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 2011  dicembre 30 Venerdì calendario

Il mariuolo raccomandato - A Napoli, anche in questi giorni di vacanze natalizie, la legalità appare sempre più un miraggio o un’illusione di poeti: che non sanno cos’è la vita vera con la quale si misurano ogni giorno i cittadini ai piedi del Vesuvio

Il mariuolo raccomandato - A Napoli, anche in questi giorni di vacanze natalizie, la legalità appare sempre più un miraggio o un’illusione di poeti: che non sanno cos’è la vita vera con la quale si misurano ogni giorno i cittadini ai piedi del Vesuvio. L’illegalità partenopea può prosperare poiché, talvolta, gode di ampie protezioni. Le prove? Eccole. A Napoli vi sono due linee comunali di autobus, la 181 e la Circolare 33, che congiungono il quartiere ricco e borghese del Vomero con gli abitati di Fuorigrotta e di Soccavo. Ebbene, ogni santo giorno questi pullman sono frequentati da un anziano borseggiatore, lo stesso da anni, che si aggira fra i passeggeri nascondendo la mano malandrina sotto le pieghe di un vecchio giubbotto anche in piena estate e, portato a segno il «colpo», preme diligentemente il pulsante di prenotazione della fermata e va a godersi il malloppo dei portafogli che ha svuotato. L’assurdo kafkiano (per dirla con Ennio Flaiano: il paradosso della realtà quotidiana che supera la più sfrenata fantasia romanzesca) è rappresentato dal fatto che tutti a Napoli sanno perfettamente che è un «mariuolo» (ladro) dei più incalliti ma nessuno ha mai avuto il coraggio di denunciarlo - lo facciamo noi ora. Al suo passaggio, invece, si fa un varco anche nell’autobus più affollato poiché gli occupanti temono di venirne derubati. Il borseggiatore «raccomandato» viene anzi trattato come un gentiluomo poiché finge con solido senso civico di voler timbrare il biglietto: cosìsi sposta continuamente fra i passeggeri da un capo all’altro del pullman e affonda la mano mariola in tasche di giacche e borse e tasta i viaggiatori dicendo «grazie» e «scusi». E i borghesi del Vomero tacciono, al più affidando a sussurri sibilati all’orecchio il loro scandalizzato malessere. Se questa - paurosa vile e omertosa - è la Napoli oggi che fu di Croce e di Rea, di Prisco e di Compagnone, i cittadini onesti inorridiscono. VITTORIO GENNARINI