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 2012  gennaio 05 Giovedì calendario

LA UE FINANZIA I FILTRI AL WEB

Con una mano la Commissione europea promuove la libertà di Internet, propone di proteggere i dissidenti digitali e di vietare l’esportazione di software per la sorveglianza online ai regimi. Con l’altra rischia di incentivare nuove misure repressive nel nome della guerra al terrorismo.
Il Programma di prevenzione e lotta al crimine della Commissione, infatti, sta finanziando (per l’80 per cento di un totale di 400 mila euro) il progetto CleanIt, che definisce “Internet e i suoi strumenti veloci e anonimi” come un fattore che “può contribuire a processi di radicalizzazione individuale”. E, di conseguenza, si propone, in un arco di 21 mesi, di stilare una serie di linee guida per “contrastare l’uso illegale di Internet”, che “gioca un ruolo centrale ed è di grande importanza strategica per terroristi e network estremisti”. Niente di male, se non fosse che per impedire che serva da megafono alla propaganda di Al Qaeda il web da “pulito” rischia di diventare censurato.
Leggendo il resoconto del primo incontro, il 24 e 25 ottobre ad Amsterdam, tra gli aderenti (Olanda, Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio e l’intelligence anti-crimine europea, Europol) si incontrano propositi pericolosi come l’introduzione volontaria di filtri per eliminare contenuti “sgraditi”, l’adozione di sistemi di “monitoraggio e ricerca” (proprio ora che il Grande Fratello della sorveglianza digitale è uno scandalo planetario) e l’ipotesi di valutare nuove norme ad hoc. Si parla inoltre di lotta all’anonimato, favorendo condizioni di utilizzo che prevedano l’inserimento dei propri dati reali. Proprio come in Cina , dove il requisito è indispensabile per registrarsi al Twitter locale, Weibo.
Ma il risultato è più controllo, non più libertà. Il campo di applicazione poi non si limita al terrorismo, ma si estende – oltre che ai consueti territori della lotta alla pedopornografia e dello scambio di file illegali – anche all’odio in Rete e, dunque, alla repressione di forme espressive lecite ma sconvenienti. La scarsa pubblicità del progetto ha limitato le critiche, che tuttavia iniziano ad apparire sul web. CleanIt, scrive Willemien Groot su Radio Netherlands Worldwide, “erode le libertà di Internet” perché il concetto di “estremismo” è vago, e si presta a interpretazioni liberticide: secondo CleanIt “i singoli utenti possono contribuire avvisando i provider e la polizia sull’uso di Internet da parte di terroristi ed estremisti”. Benvenuti in Corea del Nord.
“Se le misure saranno queste, la Commissione sta agendo in modo illegale”, aggiunge al Fatto Quotidiano Joe McNamee, dell’organizzazione per i diritti dei netizen European Digital Rights, “perché le misure extra-giudiziarie adottate con i fondi UE non possono violare le libertà dei cittadini. Lo stabilisce la Carta europea dei diritti fondamentali”. Le bozze circolate ribadiscono al contrario di avere a cuore il libero web, ma il prossimo incontro della partnership pubblico-privato di CleanIt, previsto a Madrid il 18 e 19 gennaio, sarà l’occasione per opportuni chiarimenti.