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 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

LIBRO IN GOCCE

Numero 6 (Gabriella Turnaturi, «Signore e signori d’Italia. Una storia delle buone maniere»)

Veri signori I veri signori mangiano rapidamente, mangiano poco, parlano d’altro (galatei di fine Ottocento).

Signorine Alle signorine a tavola è vietato accettare il vino versato dal compagno di destra anziché di sinistra (ibidem).

Buon gusto «Un pranzo di buon gusto, lontano ugualmente dalla parsimonia come dalla matta ostentazione, dovrebbe constare, a mio debole avviso, di cinque piatti o al più sei: i tre d’obbligo, frittura, lesso, arrosto, con qualche intermezzo […].
Volete proprio sfoggiare? Aggiungete un dolce, un gelato e altre bazzecole di credenza. Chiuderei persino un occhio se vi sarà un pesce squisito che per noi, gente mediterranea, è oggetto di lusso, e allora avremo un vero pranzo in apolline. Ma poi basta, basta davvero, il di più è sprecamento, lungaggine, è noia, è indigestione, è lavorare a beneficio della medicina» (Rajberti 1899).

Padroni A tavola il padrone e la padrona di casa stanno al centro, ai due lati, uno di fronte all’altra (Marchesa Colombi 1889).

Tovagliolo Regole di uso del tovagliolo: ci si può pulire le labbra e le dita, soprattutto prima e dopo aver bevuto, ma non asciugarsi il sudore, o pulirsi il naso, gli occhi o i denti. Se le dita o le posate sono troppo sporche, non pulirle con il tovagliolo, né con la tovaglia, ma prima con la «midolla di pane», che verrà poi deposta nel piatto (Chiavarino 1887).

Denti Borsini (1853) vieta nel modo più assoluto «di sciacquarsi i denti alla presenza altrui, per poi versare, senza riguardi e senza complimenti, l’acqua nel tondo e nei bicchieri».

Operai Sul tram nessun operaio deve cedere il posto, poiché è stato in piedi per diverse ore e ha il diritto di stare seduto («Il galateo di Donna Patrizia», 1938).

Impiegati «L’impiegato non deve fumare allo sportello, o immergersi nella lettura del suo giornale, o chiacchierare così animatamente coi suoi colleghi da considerare come un seccatore chi lo interrompe e fargli un viso brusco. E quando c’è ressa allo sportello, e il suo lavoro diviene accanito, procuri di conservar la padronanza de’ suoi nervi, e pensi che la sua condizione non è peggiore di quella della gente che si pigia e fa lunghe code, al caldo e al freddo, colla pena di un’attesa interminabile e spesso coll’ansia di non poter arrivare in tempo» (Vescovi 1928).

In casa Consigli di arredamento: nello studio, «Atlante» del Touring in vista, orario ferroviario, calendario e, per chi vive nelle grandi città, elenco di monumenti e musei visitabili gratuitamente; le cassapanche, coperte da una striscia di damasco per appoggiarvi soprammobili, libri e un fascio di spighe in «omaggio alla battaglia del grano ingaggiata dal Duce» (Morozzo Della Rocca Muzzati 1928).

In albergo Le signore in albergo badino a otturare con carta o altro eventuali buchi sull’uscio.

Sarta Regole che una signora deve seguire per scegliersi l’amante: «Meglio di tutto per lei seguire gli stessi criteri che la guidano nella scelta di una sarta. Non una debuttante senza esperienza, né una dilettante che a spese altrui impara il mestiere, nemmeno una celebrità, tuttavia, che al prezzo della confezione aggiunge quello della notorietà e della firma […].
Gli scrittori non sono consigliabili. Presto o tardi si ritroverà in un articolo, in un giornale intimo, in un epistolario, genere quanto mai rivelatore… Lo sportivo impone il nome di lei al proprio cavallo, allo yacht, alla macchina da corsa… L’esploratore le regala rivelatrici pelli di gazzella e gioielli strani su cui oltre tutto grava una maledizione… Gli ufficiali di cavalleria sarebbero gli amanti ideali, peccato che l’istituzione sia andata perduta» (Canino 1955).

Certificati «Nei tempo in cui viviamo non sarebbe poi davvero inopportuno che fin dall’inizio d’un fidanzamento gli stessi fidanzati proponessero ai suoceri futuri lo scambio di due certificati sanitari intesi a ben garantire le due famiglie sulle condizioni fisiche e fisiologiche d’entrambi, nonché su quelle di salute dei propri antenati» (Mancini 1932).

Donna Letizia Donna Letizia (1955): organizzare pranzi in piedi solo se la serata si conclude con ballabili o giochi di società.

Veri signori I veri signori non indossano mai scarpe marroni dopo le 18.


[Notizie tratte da Gabriella Turnaturi, «Signore e signori d’Italia. Una storia delle buone maniere», Feltrinelli, euro 17,00]