Alberto Mattone, la Repubblica 04/01/2012, 4 gennaio 2012
LO CHIAMEREMO CEDRO
Come volete chiamare vostra figlia? "Lampada", si è sentito rispondere un esterrefatto dipendente dell´anagrafe di Gerusalemme. La moda di dare nomi un po´ stravaganti non è una novità in Israele, ma la tendenza sta dilagando. Pompelmo, Cedro, Finestra, Aquilotto, sono solo alcuni degli "appellativi" dati dai genitori, la cui fantasia si è scatenata o, sarebbe meglio dire, si è accanita sul sangue del proprio sangue. C´è chi ha avuto il coraggio di chiamare la propria figlia Mentapiperita, Dolce o Amara, Egalitaria, Pompelmo, Cedro o Corrente, chi con il biblico Zerubabele. Chi, addirittura, Lucciola o Scoiattola, consegnando le bambine a sicure «vie crucis» scolastiche. Troppo per Miri Regev, deputata del Likud, che ha presentato un progetto di legge che darà all´impiegato dell´Anagrafe il potere di rifiutare di registrare i nomi stravaganti, così come già fanno Svezia, Norvegia e Portogallo. "Dare a un bambino un nome offensivo - spiega ad Haaretz la Regev - può fare di lui un oggetto di scherno, provocando seri danni psicologici". I genitori saranno aiutati da una commissione di esperti. E avranno un mese di tempo per un ripensamento: evitando, così, di arrecare ai figli danni irreparabili.