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 2012  gennaio 05 Giovedì calendario

CIG IN CALO MA PIÙ DISOCCUPAZIONE

Un sistema produttivo che resiste alla crisi. Ma non cresce. E non riesce così ad arginare il numero di disoccupati che, seppur lentamente, continua ad aumentare. Nel 2011 le ore autorizzate di cassa integrazione (Cig) si sono attestate a 953 milioni, in calo del 20,8% rispetto al 2010. Ma sono cresciute del 2,7% le domande di disoccupazione che a novembre 2011 sono salite a quota 126mila (contro le 123mila dello stesso periodo dell’anno precedente).
I dati (di consuntivo) su ammortizzatori (e - fino a novembre 2011 - su domande di disoccupazione e di mobilità) sono stati pubblicati ieri dall’Inps. E mostrano, come elemento positivo, una forte riduzione a livello tendenziale della Cassa integrazione ordinaria, Cigo, -33,8%, sia nel settore industriale (-39,5%) sia nell’edilizia (-10,3 per cento). Segno meno, rispetto al 2010, anche per la Cassa integrazione straordinaria (Cigs), -15,8%, e per la Cassa integrazione in deroga (Cigd) che fa registrare un -15,3 per cento.
Positiva pure la congiuntura (confronto tra dicembre 2011 e novembre 2011) che evidenzia una diminuzione generalizzata delle ore autorizzate di Cigo (-5,7%), di Cigs (-36%) e degli interventi in deroga (-22,7 per cento). Mentre le domande di mobilità (a novembre 2011 su novembre 2010) sono scese del 19,6%, passando dalle 8.700 del 2010 alle 7mila del 2011.
Ma le prospettive del nostro mercato del lavoro restano fosche. E tutte le stime più accreditate parlano di posti di lavoro che andranno persi (ancora) nel 2012.
Di qui la «cautela» dell’economista del lavoro all’università Cattolica di Milano, Carlo Dell’Aringa, a parlare di ripresa: «Bisogna attendere le prossime rilevazione per vedere se c’è davvero un miglioramento». Dell’Aringa ha ricordato (anche) come siano ormai diversi mesi che si registra una contrazione tendenziale più o meno del 20% delle ore autorizzate di Cassa integrazione. Ma la crisi morde ancora le aziende. E c’è la sensazione che questi peggioramenti non vengano ancora registrati nelle statistiche ufficiali dell’Inps».
Del resto, ha ricordato Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, il nostro Paese sta entrando in una pericolosa fase di recessione economica «e le vertenze aziendali aperte presso il ministero dello Sviluppo economico sono 230 per un totale di 300mila lavoratori coinvolti e ciò potrebbe tradursi in nuove richieste di cassa integrazione nei prossimi mesi».
Un motivo in più - quindi - per «tenere in piedi l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali. Almeno fino a quando non si decida di realizzare un nuovo sistema di welfare», ha sottolineato Carlo Magni, economista, esperto di politiche del lavoro, alla Sapienza di Roma.
E anche per il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, «il volume di richieste di Cig nel 2011, dopo gli anni 2009 e 2010, e il lieve incremento di domande di disoccupazione, confermano la necessaria attenzione da prestare al complesso degli strumenti di ammortizzatori sociali».
Confrontando (ancora un pò) i dati (dicembre 2011 su dicembre 2010) sulla cassa integrazione per qualifica di lavoro spicca come il calo più consistente di ore autorizzate di Cig (-30,8%) sia stato appannaggio degli impiegati. Per gli operai la contrazione tendenziale è stata del 29,2 per cento. A livello territoriale invece la riduzione maggiore si è registrata nel Nord-Ovest che ha visto scendere le ore autorizzate di Cig da 30,8 milioni del 2010 a 21 milioni del 2011. Al Sud, all’opposto, c’è stato il calo minore (poco meno 3,4 milioni di ore). La Lombardia ha ridotto il numero di ore di Cig autorizzate di circa 7 milioni. Mentre Emilia Romagna e Lazio (sempre tra dicembre 2011 e dicembre 2010) hanno praticamente dimezzato le ore autorizzate per trattamenti di integrazione salariale. Passando invece ai settori (i dati Inps sono forniti a livello cumulato, vale a dire confrontando gennaio-dicembre 2011 su gennaio-dicembre 2010) emerge come la riduzione maggiore di ore autorizzate di Cig si sia registrata nell’artigianato: -48,2 per cento. A seguire: industria (-22,3%), commercio (-7,8%) ed edilizia (-6,9 per cento).
Ora si aspetta il dato sul tiraggio (ossia sulle ore effettivamente utilizzate dalle imprese). Le prime stime, targate Inps, ipotizzano per il 2011 un «un numero di ore utilizzate intorno ai 440 milioni, contro i circa 600 milioni utilizzati nel 2010 e nel 2009, con una contrazione quindi di oltre il 25 per cento». «È sbagliato interpretare questi dati con evidente eccesso di ottimismo», ha sottolineato il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. Che ha spiegato: «Dopo tre anni la situazione resta immutata. E le domande di disoccupazione 2011 sono state più alte del 2010. Ciò conferma che la diminuzione della cassa solo in parte significa rientro a lavoro, mentre una quota crescente di lavoratori viene espulsa e diventa disoccupato». Non solo. Per il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, all’orizzonte potrebbe esserci pure un (concreto) rischio «stagnazione». L’indicatore è il minor calo della Cigo a livello congiunturale rispetto alle altre gestioni che per Loy: «è una conferma di come l’inevitabile rallentamento dei consumi, derivante dalle tasse sui redditi fissi, finisca per incidere (in negativo) sulla produzione di molte aziende».