Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

SCONTRO TRA I CAPI SUL DENARO: SCIENTOLOGY VERSO LO SCISMA


Rischio scisma per Scientology, ribattezzata la «Chiesa delle celebrità» perché tra i suoi adepti ci sono star di Hollywood come John Travolta e Tom Cruise (per tacere delle mogli ed ex mogli di Tom). Sull’organizzazione il dibattito è più che mai aperto, anche sulla sua definizione: negli Stati Uniti è considerata una chiesa, in Francia (dove in una causa è stata condannata per truffa) è invece vista come una setta.
Ora contro Scientology si è scagliata addirittura Debbie Cook, una delle sue figure più in vista, già capitano della “Flag Service Organization”, «un ritiro religioso per scientologisti di qualsiasi nazionalità» secondo il sito ufficiale e dunque membro per moltissimi anni del “Sea Org”, il circolo superiore della chiesa di Scientology, che il Guardian paragona al “clero” di una religione organizzata. Debbie, che si definisce tuttora «in buoni rapporti» con la chiesa ufficiale di Scientology, ha spedito una lettera pesantissima a tutti gli scientologisti di sua fiducia. Attaccando il capo attuale.
Il rischio, come in tutte le chiese, è quello dello scisma. Nella mail di protesta e denuncia inviata a migliaia di membri si bolla il leader dell’organizzazione, David Miscavige, come un «tiranno che ha intrapreso una politica sbagliata». La Cook ha accusato l’attuale capo di utilizzare tecniche di finanziamento poco ortodosse, di aver speso milioni di dollari nella costruzione di lussuosi edifici poi rimasti vuoti e di aver smantellato i meccanismi di controllo che impedivano all’organizzazione di trasformarsi in un’autocrazia.
La lunga mail è piena di citazioni degli insegnamenti di L. Ron Hubbard, lo scrittore fantasy che nel 1954 fondò l’organizzazione. «Il fondatore», ricorda la Cook, «aveva stabilito che la massima somma che una persona dovesse pagare per entrare in Scientology potesse essere una membership a vita di 75 dollari. Invece, con Miscavige, Scientology ha iniziato ad accumulare una ricchezza vasta e inutilizzata», il che sarebbe contrario agli insegnamenti del fondatore. «Attualmente, i denari delle iscrizioni sono trattenuti come riserve e sono diventati molti miliardi di dollari. Solo una piccola parte è stata spesa, in violazione delle regole. Solo gli interessi sui depositi sono stati usati per finanziare progetti».
La donna accenna anche a quello che alcuni ex adepti hanno denunciato una volta lasciata Scientology, cioè che non è facile abbandonare la chiesa-setta per le pressioni dei suoi vertici. Coloro che si oppongono, ha sottolineato Cook nella sua mail, rischiano «severe azioni disciplinari». «Siamo un gruppo forte e potente e possiamo cambiare: abbiamo superato molte tempeste e mi dispiace di essere io a dovervelo dire ma una nuova tempesta ci minaccia», così conclude, lanciando un appello ai membri e precisando di continuare a credere in Scientology.
La replica decisa dell’organizzazione non si è fatta attendere: fonti ufficiali hanno sottolineato come le opinioni della Cook «riflettano una visione del mondo meschina, ignorante e retriva: non sono condivise dalle migliaia di aderenti enormemente soddisfatti delle nostre 27 nuove chiese e da ciò che esse significano per le comunità che esse servono». Lo scontro è soltanto iniziato.

Simona Verrazzo