Marco Bellinazzo, Il Sole 24 Ore 5/1/2012, 5 gennaio 2012
CORTINA, IL FISCO FA BENE AGLI INCASSI
Si dice che ristoratori, baristi e gioiellieri di Cortina d’Ampezzo abbiano già firmato una petizione invocando l’agenzia delle Entrate di rimandare al più presto gli ispettori. In questi magri tempi di recessione globale, infatti, è bastata la presenza degli agenti del Fisco per far schizzare gli incassi. Un effetto propiziatorio di cui anche le Entrate si sono accorte, segnalandolo nel titolo del comunicato stampa con cui ieri hanno annunciato i risultati del blitz realizzato nella località turistica delle Dolomiti, lo scorso 30 dicembre: «L’Agenzia delle Entrate porta fortuna – illustra la nota –, con l’agente si moltiplicano le vendite».
Al netto dell’ironia, l’operazione voluta dal direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, in questi giorni in vacanza proprio a Cortina, ha impegnato 80 agenti che hanno passato al setaccio 35 esercizi commerciali su un totale di quasi mille presenti nella zona montana.
I risultati si commentano da soli. Gli incassi degli esercizi commerciali (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza, eccetera), nel giorno dei controlli, sono lievitati rispetto al giorno precedente e allo stesso periodo del 2010. In particolare, i ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+110% rispetto al giorno prima), i bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima) e i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+106% rispetto al giorno prima). Nell’ambito di queste ultime verifiche è stato anche denunciato un commerciante che deteneva beni di lusso in conto vendita per più di 1,6 milioni di euro, senza alcun documento fiscale.
Esiti positivi nell’ottica della lotta all’evasione hanno sortito anche i controlli sui possessori di 251 auto di lusso e di grossa cilindrata. Su 133 auto intestate a persone fisiche, 42, infatti, appartengono a cittadini che fanno fatica a "sbarcare il lunario", avendo dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi. «Gli altri 118 superbolidi – sottolinea il comunicato – sono intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi».
Dopo le polemiche che hanno segnato l’operazione, l’Agenzia ha voluto rimarcare che si è trattato della «normale attività di presidio del territorio, svolta non solo in Veneto ma su tutto il territorio nazionale». E che «l’esperienza e la professionalità dei funzionari è tale per cui il controllo è stato effettuato con il minimo intralcio allo svolgimento dell’attività commerciale, evidenziato anche dagli episodi nei quali i funzionari sono stati addirittura scambiati per commessi dalla clientela».
Nonostante le cautele dell’Agenzia neanche ieri, però, sono mancate le reazioni critiche. Per il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, «proprio il comunicato dell’Agenzia spinge a pensare che quella di Cortina rientra più in una operazione politica e mediatica di carattere straordinario e propagandistico che non in un lavoro serio e organico di tipo ordinario, fatto con sobrietà, riserbo e serietà come dovrebbe essere tipico di una agenzia che si chiama agenzia delle Entrate».
Andrea Franceschi, sindaco di Cortina d’Ampezzo, ha invece voluto sottolineare che se «la lotta all’evasione è sacrosanta», occorre «più rispetto per la gente che lavora e che dà lavoro. Le nostre perplessità sono state motivate esclusivamente dal periodo e dal metodo scelto perché per esempio comprendiamo l’irritazione di un barista che ha quattro tavolini di numero e ha dovuto lasciarne uno in esclusiva agli agenti dell’Agenzia dalle 8 di mattina fino alle 22 di sera».