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 2012  gennaio 05 Giovedì calendario

SORPRESE DA UN PIANETA CHE CAMBIA. L’INDIA STA PER SUPERARE L’ITALIA

Il G7 è nato come un affare fra uomini cresciuti sugli stessi libri, gente che si era formata su Voltaire, Adam Smith o al massimo Benedetto Croce. Non più: tra poco il solo Paese europeo nell’aristocrazia delle economie mondiali sarà la Germania, e neanche lei ancora per molto.
Dopo il sorpasso dell’economia brasiliana sulla Gran Bretagna quest’anno, una serie di prevedibili «sorprese» si susseguirà nella parte centrale del decennio. Un’occhiata ai dati sul Pil in dollari mostra ad esempio che l’India sta per superare l’Italia. Nel 2011 il reddito italiano è stato di 2245 miliardi di dollari, quello indiano di 1843 miliardi. Ma le stime sulla recessione da una parte, della crescita di circa l’8% dall’altra e sul plausibile indebolirsi dell’euro confermano che è solo questione di tempo. Nei prossimi 12 o 24 mesi, si chiuderà un trimestre in cui il fatturato totale dell’India sarà sopra a quello dell’Italia, che a quel punto sarà la nona economia e non più la settima al mondo come fino al 2009 (dall’anno scorso anche il Brasile è più avanti). In India 500 milioni di persone vivono con meno di due dollari al giorno. Per fare spazio alle Universiadi del 2010 decine di migliaia di abitanti degli slum di Delhi sono stati deportati senza un tetto sulla testa e le loro baracche rase al suolo. Ma per certi aspetti il sorpasso sull’Italia c’è già. Da Reliance, a Tata, a Infosys, l’India ha almeno otto grandi gruppi industriali con in quali solo Eni e Enel possono rivaleggiare per valore di Borsa e proiezione globale. Ha dieci volte più miliardari e produce più auto.
Ma il sorpasso India-Italia, o Brasile-Gran Bretagna, non resteranno casi isolati. Verso metà decennio o poco dopo il Brasile passerà davanti anche alla Francia e l’India peserà più delle antiche potenze coloniali di Parigi e di Londra. A quel punto fra le prime sei economie al mondo l’unico Paese europeo sarà la Germania, ancora per qualche anno. Gli imperi sui quali non tramontava mai il sole sono destinati a giocare la parte dei quasi-nani se vogliono giocarla ognun per sé. E i loro interlocutori non avranno letto Croce o Voltaire, ma lo sanno già.
Federico Fubini