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 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

«CLICLAVORO» APRE ANCHE AL PUBBLICO

Cliclavoro apre al pubblico. È stato infatti pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 1 del 2 gennaio 2012 il decreto del ministero del Lavoro 13 ottobre 2011 sulla trasmissione informatica delle informazioni e dei dati relativi alle procedure di reclutamento dei lavoratori da parte delle amministrazioni e società pubbliche.
Scopo della normativa è favorire l’efficienza e la trasparenza del mercato del lavoro pubblico in Italia tramite "Cliclavoro". Si tratta di un luogo di incontro virtuale che ha lo scopo di agevolare l’occupazione dei lavoratori su tutto il territorio nazionale attraverso un catalogo completo e dettagliato di informazioni e servizi per il lavoro. Questi servizi permetteranno alle amministrazioni pubbliche di pubblicare le candidature e le offerte di lavoro ed effettuare ricerche per entrare più facilmente in contatto con i lavoratori. La navigazione tra le informazioni del portale è libera, senza bisogno di registrazione, necessaria invece per iscriversi alla newsletter o per rimanere aggiornati sulle novità mediante la sezione rassegna stampa periodica e sui sondaggi.
Con la pubblicazione del decreto si completa la riforma sull’attività di intermediazione, prezioso strumento per la promozione dell’occupazione e le cui procedure sono state oggi snellite. Lo spirito della riforma sembra posarsi in primo luogo sulla creazione di un sistema flessibile e veloce di gestione del mercato del lavoro, dove il collocamento dei lavoratori risulti fondato su un immediato ed effettivo scambio di informazioni e notizie. La riforma si propone di completare il processo di liberalizzazione del collocamento, avviato già dal 1997 con il superamento del regime di "monopolio pubblico" e portato avanti dalla legge Biagi, che aveva dato la possibilità di svolgere attività di intermediazione anche a specifiche agenzie private (le Agenzie per il lavoro) e altri operatori. Con il collegato lavoro era stata poi ampliata la platea dei soggetti abilitati a operare nel mercato del lavoro. La lista era molto lunga e includeva gli enti locali, le Università, le Scuole superiori, statali e parificate, le Camere di commercio, i gestori di siti Internet, i consulenti del lavoro e le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Le novità più importanti, nell’ottica di una semplificazione dell’attività di collocamento, riguardano il nuovo regime di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di intermediazione. Ferme restando le normative regionali vigenti per specifici regimi di autorizzazione su base regionale, i soggetti abilitati che intendano effettivamente svolgere attività di intermediazione non saranno più tenuti a ottenere il consenso delle Regioni o del ministero del Lavoro.
Le recenti riforme sono intervenute, altresì, sui requisiti cui è condizionata l’autorizzazione, ora esclusivamente subordinata all’interconnessione alla Borsa continua nazionale del lavoro (Bcnl) per il tramite del portale "Cliclavoro", nonché al rilascio alle Regioni e al ministero del Lavoro di ogni informazione "strategica" al monitoraggio dei fabbisogni professionali e al buon funzionamento del mercato del lavoro. Il mancato conferimento dei dati alla Borsa continua nazionale del lavoro – prosegue la norma – comporterà l’applicazione di pesanti sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2mila a 12mila euro, nonché la cancellazione dall’albo degli intermediari e conseguente divieto di proseguire l’attività di intermediazione.