Diego Gabutti, ItaliaOggi 05/01/2012, 5 gennaio 2012
GRILLO È CONTRO GLI ATTENTATI A EQUITALIA MA LI CAPISCE
Beppe Grillo, il cui fin è notoriamente la meraviglia, ha scritto nel suo blog di disapprovare gli attentati postali contro Equitalia, ma di capirne le ragioni: il fisco troppo esoso, con le sue prepotenze e la sua avidità tributaria, si tira addosso l’odio dei contribuenti (anche se c’è da dubitare che tra i bombaroli della Fai, la banda armata degli anarcoinsurrezionalisti, ci sia anche un solo contribuente tartassato). È un ragionamento trompe-l’oeil, col quale Beppe Grillo, se fosse di qualche decina d’anni più giovane, potrebbe proporsi d’impressionare le ragazze, ma considerata l’età avanzata di questo comico prestato all’antipolitica non dev’esserci altro fin che la meraviglia, come si diceva.
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Prima la stangata sulle pensioni, adesso la tassa sugl’immigrati, che dovranno pagare una tassa nababba di soggiorno (il permesso di soggiorno è da rinnovare, e la tassa pure). Bin Loden intende pestare altre martellate sulla pelata solidarista e progressista di Pier Luigi Bersani? Ma forse ci sta ripensando. Come al solito.
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«I simbolisti [russi] prestavano orecchio ai sussulti sismici, al rumore del fendersi del vecchio mondo in sfacelo. Chlébnikov, specie nel faraonico poema Ladomir, presagisce il Futuro come un regresso alla ferità primordiale, un rigermogliare di freature silvestri e rusaliche (pur in mezzo a una folla d’ordigni meccanici e treni), un risveglio della slavità precristiana, un riscatto degli animali sinora oppressi dagli uomini. «Io vedo le libertà cavalline — e la parità delle mucche» (I, 193). È forse per questo che Kruënych propose d’erigere un monumento nel quale Velimir apparisse «zooforme». (_) Egli asserisce gli zar finiranno al serraglio dentro una gabbia di ferro (I, 187) e l’ambasciatore dei cavalli verrà ospitato nella palazzina di Volkonskij (1, 194)» (Angelo Maria Ripellino, Saggi in forma di ballate, Einaudi 1978).
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Un tempo i gazzettieri dicevano normali sciocchezze: inneggiavano al loro editore con (o senza) l’erre moscia, baciavano la pantofola dei potenti, scrivevano sotto dettatura dei medesimi e correvano temerariamente al soccorso dei vincitori, come diceva il filosofo. Ma col tempo sia le sciocchezze che i giornalisti si sono evoluti. Come i tossicomani nelle storie di William Burroughs, quelli che s’erano «sniffati il corso del tempo», il trip del moderno gazzettiere italiano è la fesseria metafisica. Prendete Beppe Severgnini, che l’altra sera a Otto e mezzo, tutto contento, come il vecchio von Sacher-Masoch quando la sua signora s’avvicinava col frustino e uno spillone rovente, prima ha detto che L’Europa è la baby sitter dell’Italia, un’Italia bambina, e poi che Monti è la badante degl’italiani, un’Italia vegliarda. Intanto dava addosso, spalleggiato da Lilli Gruber, al leghista presente, il solito Matteo Salvini. Neonata o centocinquantenaria, purché una e indivisibile, l’Italia dell’informazione tossica, stordita e barcollante com’è, non regge alla prova del palloncino.
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«C’è tanta gente malata ed esausta che, generalmente, il paradiso è concepito come un luogo di riposo» (Aldous Huxley, Texts and Pretexts, 1932, cit. in J.L. Borges e A. Bioy Casares, Libro del cielo e dell’inferno, Adelphi 1973).
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Adesso la discussione, sulle prime pagine dei giornali, si concentra sulle belinate a proposito dei lanciatori di bombe postali. Ma che Equitalia, lasciando da parte Beppe Grillo e i suoi trompe l’oeil e gli anarcoinsurrezionalisti, non sia simpatica ai contribuenti, e che incarni l’esosità dello stato e le sue prepotenze, è puramente e semplicemente un fatto. Di questo bisognerebbe discutere, come pure di bin Loden, il profeta di questo Islam contributivo. E prima o poi, volere o volare, se ne discuterà, temo animatamente.
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Enrico Mentana, dal ponte di comando del Tg7, chiede un’opinione su Don Verzè a Marco Travaglio. Che cosa pensate che risponda Travaglio? Esatto: pollice verso. E di chi la colpa se un tale malfattore (detto da vivo) ha potuto agire per tanto tempo indisturbato? Indovinato: del Cavaliere. Travaglio, qualunque domanda gli si faccia, risponde sempre nello stesso modo: pollice verso, e tutta la colpa è di Berlusconi. Per sapere che cosa pensa un qualunque altro essere umano c’è bisogno d’un telepate o d’un paio d’ore in camera di tortura. Marco Travaglio no, lui è un libro aperto. Passa un tram. Che cosa pensa, Dottor Travaglio, dei passeggeri e dell’autista? Umh_ mi faccia riflettere, ecco, sì, è brutta gente, facce da corrotti, da camorristi e ’dranghetari, uno più evasore dell’altro, date retta a un cretino, e hanno tutti l’aria d’aver votato per Berlusconi.
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Ben due Beppe, Grillo e Severgnini, annuiscono con aria spiritata.
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«Mai la ragione è stata in grado di definire il bene e il male e nemmeno di distinguere il bene dal male, sia pure approssimativamente; al contrario, li ha sempre confusi in modo vergognoso e meschino, e la scienza ha offerto soltanto soluzioni brutali. In questo si è segnalata particolarmente la semiscienza, il più terribile flagello dell’umanità, peggio della peste, della fame e della guerra, ignoto fino al nostro secolo» (Fëdor Dostoevskij, I demoni, Garzanti 2005).
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Aumenta il prezzo di caffè, cornetti, cappucci e tramezzini alla Buvette e gli onorevoli (secondo il Giornale) insorgono. Ma bisogna capirli (come i terroristi secondo Grillo). Pagano 80 centesimi l’espresso che fino a ieri pagavano 70 e che noi al bar sotto l’ufficio paghiamo da anni un euro secco. Di questo passo, oggi 10 centesimi, domani 15 o 20, finiranno per pagare l’autobus, il taxi, le bollette della luce, l’affitto di casa, le seratine allegre e i contributi pensionistici. Gli toccherà estinguere i mutui pagando gli stessi interessi dei comuni mortali. Finirà che non potranno neanche più incassare una tangente.