varie, 4 gennaio 2012
Saleh El Abtahy, 36 anni. Marocchino, muratore, «scostante ma buono», viveva col connazionale Mohammed El Gharbi, 37 anni, in una casa nella campagna di Ca’ Bernarda, vicino a Pincara (Rovigo)
Saleh El Abtahy, 36 anni. Marocchino, muratore, «scostante ma buono», viveva col connazionale Mohammed El Gharbi, 37 anni, in una casa nella campagna di Ca’ Bernarda, vicino a Pincara (Rovigo). La notte di Capodanno i due andarono insieme a una festa ma poi, tornati a casa imbottiti di alcol e cocaina, presero a litigare fuoriosamente per soldi e a un certo punto l’El Gharbi, afferrata una mazzetta da muratore, con quella spaccò il cranio dell’amico. Poi, dopo aver rimuginato per tre giorni su come liberarsi del cadavere, la notte del 3 gennaio, con l’idea di portarlo lontano e dargli fuoco, lo caricò tra il sedile posteriore e il portabagli della sua Peugeot rossa assieme a una tanica di benzina. Proprio in quell’istante la polizia, che lo cercava da Natale perché, dopo aver causato un incidente stradale, era fuggito via perdendo la targa della sua Peugeot rossa, arrivò nel cortile della vecchia villetta a schiera e lo beccò impietrito sulla soglia, le mani coperte da guanti zuppi di sangue. Nottata di sabato 31 dicembre a Ca’ Bernarda, vicino a Pincara (Rovigo).