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 2012  gennaio 06 Venerdì calendario

“I CAFONI DELLE DOLOMITI, VACANZIERI TUTTI D’AMPEZZO” - O

Gesù fammi bel dono di una serva filippina/ o Gesù tu che sei buono dammiuncottageaCortina/saròbrava, onestaeretta/faròdonialterzomondo/ ma tu dammi una villetta/ Dio, Gesù, a Porto Rotondo”. L’ha scritta il Thomas Mann del generone romano, Enrico Vanzina. Il padre Steno, registadeItartassati,diquestouniverso in bilico tra sacro, profano ed evasori fiscali, aveva già capito tutto 50 anni fa. Roberto D’Agostino, le furbe dolomiti di inizio anno, le vacanze degli italiani, la realtà che diventacinema.“NelSordidelConteMaxc’eralafotografiainbiancoe nero del quadro vivente del cafonalesimo ampezzano. Luoghi in cui si mangia pane e Marmolada e al posto degli arrimpicatori alla Messner, brillano arrampicatori sociali che hanno cancellato il comune senso del Cadore. Persone che saltano da una festa a una boutique e svolazzano come scimmie da un rifugio a una festa campestre”. I nuovi mostri che D’Agostino racconta da 20 anni: “Non per compiacermene, ma per mostrare l’orrore, testimoniarlo, lasciarlo in eredità. Spesso guardiamo, ma non vediamo”.
Oggi cos’è Cortina?
Una valle del tramonto. Un’operetta viennese ripassata col Kitsch, una casa di cura a temperatura “vivente” da prendere sul serio, magari in quel posto. Una città che nel corso del tempo si è interrata come i suoi protagonisti: Montanelli che passeggiava lungo la ferrovia, l’ombrosa depressione di Gassman in albergo, lo humour snob del marito di Clara Agnelli, il mitologico Conte Nuvoletti. Un signore che bardato da palombaro esquimese ironizzava: “Se non avessi tanti maglioni, non sarei a Cortina”.
E poi?
Soffrire per apparire è il minimo che si richieda al vacanziere tutto d’Ampezzo. Gli habitué della polenta fritta e della lana cotta, alle piste, preferiscono l’assalto a Corso Italia, passerella-struscio per eccellenza. Negli anni hanno sfilato Andreotti e Geronzi in Loden, Gelli con le guardie del corpo, De Michelis in braghe di cuoio, e poi Scalfari in compagnia di Fabiano Fabiani. L’intero orizzonte industriale.
Nomi?
Benetton, Della Valle, Brion, Marzotto, Merloni, Montezemolo, i Coin, imbunkerati nelle loro ville a scucchiaiare polenta. Sinistra e destra, intellettuali, parvenu e bifolchi miliardari dell’Est. Bertinotti e Valeria Marini, Guerritore e Alba Parietti, Ghergo, Lucherini, Fiorello. Con i cafoni ai lati della strada, con telefonini pronti, come se ci fosse la processione del santo patrono o il Red Carpet degli Oscar.
Chi la frequenta adesso?
Un popolo che dopo aver visto bruciare la casa per cuocere due uova, rifiuta di sottoporsi ad altre penitenze. Prima di essere una Nazione sull’orlo del burrone, siamo un paese sul ciglio del burino che cammina con cani vestiti con cappottidipregio,infilatiinpasseggini YvesSaintLaurent.Undelirio.Eladomanda sorge spontanea: arriveranno prima infermieri o carabinieri? Se li critichi rispondono: “Anche MarioMontipossiedeunacasaaSt. Moritz e allora?”.
Figli del turismo invernale?
Per la media borghesia contemporanea non esiste ‘o sole pio, ma soltanto ‘o sole mio urlato a pieni polmoni e rutto libero. L’edonismo attraversa le ideologie e la cultura del carnevaleregnatraiparagurideiCaraibi come tra i furbetti delle Tofane. Un Bonjour stronzesse dove tutti noi, afflitti da inferni privati e maldestri tentativi di emersione sociale, siamo iscritti senza saperlo.
Ovvero?
L’etimologia di ‘vacanza’ spiega ogni cosa. Si tratta di un vuoto e ognuno lo riempie come vuole. Se un medico dà due settimane di vita a un italiano, lui spera di cadere nel ‘vuoto’. Le ferie sono ciò che non manca quando manca tutto. Avranno ragionato così: ‘Berlusconi è alle Bahamas, in un sol colpo ci hanno tolto Pippo Baudo, Andreotti e Carfagna. Cosa ci resta? Cortina D’Ampezzo.
Si stupisce?
Dopo aver ascoltato per anni Berlusconi cinguettare che “gli sfigati nonesistono,maesistonosolodiseducati al benessere” o il suo omologo d’Alema sostenere serio che “nel mondo della vela c’è una notevole presenza della cultura di sinistra” stupirsene è impossibile. Ogni volta che vedo la fauna di Cortina e dei suoi pseudo-salotti letterari penso ai Soprano’s.
Oltre il trash cosa pulsa?
La paura. Le bombe a Equitalia spaventano e il contagio preoccupa. Domani toccherà a Capri, Venezia o Portofino. Sembra la risposta di Befera alle parole di Grillo, con l’Agenzia della Entrate a inseguire il favore di massa e a tener lontaneminacceeattentati.Magari è dietrologia, però Cortina era il set perfetto.