Aldo Grasso, Corriere della Sera 5/1/2012, 5 gennaio 2012
Il curioso omaggio di Mediaset a Bocca - Tgcom24 ha voluto ricordare la scomparsa di Giorgio Bocca con uno speciale dal titolo «Giorgio Bocca in tv
Il curioso omaggio di Mediaset a Bocca - Tgcom24 ha voluto ricordare la scomparsa di Giorgio Bocca con uno speciale dal titolo «Giorgio Bocca in tv. Il nostro omaggio» (martedì, ore 14). La trasmissione, condotta da Luca Rigoni, ha pescato negli archivi Mediaset e ha ritrasmesso una serie di spezzoni — inchieste, interviste, commenti — tratti da alcuni programmi firmati dallo stesso Bocca. Com’è noto, il giornalista è stato protagonista di trasmissioni delle reti Fininvest, a partire dal 1983 quando ideò e condusse «Prima pagina», «Protagonisti», «2000 e dintorni», «Il cittadino e il potere» fino al ruolo di opinionista per i programmi come «Dovere di cronaca» e «Dentro la notizia». L’omaggio mi ha colto un po’ di sorpresa, vista la pesante ostilità manifestata negli ultimi tempi da Bocca nei confronti di Silvio Berlusconi e la prima impressione è stata quella del «dono avvelenato», del Gift-gift (dono e, insieme, veleno), secondo la teoria dell’antropologo Marcel Mauss. In altre parole: noi omaggiamo Bocca, ma intanto vi facciamo anche vedere quanto ha lavorato per il «nemico» Berlusconi. Poi però le cose vanno secondo una loro logica è il ricordo è stato davvero interessante. Non solo per le interviste a Eugenio Scalfari, Francesco Alberoni, Ottavio Missoni, Norberto Bobbio, Monica Guerritore, Amanda Lear, Nils Liedholm e altri ancora, ma soprattutto per gli interventi in diretta di Ezio Mauro, Paolo Mieli e Vittorio Feltri (forse il più bravo di tutti nel cogliere e descrivere il carattere di Bocca). Il mezzo televisivo non era il suo pane, ma era curioso e voleva cimentarsi con il nuovo, con la strana avventura della tv commerciale (all’epoca, lo ricordo bene, si parlava anche dell’invidia di Bocca nei confronti dei successi tv di Biagi, com’è naturale fra prime donne). Il tempo leviga tutto e il ricordo di un Bocca impacciato, emarginato nel palinsesto (Mike lo trainava dicendo «il povero Bocca»), a disagio con la tv si è trasformato in una testimonianza calda e affettuosa.