Enrico Franceschini, la Repubblica 05/01/2012, 5 gennaio 2012
SE I VIOLINISTI NON SANNO PIÙ RICONOSCERE UNO STRADIVARI
Tra uno Stradivari da tre milioni di euro e un normale violino confezionato la settimana scorsa che ne vale al massimo tremila, quale scegliereste per suonare a un concerto? Tutti, non solo i grandi violinisti, conoscono la risposta a una simile domanda.
È noto che i violini creati dal celebre maestro liutaio del 1700 sono i migliori del mondo, in grado di produrre suoni di una purezza e bellezza inarrivabili. Sì, tutto ciò è noto, ma è anche vero? Questa è l´altra domanda che si è posta una ricercatrice dell´università di Parigi, e dopo due anni di esperimenti è giunta a una risposta sorprendente: non è vero che uno Stradivari sia meglio di un violino moderno, perlomeno dal punto di vista della qualità del suono. «La contrapposizione tra antico e nuovo, in questo campo, è semplicemente priva di senso», afferma dati alla mano Claudia Fritz, l´autrice dell´indagine, smentendo in un colpo solo secoli di dogmatiche certezze.
Non tutti saranno d´accordo, ma la ricercatrice francese parla sulla base di dati di fatto, dopo un test scientifico che ha ricevuto l´imprimatur di un´autorevole rivista, "Proceedings of the National Academy of Sciences", che lo ha pubblicato. E ieri il quotidiano Guardian di Londra ne ha anticipato le tesi in prima pagina. L´esperimento condotto dalla studiosa parigina indica che violinisti da concerto, ovvero seri e qualificati professionisti di talento, non sono in grado di distinguere uno Stradivari o un Guarneri del Gesù, l´altro grande liutaio italiano, da un normale buon violino di produzione moderna. E anzi, dovendo fare una graduatoria alla cieca di diversi tipi di violino, la maggior parte dei violinisti che si sono sottoposti al test danno la preferenza agli strumenti moderni. In conclusione, i ricercatori non hanno potuto stabilire alcuna relazione diretta tra l´età e il valore di un violino, da un lato, e il "voto" che i musicisti hanno dato alla qualità del suono prodotto. «Gli antichi violini sono strumenti esteticamente meravigliosi», riconosce la Fritz, «ma hanno un prezzo insensato che non dipende dalla bontà del suono».
L´esperimento è stato condotto così. Nel 2010, durante una competizione violinistica internazionale a Indianapolis, la ricercatrice francese e i suoi collaboratori hanno chiesto a 21 musicisti di suonare sei differenti violini: tre di produzione moderna e tre antichi, due creati da Antonio Stradivari nel 1700 e uno da Guarneri del Gesù nel 1740. il valore complessivo di mercato dei tre violini antichi era 10 milioni di dollari; quello dei tre moderni, circa 10mila dollari. I 21 violinisti hanno dovuto indossare occhialoni che impedivano loro di vedere il tipo di strumento suonato; e ciascun violino era stato imbevuto di profumo nel punto in cui il musicista vi appoggia il mento, per impedire che l´aroma ne rivelasse l´età. Al termine del test, ogni violinista ha dato un voto a ciascuno dei violini. Ebbene, gli strumenti moderni hanno avuto la meglio; e il voto più basso di tutti è andato a uno Stradivari.
«I nostri risultati sono una sfida all´opinione dominante», scrive Claudia Fritz, «Non conta se un violino è vecchio o nuovo, conta che sia un buon violino, e alcuni dei liutai di oggi producono strumenti di grande qualità». Concorda almeno in parte Kai-Thomas Roth, segretario della British Violin Making Association: «C´è un elemento di mito nella reputazione degli antichi violini. Il fatto è che un grande musicista, se non ottiene il suono desiderato da uno Stradivari, continua a suonarlo finché non è perfetto, mentre scarta subito un moderno violino, se non lo soddisfa».