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 2012  gennaio 05 Giovedì calendario

INPS, SCATTA L’ALLARME INFORMATICO


Prima ci si sono messe le leggi approntate dal precedente governo. Poi è arrivata la manovra di Mario Monti, che sulla previdenza ha sparigliato le carte. In mezzo l’Inps, l’istituto di previdenza che di fronte a tutte queste novità normative si trova costretto ad aggiornare il suo sistema informativo per ricalibrare i vari servizi erogati ad assistiti e pensionati.
Il fatto è, però, che questa necessità si sta trasformando per l’Inps in un autentico salasso. L’aggiornamento e lo sviluppo del software applicativo dell’istituto presieduto da Antonio Mastrapasqua, infatti, costerà caro: una somma che può arrivare fino a 330 milioni di euro.
Ma come è possibile? Semplice, dal momento che i cambiamenti, almeno secondo i calcoli dell’Inps, dovranno coinvolgere un po’ tutto. E così via libera a una migliore gestione del portale e del contact center, alla revisione dell’architettura base del sistema informativo, a una migliore gestione e protezione dei dati, all’introduzione di nuove tecnologie di comunicazione come il Voip (in pratica le conversazioni telefoniche che viaggiano su internet) e a una più incisiva introduzione di strumenti come la Pec (posta elettronica certificata) e la firma digitale.
Per affrontare tutto questo bendidio l’Inps ha dovuto predisporre un bando di gara più lungo della Divina Commedia. All’interno dei relativi documenti gli uomini di Mastrapasqua premettono alcuni dettagli sull’Inps, tanto per far capire il perché di un macigno da 330 milioni. Nel disciplinare di gara, per esempio, si legge che «L’Inps gestisce un bilancio che è secondo solo a quello dello stato, con entrate e uscite per complessivi 430 miliardi di euro; assicura 20 milioni di lavoratori ed eroga 18 milioni di pensioni». Per non parlare, poi, dei 13,5 milioni di pensionati che in Italia ricevono un assegno dall’istituto. Insomma, la struttura guidata da Mastrapasqua è effettivamente mastodontica. E sembra proprio che i documenti di gara vogliano dire questo: se è mastodontico l’istituto è inevitabile che sia mastodontico anche il valore di un bando di gara. Volendo azzardare un calcolo, si può dire che il nuovo software, nel caso in cui il costo risultasse effettivamente di 330 milioni di euro, arriverebbe a valere 24 euro per ciascuno dei 13,8 milioni di pensionati dell’Inps. Ma tant’è, l’istituto adesso dovrà prelevare dalle sue casse queste risorse.
Del resto per l’istituto gli ultimi mesi sono stati terribili, proprio a causa della necessità di andare incontro alle mille novità previdenziali introdotte per cercare di far quadrare i conti dello stato o migliorare la macchina amministrativa. Si pensi, tanto per fare un esempio, alla previsione della manovra Monti secondo la quale le pensioni superiori ai mille euro non potranno più essere pagate in contanti. Parliamo di un intervento, con altri, che in ogni caso impone una riorganizzazione a chi, come l’Inps, è appunto chiamato attivamente in causa all’interno del processo.
Il bando predisposto dai tecnici di Mastrapasqua si divide in sette lotti, uno per ogni servizio specifico da migliorare o da ricalibrare. Per esempio il lotto 1 ha un valore massimo di 48.167.306 euro ed è quello che riguarda la realizzazione ad hoc di applicazioni per il contact center e per gli utenti che si relazionano all’Inps attraverso il web. Tra l’altro, ironia della sorte, proprio per il contact center, circa un anno e mezzo fa, l’Inps aveva dovuto staccare un altro assegno pesante. Per 100 milioni di euro, infatti, la struttura di Mastrapasqua aveva aggiudicato la gestione del servizio a Transcom e Visiant, scatenando peraltro le ire dell’Almaviva di Alberto Tripi che aveva provato ad aggiudicarsi il succulento appalto. Insomma, prima 100 milioni per assegnare la gestione del contact center, adesso fino a 48 milioni di euro per migliorarlo.
Fatto sta che la procedura è partita. Da precisare che in tutto, per la durata di 36 mesi, il costo del servizio di modifica del software applicativo può arrivare a valere, per la precisione, 333.222.807 euro. I documenti di gara, in ogni caso, puntualizzano che il valore complessivo del bando è di 249.917.105 euro, che in caso di proroga, appunto possono arrivare a valerne 330.