Francesca Schianchi, La Stampa 4/1/2012, 4 gennaio 2012
Non solo deputati e senatori. Oltre ai loro sostanziosi stipendi, più alti rispetto ai colleghi europei, ci sono altri dati interessanti, nel dossier della Commissione Giovannini sul livello retributivo Italia-Europa presentato il 31 dicembre
Non solo deputati e senatori. Oltre ai loro sostanziosi stipendi, più alti rispetto ai colleghi europei, ci sono altri dati interessanti, nel dossier della Commissione Giovannini sul livello retributivo Italia-Europa presentato il 31 dicembre. Come la difficoltà incontrata dagli esperti a individuare, per vari enti italiani, gli «omologhi» stranieri. Fino ad oggi, su 31 istituzioni ed enti nostrani, il presidente dell’Istat e gli altri membri della Commissione hanno trovato 16 enti simili in almeno quattro Paesi, per otto non hanno individuato alcuna corrispondenza, per altri sette le informazioni sono ancora abbastanza confuse. Certo, la ricerca prosegue, per cui il quadro delle corrispondenze potrebbe infittirsi nei mesi a venire: ma al momento colpisce la moltiplicazione italiana di agenzie, autorità e consigli inesistenti altrove. Nel campo della giustizia, forse solo la Spagna (le ricerche sono ancora in corso) ha un equivalente del Consiglio della magistratura militare, del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e quello della giustizia tributaria. E’ presente invece in Francia, Paesi Bassi e Belgio, ma non in Germania e Austria, il Csm, l’organo di autogoverno della magistratura ordinaria per il cui funzionamento lo Stato italiano nel 2011 ha dato un contributo di 35.373.600 euro. Spesso preso di mira da chi, nel mondo politico, invitaa individuare altre caste, è composto da 24 consiglieri, 16 togati e otto laici eletti dal Parlamento. I togati percepiscono il proprio stipendio da magistrato, mentre i laici viaggiano su circa 111mila euro netti l’anno; 140mila netti circa per il vicepresidente. Non stupisce l’assenza, in Germania come in Francia o in Austria, dell’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ma nessuno di là dalle Alpi ha sentito nemmeno l’esigenza di istituire la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, la Civit creata dall’ex ministro Brunetta, di cui fanno parte un presidente e tre altri componenti, pagati rispettivamente 180mila e 150mila euro lordi all’anno. Esiste nei Paesi Bassi, oltre che da noi, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Nel 2009 e nel 2010, spiega una relazione della Corte dei Conti, ha ricevuto 2,4 milioni di euro di contributo statale: meno della metà di quando, nel 2001, venne creata, accompagnata da un contributo di 5,2 milioni. Nel 2009 il compenso annuo lordo del presidente è stato di 92.962 euro; 82.633 per il segretario generale, 12.911 per ognuno dei quattro membri del collegio. Nel triennio 2006-2008 i compensi sono stati decurtati del 10% da una legge del 2005: una circolare della Ragioneria generale dello Stato disponeva di applicare la decurtazione anche per il 2009, ma l’amministrazione, scrive la Corte dei Conti, «non ha ritenuto di adeguarsi». Ma sono molte altre le istituzioni non previste dagli ordinamenti dei Paesi vicini: prendi per esempio l’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della Pubblica Amministrazione, esiste solo nei Paesi Bassi, oltre che qui, dove costa circa due milioni e 400mila euro di spese di funzionamento. O prendi l’Age.Na.S., l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un’esclusiva tutta italiana. Tra 2008 e 2010 ha visto passare le spese di funzionamento da oltre 4 milioni 800 mila euro a 7 milioni 291mila, mentre negli stessi anni il personale è diminuito dalle 50 alle 42 unità. Ancora, condividiamo con Spagna e Belgio l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che funge da organismo di coordinamento per l’erogazione degli aiuti comunitari in Italia ed è “esecutore” di interventi sul mercato agricolo e agroalimentare. Nel 2008, segnala la Corte dei Conti, ha avuto un disavanzo economico di 20,19 milioni di euro, e costi per il personale pari a 23,91 milioni.