R. Es., Il Sole 24 Ore 4/1/2012, 4 gennaio 2012
ATENE: SENZA AIUTI FUORI DALL’EURO
La Grecia uscirà dall’Eurozona se il secondo accordo di salvataggio per 130 miliardi dovesse fallire. Lo ha annunciato il portavoce del Governo greco Pantelis Kapsis parlando a Skai Tv, secondo quanto riportato dal sito internet della Bbc. «L’accordo di salvataggio deve essere firmato altrimenti saremo fuori dai mercati, fuori dall’euro», ha detto il portavoce riferendosi alla tranche di aiuti da 130 miliardi attesi dalla Ue, dal Fondo monetario internazionale e da creditori privati. Gli ispettori della troika - Ue, Fmi e Bce - sono attesi ad Atene il 15 gennaio per definire i dettagli del piano di salvataggio che in ottobre i leader europei hanno subordinato all’adozione di ulteriori misure di riduzione del deficit e di ristrutturazione dell’economia greca.
«Non esistono piani che considerano l’uscita di uno Stato membro dalla zona dell’euro», ha ribadito ieri la Commissione Ue con specifico riferimento alla situazione della Grecia. «I negoziati tra Fmi, Eurogruppo e autorità greche riprenderanno in gennaio. La nostra speranza è che si concludano il più presto possibile», hanno fatto sapere da Bruxelles.
Nel negoziato i rappresentanti dei creditori internazionali chiederanno al Governo del premier Lucas Papademos risultati concreti sulla lotta all’evasione fiscale e sulla riforma del sistema fiscale, insisteranno sulla chiusura degli enti statali inutili e sul licenziamento del personale in esubero, sulla liberalizzazione delle professioni e sulle privatizzazioni.
Al centro delle trattative anche le misure necessarie per coprire il buco di tre miliardi di euro nel bilancio del 2011 e il modo per reperire i sette miliardi di euro che serviranno per il triennio 2012-2015.
Per Atene la priorità è la definizione per lo scambio dei titoli di Stato in mano ai privati con il taglio del valore nominale. Per Papademos è una corsa contro il tempo: il prossimo 20 marzo la Grecia dovrà ripagare titoli per 14,5 miliardi di euro.
Ma il premier Papademos deve fare i conti anche con la crisi politica interna. Sempre Pantelis Kapsis, portavoce del Governo ha escluso un rimpasto nell’Esecutivo di coalizione - appoggiato dal socialista Pasok, da Nea Dimocratia (formazione di centro-destra) e da Laos (estrema destra) - e ha fatto intendere che, molto probabilmente, le elezioni anticipate si terranno ad aprile.