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 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

DUBLINO — La storica fabbrica della Guinness a Dublino è stata trasformata nella sede dell’impresa di costruzioni navali irlandese Harland & Wolff di Belfast. Gli operai sono in rivolta, chiedono condizioni di lavoro più umane. Persino i bambini vengono impiegati per avvitare, con le loro piccole e agili dita, i circa 3 milioni di rivetti nei pannelli d’acciaio del gigantesco scafo della nave. Siamo nei primi anni del ’900 e in quel cantiere sta nascendo il transatlantico più famoso e sfortunato del mondo: il Titanic, ovvero l’«inaffondabile», com’era stato pomposamente ribattezzato. In vista del centenario del tragico naufragio, avvenuto nella notte del 14 aprile 1912, una mega coproduzione internazionale sta girando una serie televisiva in 6 puntate da 30 milioni di euro, realizzata da Rai Fiction con Dap Italy e gli irlandesi Epos Films e Titanic Films. Sono partner anche la Germania, la Spagna, il Canada e gli Usa.
Non un remake del kolossal di James Cameron, che verrà riproposto sul grande schermo il 6 aprile 2012 in versione 3D, né tantomeno un seguito della vicenda, ma il racconto di quanto avvenne prima e durante la faraonica realizzazione della maestosa nave da crociera. Un monumento alla speranza e alla fede nel progresso, ma anche il simbolo di un’epoca destinata inesorabilmente a scomparire: questo rappresentava il Titanic per gli uomini che lo concepirono e che lo costruirono letteralmente a mani nude, senza l’ausilio di tecnologie avanzate e in condizioni di lavoro pericolose, in certi casi, spaventose.
Protagonisti, un giovane ingegnere metallurgico, Mark Muir (interpretato dal canadese Kevin Zegers), e l’altrettanto giovane immigrata di origini italiane, Sofia Silvestri (Alessandra Mastronardi): lui è impegnato nella costruzione, lei lavora negli uffici del cantiere come copista, a mano, dei progetti. Intorno al loro contrastato incontro d’amore, ruota un animatissimo microcosmo di personaggi. Tra gli altri interpreti, Massimo Ghini, Edoardo Leo e Valentina Corti; e inoltre Derek Jacobi, Billy Carter, Gray O’Brien. La regia è dell’irlandese Ciaran Donnelly, che si trova a dirigere una task force produttiva con una ventina di attori, 8 mila comparse, una trentina di location.
«Mark è un talento puro, con idee tecnologiche molto avanzate — spiega Zegers —. Crede ciecamente nella modernità e vorrebbe imprimere un impulso innovativo al lavoro che svolge, ma naturalmente non avrà vita facile». Anche Sofia crede in un futuro migliore, soprattutto sotto il profilo dell’emancipazione femminile: «Pur essendo di modestissime condizioni, tanto da svolgere il prezioso ma umile lavoro di "fotocopiatrice umana" — interviene la Mastronardi — è una appassionata suffragetta. È politicamente molto impegnata, partecipa attivamente alle prime battaglie civili per le pari opportunità, a cominciare dal diritto di voto alle donne. Sogna un avvenire migliore di libertà. E pure lei non avrà vita facile». Insomma, il grande sogno di varare una nave inaffondabile si declina nei tanti piccoli sogni dei vari personaggi. «La nave dei sogni? No! — è categorico il regista —. Nel film di Cameron, molto spettacolare, veniva raccontata come tale, ma noi raccontiamo un’altra verità. Il Titanic era una nave difettosa, nelle cui viscere si annidavano tutte le fragilità di una società difettosa». Però, Kevin e Alessandra, entrambi al di sotto dei 30 anni, sono fan sfegatati di Leonardo DiCaprio e della Winslet. Racconta lui: «Sono praticamente cresciuto a pane e Titanic. La scena che mi impressionò di più, quando l’acqua comincia a invadere i piani bassi della terza classe, senza che quei poveracci possano scappare e salvarsi». Ricorda lei: «Frequentavo le medie e scoppiò un’autentica DiCaprio mania. Conservo ancora un quaderno dove raccolsi tutti i ritagli di giornali usciti all’epoca sul film: una premonizione?».
La fiction è in programma su Raiuno in coincidenza del centenario. Ma con la serie che sta preparando anche l’Abc, oltre al 3D di Cameron, non si rischia un’overdose di Titanic? Risponde il direttore Rai Fiction Fabrizio Del Noce che ha ideato il progetto: «No, perché noi raccontiamo una storia che pochi conoscono, cioè i retroscena, i segreti di una grande sfida. Per questo la nostra idea è stata subito accolta da partner internazionali». Aggiunge Paola Masini di Rai Fiction: «In momenti di crisi finanziaria, unire le forze con altri Paesi dà la possibilità di realizzare progetti ambiziosi. Questo sul Titanic è la quadratura del cerchio: si condivide il budget ed è esportabile ovunque».
Emilia Costantini