Sandra Amurri, il Fatto Quotidiano 31/12/2011, 31 dicembre 2011
SOBRIETÀ AEREA ALITALIA TAGLIA ANCHE LE SALVIETTE
Corrado Passera, neo superministro del governo Monti, su mandato dell’ex premier Silvio Berlusconi doveva salvarla, l’Alitalia. L’allora amministratore delegato di Intesa San Paolo escogitò il piano “Fenice”: una cordata di salvatori che hanno dato vita a Cai srl che si fonde con Air One di cui Intesa è uno dei soci. In Cai finisce l’attivo di Alitalia, mentre il debito, passivo ed esuberi, 3,8 miliardi di euro, vanno in dono allo Stato. Semplice no? I profitti ai privati e i debiti ai cittadini. A distanza di tre anni, mentre stiamo ancora pagando il debito, circa 125 euro a testa, Passera nel frattempo è diventato il ministro che dovrà supervisionare alla fusione della compagnia con Air France (che possiede già il 25% di Alitalia) perché il pareggio assicurato dall’ad Rocco Sabelli è un miraggio e il deficit a fine anno toccherà i 70 milioni di euro.
Nel frattempo le tariffe restano alte. Le tratte diminuiscono. I voli vengono cancellati e accade che per raggiungere Bari da Ancona o Palermo da Ancona si debba fare scalo a Roma impiegando, con le coincidenze che non coincidono mai, un giorno a girovagare tra le nuvole.
“VOLATE con i vostri sogni, il talento e la fantasia. Al resto del volo pensiamo noi” recitano le paginate pubblicitarie di Alitalia sui quotidiani. Ma “il resto” dal primo novembre è ormai poca cosa: niente più giornali, caffè con biscottini e salatini sorseggiando un succo di frutta o una Coca Cola. Si salva solo la rotta più redditizia, il Roma-Milano, dove sui voli mattutini vengono distribuiti quotidiani e cornetti, su quelli del pomeriggio l’aperitivo. Per non soccombere all’offensiva dei Freccia Rossa, i concorrenti su rotaia delle Ferrovie dello Stato. Poco importa se i viaggiatori di tutte le altre rotte paghino biglietti salati alla faccia delle offerte che illudono sui voli a 39 euro (ma solo se si prenota con un mese di anticipo). E se accade, come è accaduto, che una penna biro scoppi all’improvviso e l’inchiostro finisca sulle mani di uno sfortunato viaggiatore, è inutile chiedere alla hostess una salviettina per pulirsi. Non ci sono. E se si pensa di andare in bagno a lavarsi le mani può accadere che il contenitore del sapone sia vuoto. Tutta colpa della crisi che, evidentemente, impone di ridurre all’osso i costi. Intanto, come svelato da Rosario Dimito sul Messaggero, a Parigi si è svolta una prima riunione tra i vertici di Alitalia, Intesa e Air France per avviare la fusione. La riunione, che sarebbe dovuta restare segreta, viene subito smentita dall’amministratore delegato Sabelli e da Gaetano Miccichè, di Intesa, spiegando che l’equivoco è nato dal fatto che Roberto Colaninno si trovava a Parigi proprio in quei giorni.
CERTO È che i “venti cavalieri che hanno privatizzato l’Alitalia e affondato il Paese” come li definisce Gianni Dragoni del Sole 24ore nel suo libro Capitani Coraggiosi (Chiare-lettere) cioè i vari Tronchetti Provera, Caltagirone Bellavista, Angelucci, Marcegaglia ecc. stanno discutendo sul futuro prossimo delle quote che detengono in vista del 2013 quando cadrà il vincolo della cessione e potranno andarsene avendo salvato il loro tesoro.
Le orecchie sono tutte puntate a ciò che deciderà il manager più pagato di Francia, Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France. Di fatto un altro bene dello Stato che prima si è lasciato divorare dai debiti finiti sulle teste dei contribuenti finirà in mani straniere e solo le banche non ci perdono. Al timone sempre lui, Corrado Passera, uomo vestito a strati: sopra l’abito da ministro che dovrà assumere decisioni che riguardano il mantenimento dell’abito che indossa sotto, stoffa preziosa, 7 milioni e mezzo di azioni di Intesa SanPaolo che detiene il 20 per cento di NTV (società di Diego Della Valle e Luca di Montezemolo) concorrente di Trenitalia, che a sua volta con la Freccia Rossa fa concorrenza ad Alitalia mentre, come abbiamo detto Intesa è socia anche di Cai. Passera ha promesso di vendere quelle azioni qualche settimana fa, in una lettera al Corriere della Sera di oggi sostiene di aver mantenuto quell’impegno, cedendo le sue quote. .