Virginia Fiume, Saturno-il Fatto Quotidiano 6/1/2012, 6 gennaio 2012
BLOG LETTERARI, I PRIMI DIECI ANNI - IL PRIMO
fu Giulio Mozzi, scrittore e consulente di Einaudi Stile Libero. Il 4 agosto del 2000 inaugurò il Vibrisse. Nonostante il blog non appaia nella classifica ebuzzing - strumento per orientarsi per cui vale il principio del vecchio wikio: i blog si iscrivono al sito e un algoritmo elabora le classifiche in base alle pagine viste da utenti unici e dei link esterni, compresi quelli di Facebook e Twitter - Mozzi è tutt’ora molto seguito. Ne è una prova il fatto che dichiari di ricevere ogni anno 900 dattiloscritti di aspiranti scrittori. Per diversi anni ha partecipato al collettivo Nazione Indiana che rappresenta la storia dei blog letterari (Saviano ha pubblicato su questo blog le prime parti di Gomorra) con Carmilla. Entrambi nati nel 2003, ancora si difendono nelle classifiche e nella reputazione. Secondo i dati di GoogleAdPlanner Nazione Indiana ha 11.000 visitatori unici al mese e Carmilla 9.000. Carmilla, diretto dallo scrittore Valerio Evangelisti, si caratterizza per essere chiuso ai commenti dei lettori. Non usa Facebook e Twitter è solo una vetrina virtuale per condividere i propri contenuti. Spia dell’atteggiamento sono i numeri del profilo Twitter: 3 following e 2.863 follower. Nazione Indiana ha pubblicato il suo primo post nel marzo del 2003, quando della redazione facevano parte scrittori militanti come Antonio Moresco e Tiziano Scarpa. Fedele ai commentatori, il blog ha vissuto anni di grande successo: alcuni post arrivavano a totalizzare oltre il centinaio di commenti. Dopo un paio di anni la redazione si divise in due, proprio sulla questione dei rapporti con i lettori, spesso conflittuali.
I fuoriusciti (Moresco e Scarpa in primis) crearono il sito Il Primo Amore, che forse per la scarsa interattività negli anni è scivolato al 28° posto della classifica ebuzzing. Scarpa spiega che i commenti e il sito non sono centrali nel loro progetto: «Noi abbiamo una rivista cartacea, organizziamo iniziative in carne e ossa come Cammina, Cammina, il viaggio tra Milano e Napoli svoltosi nel-l’anniversario dell’Unità d’Italia. Organizzare iniziative del genere richiede tempo». Nazione Indiana invece negli anni si è trasformata in un progetto dell’associazione culturale Mauta, tra i cui nomi spiccano Gianni Biondillo, architetto giallista milanese, Helena Janeczek e Andrea Inglese. Il glorioso tempo del dibattito sembra essere finito e ora ci sono al massimo sei commenti per post. E nessuna attività di dialogo né su Facebook né su Twitter.
A non avere alcun problema a interfacciarsi con i lettori sono Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming e la giornalista Loredana Lipperini, con Lipperatura ancora fedelmente ancorata alla piattaforma Kataweb.
I Wu Ming - collettivo bolognese che pubblica con Einaudi, autore di romanzi come Altai - nel-l’aprile del 2010 hanno deciso di integrare su Giap tutti i loro progetti web. Attivissimi su Twitter con oltre 12.000 followers, hanno sul sito una media di 150 commenti per post. Recentemente hanno avviato una nuova politica su Twitter: lo usano, ma tendono poi a spostare il dibattito sul blog, dove lo spazio permette ragionamenti più articolati. Con troppi followers, sostengono, il commento diventa troppo estemporaneo, veloce, privo di riflessione. Una politica simile a quella di Loredana Lipperini, che inaugurò il suo blog il 25 novembre del 2004 e racconta alcune delle trasformazioni degli ultimi anni, in particolare in relazione ai social network: «Li vedo funzionare in sinergia. Twitter è fondamentale per tenersi informati su quello che interessa, ma come sostengono i Wu Ming si presta alla polemica. È per questo che è importante tenere il filo del discorso nei commenti». Per certi versi anche Satisfiction appartiene alla vecchia guardia dei blog letterari. Il progetto del critico Gian Paolo Serino ha un buon numero di lettori e 150 commenti in media per ogni post. Sebbene Serino tenga a sottolineare la centralità del blog, ormai Satisfiction si configura come un portale di più ampio respiro, con tanto di magazine freepress distribuito in tutte le Feltrinelli e alla Fnac. Formula soddisfatti o rimborsati e molte anticipazioni. Vince il premio creatività per i nomi delle rubriche, bastino come esempio: L’Ombroso, «ritratti fisiognomici dei protagonisti della cultura», Titani(c) che prende di mira gli scrittori sopravvalutati o Letture a 45 giri, dove i musicisti diventano critici letterari.
La rivelazione è Finzioni, nato nell’aprile del 2008. L’unico blog ad avere una sezione in inglese. Ai vertici della classifica di ebuzzing, Finzioni, è il progetto dei «non addetti ai lavori» come racconta Jacopo Cirillo, 29 anni, uno dei fondatori: «Siamo un progetto di lettura creativa, siamo e ci sentiamo tutti lettori ed è ai lettori che vogliamo parlare». E per parlare usano tutti gli strumenti a disposizione, soprattutto Twitter su cui hanno oltre 10.000 followers. Sentendoli sembra di veder rivivere lo spirito dei bloggers delle origini: «l’importante è che i lettori parlino tra loro e abbiano luoghi e modi per farlo».
Esempio di blogger militante, la giovanissima Linda Rando che si è fatta largo pubblicando una accurata lista di editori a pagamento ma ora si è normalizzata, stufa, dice, di querele, diffide e così via, trasferendo la black list sul blog della Lipperini.