Gian Luigi Paracchini, Corriere della Sera 04/01/2012, 4 gennaio 2012
LA FORMULA DELL’AMORE ETERNO
Sarà vero amore quello fra la vivace, ricchissima ottantacinquenne Duchessa d’Alba e il sessantenne impiegato statale Alfonso Diez? E quello fra il deconcentrato Alberto di Monaco e la sudafricana Charlene Wittstock, nota come la nuotatrice triste? Calda, prorompente passione o soltanto calcolo e ragion di stato?
Due matrimoni dell’anno appena chiuso che hanno riproposto, in modo semiserio (almeno per il primo) l’antichissimo interrogativo. C’è la ricetta che fa di un’unione qualcosa di ottimisticamente solido e magari eterno o l’amore ai tempi di internet nasce già con la scadenza, come lo yogurt?
Pare che la vera soluzione, peraltro poco sorprendente, stia nel non essere troppo pretenziosi. Lui non è più il longilineo tennista che suscitava batticuori e tempeste ormonali? Lei è diversa dalla ragazza per cui 350 chilometri in vespa sotto la pioggia erano una passeggiata di salute?
Pazienza, non sono le emozioni forti il bonus per l’amore eterno. Molto meglio l’amore imperfetto, assicura il settimanale tedesco Der Spiegel, che all’argomento dedica una lunga inchiesta prendendo spunto da un’indagine curata dall’università di Monaco attraverso l’analisi delle storie di 12.400 donne e uomini nell’arco di 14 anni. Ed è soltanto un esempio, perché almeno in Occidente mai come negli ultimi tempi la psicologia sociale sta studiando la questione. Anche perché se esiste una cifra condivisa e fondante dell’Europa unita è proprio l’aumento dei divorzi o comunque delle rotture.
La felicità dell’amore imperfetto, secondo l’indagine tedesca passa attraverso alcuni punti statisticamente indiscutibili. Primo: l’amicizia, nel senso di affetto e complicità, conserva la coppia molto più della passione tutta pelle, sospiri e arrovellamenti cerebrali. Secondo: le creature sono piezz’e core anche per i padani però un conto è quanto si amino e un altro quanto, alla fine, possano devastare l’armonia di coppia. Terzo: la teoria degli opposti (lei una mitraglia, lui muto, lei innamorata delle ortensie, lui allergico al verde) sarà suggestiva ma sono valori e interessi comuni a far durare un’intesa. Quarto: il dibattito no. Nel senso che sviscerare quotidianamente il rapporto fra soffritti e autoanalisi logora, annoia e spesso fa bruciare il sugo senza costrutto. Meglio la leggerezza. Quinto: l’intesa sessuale non è del genere «Nove settimane e mezzo»? Non importa. Da Monaco garantiscono: «Il sesso è molto sopravvalutato».
Cinque capitoli, questi, che rimandano al principio di resilienza, preso in prestito dagli psicologi alla fisica. Il principio che consente cioè a un materiale elastico di tornare tale dopo essere stato devastato da un carico estremo: il partner appunto.
Eppure esempi di amore se non eterno a lunghissima gittata ce ne sono, checché ne dubitino i pragmatici tedeschi. Che cosa dire di Vanessa Redgrave e Franco Nero, ri-innamorati dopo passione e liti a 70 anni? E, guardando indietro, le nozze fra Grace Kelly e Ranieri di Monaco? Al di là della tragica fine di lei ha tenuto banco per decenni come modello sentimentale fiabesco. Per non parlare, stando nel monarchico, dell’elegante Edoardo VIII, re abdicante causa crazy love per la peraltro non bella Wallis Simpson.
Amori lunghi, durati post mortem del partner, sono stati quelli fra l’artista-fotografo Man Ray e Juliet Browner, sua musa e moglie o dello scrittore Vladimir Nabokov e di Vera Slonim alter ego prima che moglie.
Ma c’è un amore eterno che, se improvvisamente mutilato, induce pure l’altro alla fine. Jeanne Hebuterne, la giovane compagna di Amedeo Modigliani si suicidò il giorno seguente la scomparsa dell’artista livornese. Tre giorni dopo la morte dell’amata moglie Patricia Patterson, l’attore Charles Boyer, distrutto dal dolore, la volle seguire.
Anche nomi italiani molto conosciuti entrano, seppure per modalità diverse, in questo capitolo. Grande commozione suscitò una trentina di anni fa la morte di Germaine Lecocq, moglie di Giorgio Amendola, uno dei nomi più autorevoli del Pci: nella clinica dov’era la camera ardente del marito, scomparso il giorno prima, ebbe un fatale attacco di cuore. Allo stesso modo divisi soltanto da poche ore sono morti il disegnatore Benito Jacovitti e sua moglie Floriana. Mimise Gattuso, moglie di Renato, fu stroncata da un ictus, accompagnando il pittore, già molto malato, all’ospedale: lui se ne andrà tre mesi dopo.
Analogo il destino di due celebri coppie dello spettacolo come Federico Fellini-Giulietta Masina e Raimondo Vianello-Sandra Mondaini: le donne hanno raggiunto prestissimo i loro compagni d’una vita.
Gian Luigi Paracchini