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 2012  gennaio 05 Giovedì calendario

Il resto d’Europa alza le tariffe per fermare gli assalti alle frontiere La disciplina sull’immigrazione in Europa è quanto mai variegata

Il resto d’Europa alza le tariffe per fermare gli assalti alle frontiere La disciplina sull’immigrazione in Europa è quanto mai variegata. Tuttavia, c’è una generale tendenza a un irrigidimento che si è tradotto anche nell’introduzione di varie forme di contributo. Nel Regno Unito, ad esempio, prima del 2003 per quell’Indefinite Leave to Remain che corrisponde a un permesso di soggiorno permanente non si pagava niente. Proprio in quell’anno, però, il governo laburista decise di introdurre una tassa, che da allora non ha fatto che crescere a ogni aprile. All’inizio, infatti, era di sole 155 sterline. Ma di fronte all’ondata di immigrati che venne nel 2004-05 in particolare dall’Europa dell’Est, nel 2005 fu alzata a 335 sterline, nel 2007 a 750, e nel 2009 a 820. Sempre nel 2009 fu introdotta un’ulteriore tassa da 50 sterline destinata alle comunità dove gli immigrati si stabilivano concretamente, e una tassa di 50 sterline fu messa anche per ogni familiare a carico del richiedente il permesso. Inoltre venne stabilito un servizio Premium, che in cambio di 1.020 sterline permetteva di saltare le file, sbrigando le pratiche su appuntamento. Per il 2011 le tariffe sono: 972 sterline servizio normale; 1.350 servizio premium; 468 ogni familiare a carico; 675 ogni familiare a carico premium. Ma in compenso hanno assorbito sia la sovrattassa destinata alle comunità, sia il costo del visto, che a sua volta non è uno scherzo: attualmente sono 76 sterline per un visto turistico, 265 per un visto da due anni, 486 per uno da cinque anni, 702 per uno da 10 anni. Ovviamente il permesso permanente si paga una volta sola, ma i visti volta per volta. In Francia sono previste per lo straniero extracomunitario, a parte il Voyage touristique di tre mesi, la Carte de séjour temporaire da un anno, che è poi ulteriormente articolata in quattro modelli diversi, e Carte de résident da dieci anni. Sia per il rinnovo della Carte de résident che per quello delle Carte de séjour temporaire, nei modelli salarié e vie privée et familiale, è prevista una tassa fissata nel 2010 a 110 euro. Anche in Germania esiste una distinzione del genere. L’Aufenthaltserlaubnis è infatti un permesso di residenza a termine, e solo dopo 5 anni che lo si possiede si può chiedere Niederlassungserlaubnis, che è il permesso di residenza illimitato. A seconda dei casi, è prevista una tassa compresa tra i 135 e i 250 euro. Inoltre è necessario un certificato medico che costa 75 euro fatto in ambulatorio e 150 da un medico privato. Un Paese più economico è la Spagna. Anche lì, però, qualche spesuccia in realtà bisogna farla. Anche il cittadino Ue che si registra presso il Registro Central de Extranjeros è avvertito che sebbene tanto la domanda quanto il certificato di iscrizione siano in teoria «gratuiti», di fatto «bisogna pagare una tassa amministrativa per la spedizione di entrambi i documenti». Il primo costa dunque 9 euro e il secondo 6,5. Quanto agli stranieri non Ue, la tassa di residenza e lavoro viene 10,20 euro, e il visto altri 60 euro. Paga comunque di più il datore di lavoro, che a seconda dello stipendio deve dare 190,12 o 380,27 euro. Maurizio Stefanini