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 2011  dicembre 30 Venerdì calendario

TASSA SU ALCOLICI E CIBO-SPAZZATURA COSÌ SI FINANZIANO I NUOVI OSPEDALI


Una tassa di scopo su alcol e junk food per finanziare la costruzione degli ospedali nuovi, la chiusura delle piccole strutture, il ticket modulato a seconda del reddito delle famiglie. Il ministro alla sanità Renato Balduzzi ha inviato alle Regioni le sue proposte per affrontare i tagli di finanziamenti del fondo sanitario previsti dalla manovra di luglio del governo Berlusconi (da 2,5 miliardi di euro per il 2013 e da 5 per il 2014). Si tratta di un elenco di interventi destinati a far discutere.
C’è il timore di non riuscire più ad assicurare un livello di cura accettabile a tutti i cittadini. L’estate scorsa si era previsto, tra l’altro, di mettere nuovi ticket, dopo quello da 10 euro su tutte le prestazioni, per oltre 2 miliardi di euro, e si erano ipotizzate misure per il controllo della spesa farmaceutica e per beni e servizi. Balduzzi e le Regioni, se vogliono cambiare quelle disposizioni, devono siglare il «patto per la salute 2013-2015» entro il 30 aprile 2012. Si parte da un finanziamento già stabilito del fondo sanitario: 107 miliardi di euro per il 2011, 108,7 per il 2012, 109,3 per il 2013 e 110,7 per il 2014. Gli incrementi del finanziamento che paga la sanità delle Regioni sono molto bassi, per questo sono necessari interventi di razionalizzazione della spesa. Ieri Balduzzi inviato le sue proposte alle Regioni, che su alcuni punti non sono d’accordo con il ministro.

PENALIZZATI I CONSUMI "A RISCHIO" MA MANCA LA DEFINIZIONE DI JUNK-FOOD
La proposta più eclatante di Balduzzi è quella di finanziare gli investimenti per la manutenzione e la costruzione delle strutture sanitarie con una tassa di scopo da applicare sui junk food e sull’alcol. I soldi scarseggiano anche quando si tratta di ammodernare il sistema sanitario e l’idea non è distante da quella di chi quest’estate chiedeva di tassare le sigarette anziché mettere il ticket. Si andrebbe anche in questo caso a colpire un vizio, anche se la definizione di «cibo spazzatura» ha bisogno di essere meglio specificata. Anche qui non ci sono dati, la proposta è solo abbozzata. Il ministro però fa notare che bisogna trovare risorse altrimenti gli ospedali rischiano di non poter più garantire i livelli essenziali di assistenza. Un’altra idea avanzata è quella di utilizzare la finanza di progetto per realizzare nuove strutture, cosa che già avviene in varie parti d’Italia. Su queste idee, in particolare sulla tassa di scopo, le Regioni sarebbero tutte sostanzialmente d’accordo.

CHIUDE CHI HA MENO DI 120 POSTI I GOVERNATORI PROMETTONO BATTAGLIA
Balduzzi ipotizza la «obbligatoria chiusura/riconversione dei piccoli ospedali entro il marzo 2013» per recuperare risorse che il governo precedente ricercava nella riduzione di spesa per beni e servizi di 750 milioni nel 2013 e di un miliardo e 100 nel 2014. Nella proposta del ministro non si dà una descrizione di piccolo ospedale ma normalmente con questa definizione si intendono strutture con meno 120 letti, che nel nostro paese sono alcune centinaia. Di questa ipotesi Balduzzi ha parlato nei giorni scorsi con le Regioni senza riscuotere grande successo, tanto che ieri qualcuno si è sorpreso di ritrovarla nel testo diffuso dal ministero. Tagliare i piccoli ospedali è una questione complessa, che abbatte la popolarità delle Regioni nei paesi coinvolti. In molti in questi anni vanno piuttosto verso la riconversione di queste strutture, prevista da Balduzzi, per trasformarle in presidi sanitari più snelli, magari dedicati alla chirurgia di elezione in day hospital.

OPERAZIONE EQUITÀ SUI PAGAMENTI E SPUNTA L’IPOTESI DI USARE L’ISEE
Il ministro, appena insediato, dichiarò che i nuovi ticket da dieci euro per tutti non gli piacevano. Nella sua proposta c’è l’idea di una rimodulazione di tutto il sistema di compartecipazione alla spesa. Tra l’altro, dopo gli 800 milioni di euro recuperato con la tassa messa l’estate scorsa ci sono altri 2 miliardi da incassare nel 2014, quindi bisogna intervenire di nuovo. L’ipotesi è quella di far contribuire le persone in modo diverso per la stessa prestazione, visita, esame o ricetta farmaceutica, a seconda della loro condizione economica. Nella proposta si parla di maggiore equità sociale da raggiungere «garantendo la partecipazione e l’esenzione in funzione del reddito del nucleo familiare». Non è escluso che si utilizzi anche nella sanità lo strumento del nuovo Isee, come già avviene in alcune regioni. Proprio riguardo alle amministrazioni locali, si lascia la libertà di mantenere i ticket già in vigore o di decidere quale forma di compartecipazione dei cittadini introdurre.

DUE MILIARDI DI EURO DA RISPARMIARE MULTATE AZIENDE E REGIONI CHE SFORANO
Nel settore della spesa farmaceutica i miliardi da recuperare sono due, uno nel 2013 e uno nel 2014. Il ministero della Salute e le Regioni devono intervenire entro il giugno 2013 per cambiare la manovra di luglio. L’idea che propone Balduzzi per il patto con le Regioni è di portare il tetto della spesa rispetto al totale della spesa sanitaria al 12,1 per cento (a luglio era stato deciso il 12,5). Se si sfora il costo resta a carico delle aziende farmaceutiche. Viene posto anche un limite alla spesa farmaceutica ospedaliera, del 3,6 per cento, e in questo caso se si sfora il 65 per cento del costo è a carico delle Regioni. Ma il governo cercherà anche di promuovere un uso più appropriato dei farmaci, attivando i registri di utilizzo di alcuni medicinali. Se si razionalizza la spesa farmaceutica (insieme ai ricoveri), i risparmi possono essere usati per investire anche sull’assistenza agli anziani e ai disabili.