Alberto Arbasino, la Repubblica 06/01/2012, 6 gennaio 2012
SURREALISMO SOCIALISTA
La rivista alfalibri riproduce l´interrogatorio del giovane Iosif Brodskij da parte di un giudice-donna, in seguito all´accusa di parassitismo.
G.: «Quale è la vostra professione?». B.: «Poeta e traduttore». G.: «E chi ha stabilito che siete un poeta? Chi vi ha nominato poeta?». B.: «Nessuno. E chi mi ha nominato uomo?». G.: «E avete studiato per diventare poeta?». B.: «Non pensavo che questo si potesse raggiungere con l´istruzione». G.: «E con che cosa, allora?». B.: «Penso che questo... venga da Dio...».
Non importa gran che se la giudice fosse una burocrate laica o atea, senza Dio. O se a Dio importa donare la Poesia a certuni sì e ad altri no. Così come secondo secoli di pittura gradisce supplizi e tormenti, mentre in diversi casi elargisce miracoli, anche rustici.
Ora, ai fedeli e anche ai mercati, soprattutto interessa quando un artista viene definito tale dal Cielo, oppure dai galleristi che ne lanciano le opere ad alti prezzi? E se un´altra fazione critica punta su altre scuole e altri gruppi, come si vede alle mostre e alle aste?
Alla interessante mostra sui realisti russi nell´epoca sovietica, al Palazzo romano delle Esposizioni, si può osservare il dipinto I Geologi di Nikonov, tristemente celebre perché suscitò i biasimi di Khruscev a una mostra molto ufficiale. «Dipinto con la coda di un asino», pare che dicesse quell´estroverso. Pensa e ponza, lì davanti, possiamo ritenerlo un pessimo sottoprodotto di Chagall. «Ma chi l´avrà nominato artista, così pessimo?» (potremmo chiederci noi, come quella giudice terra-terra, che poteva forse ribattere, con la saggezza popolana delle nonne: «ma poi, chi li accoppia?»).