SNACK VALGONO PIÙ DEI VOLI
Aerei come boutique, ristoranti o vere e proprie agenzie di viaggi: nel 2011 i cosiddetti servizi ancillari, vale a dire la vendita di servizi e prodotti complementari come noleggi, profumi, pasti o addirittura camere d’albergo, hanno fruttato ai vettori 32,5 miliardi di dollari di ricavi (circa 25 miliardi di euro), pari a un +43% rispetto al 2010.
Dati che superano i proventi generati dal servizio primario che è il volo, pari a circa 4 miliardi di dollari (oltre 3 mld di euro). È quanto risulta dall’indagine realizzata da Ideaworks, la società di marketing partner di Amadeus, realtà specializzata in sistemi di prenotazioni computerizzate nel trasporto aereo e nell’industria alberghiera.
L’incremento degli introiti di questi servizi rispetto al 2010 è stato sorprendente in particolare sia tra le 200 compagnie aeree di linea americane, con un (+28%), che tra i vettori low cost (+33%). Una boccata d’ossigeno dopo l’aumento dei prezzi del carburante che è costato complessivamente 10,2 miliardi di dollari (7,8 mld di euro), superiore di un buon 12% rispetto agli anni scorsi. «I ricavi ancillari continuano a crescere e osserviamo un aumento dell’interesse da parte dei vettori di tutto il mondo», ha detto Holger Taubmann, vicepresidente della distribuzione Amadeus, «i quali stanno iniziando anche a implementarli attraverso un sistema di distribuzione globale utilizzando pure le agenzie di viaggio. È un modello focalizzato su servizi che ha come obiettivo l’aumento dell’offerta di prodotti da vendere a bordo e il rafforzamento del brand, anziché uno scorporo degli stessi dal prezzo totale del biglietto, come nella precedente offerta con i cosiddetti servizi a menu».
La ricerca di Ideaworks rileva che la maggior parte dei ricavi delle compagnie americane ed europee è generato dalla vendita dei programmi frequent flyer, generalmente associati ad attività di co-branding con società di carte di credito, catene alberghiere, autonoleggi e circuiti commerciali. Altra voce di ricavo è legata alla tassa sui bagagli che solo tra i vettori statunitensi rappresenta circa il 20% delle entrate. A completare le voci, poi, ci sono le vendite a bordo di cibo, bevande, profumi, oggettistica, servizi wi-fi e prenotazioni alberghiere. Solo grazie a questa autentica manna le aerolinee riescono a riequilibrare i propri bilanci. Da qui una vera e propria rivoluzione nelle strategie marketing di molte compagnie che puntano ormai a personalizzare i propri servizi, legandoli a veri e propri bonus traducibili in miglia da volare. Non è un caso se le maggiori compagnie internazionali hanno recentemente inserito servizi a pagamento come il parcheggio in aeroporto prenotato, l’imbarco anticipato, l’assegnazione di posto e, nel caso di alcuni vettori orientali e medio-orientali, la scelta prima della partenza di particolari menù a bordo.