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 2011  dicembre 31 Sabato calendario

Nel 2011 è successo di tutto (ma non è cambiato nulla) - Uscendo dalla penna di un romanziere, è ov­vio che in nessun altro campo come in quello culturale sia vera la frase «Se vo­gliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi»

Nel 2011 è successo di tutto (ma non è cambiato nulla) - Uscendo dalla penna di un romanziere, è ov­vio che in nessun altro campo come in quello culturale sia vera la frase «Se vo­gliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi». È la pa­rola d’ordine degli intellettuali, per i quali notoriamente le rivolu­zioni servono proprio a mantene­re lo status quo : stesse poltrone, stesse rendite di posizione, stessi privilegi giornalistici barra acca­demici barra editoriali, a volte po­litici... Culturalmente parlando passa­no gli anni, ma i volti, le parole, le polemiche - o querelle, che suona meglio-sono le stesse.O quasi.Pe­rò ogni annata, per fortuna, ci re­gala sempre piccole novità (?), in­segnandoci qualcosa. Ecco, sfo­gliando l’annata 2011 delle pagi­ne culturali dei giornali, cosa ab­biamo imparato in particolare quest’anno nel vasto e impervio campo dell’Arte, Letteratura, Ci­nema d’autore, Filosofia&affini. Insomma, abbiamo capito che: FABIO VOLO Per gli attenti com­mentatori di sinistra è uno scritto­re vero e sincero, perché si espri­me come i ragazzi di oggi. I SOLITI IDIOTI Per gli attenti com­mentatori di sinistra sono degli at­tori falsi e volgari, perché si espri­mono come i ragazzi di oggi. LINGUA A dettarne le regole non è la grammatica, che è uguale per tutti. Ma l’autorevolezza di chi la usa, che è più uguale degli altri. Ad esempio: «Qual è» si scriverebbe senza apostrofo, ma se Roberto Sa­viano ha deciso che si scrive con l’apostrofo, è giusto così. Visto che è più autorevole degli altri. A proposito. Una domanda a Beppe Severgnini, che ha detto che così è uno scrittore più autentico: Ma va’ affanculo lo vuole l’apostrofo, o no? L’EBOOK Non c’è niente da fare. Non decolla.Come l’anno scorso. E come il prossimo. PIERPAOLOPASOLINI Rispetto al­lo scorso anno ci sono molte più certezze sulla sua morte. Abbia­mo capito che: è stato ammazzato da un ragazzo di vita. Ma forse è ri­masto vittima di un complotto po­litico (probabilmente fascista, o forse democristiano) o economi­co- finanziario. Dietro la sua mor­te c’è la mano di Cefis, o della Cia. Forse però addirittura è stata una morte cercata, un “suicidio”. Ma non si può escludere sia stata una vendetta premeditata. E se fosse una sorta di attentato?C’è chi dice che sia stata solo una lite fra omo­sessuali finita male. E c’è un testi­mone che parla di un eroinoma­ne... Comunque sia, Pier Paolo Pa­solini ci manca. Non ci sono più in­tellettuali come lui. Ma anche sì. ROMANZO È morto. Era già morto gli scorsi anni. Ma quest’anno è morto definitivamente. E ha an­che perso lettori. CRITICA È morta. Anche lei era già morta gli scorsi anni.Ma quest’an­no è morta definitivamente. E ha anche perso autorevolezza. GIORGIO NAPOLITANO Adesso l’abbiamocapito . L’état,c’est moi . LA GIOCONDA La donna misterio­sa dipinta da Leonardo - forse - è Lisa Gherardini Del Giocondo. Hanno trovato la sua tomba e con­frontato il Dna con quello dei suoi discendenti. Bene. E adesso? ARTE CONTEMPORANEA Que­st’anno i critici hanno scritto che è ancora più schifosa degli anni scorsi: è blasfema, volgare e bana­le. E poi è solo una questione di bu­siness: è il mercato che crea l’arte, come gli anni scorsi.Ma quest’an­n­o il mercato dell’arte contempo­ranea ha battuto tutti i record. Quindi vuol dire fa ancora più schifo degli anni scorsi. MAURIZIO CATTELAN Ha capito tutto, almeno rispetto alla Borsa. UMBERTO ECO Adesso è ufficiale. Dopo Il nome della ros a ha scritto solo delle boiate pazzesche. Il Ci­mitero non paga. 150ANNIDELL’UNITÀD’ITALIA Per fortuna vengono solo una volta ogni 150 anni. MARCHETTA È sempre esistita. Ma quest’anno la categoria si è ar­ricchita di nuove tipologie. Ad esempio. La marchetta in contu­macia, o per conto terzi: Claudia Mori che, a Che tempo che fa , pub­blicizza il nuovo disco del marito Adriano Celentano, troppo in alto per scendere così in basso. Con Fa­bio Fazio, tutto bagnato, che an­nuncia eccitato: «È la prima volta che un artista manda in televisio­ne a parlare di sé un parente!!». Speriamo sia anche l’ultima. Op­pure. L’auto-marchetta: Marco Travaglio che, in un editoriale del Fatto quotidiano , per mostrare la patente di antiberlusconiano del­la prima ora, elenca i suoi libri pub­blicati dall’editore Chiarelettere, peraltro, casualmente, azionista dello stesso Fatto quotidiano . O ancora. La marchetta aziendale: Mirella Appiotti che, sulla Stam­pa , in un ampio pezzo sulle uscite più importanti previste nel 2012, segnala, tra il mémoire postumo di Christopher Hitchens e il «Meri­diano » di Claudio Magris, il nuo­vo romanzo di Massimo Gramelli­ni ( con fotina ), solo accidental­mente suo vicedirettore. Slurp . FUS (Ovvero: Fondo Unico dello Spettacolo). Era solo colpa del mi­nistro Sandro Bondi. Adesso è tut­to a posto, finalmente. «Ma i soldi per il teatro e la lirica non ci sono lo stesso!?!». «Sì, ma almeno non c’è più Bondi». CARAVAGGIO Ci sono in giro un sacco di suoi dipinti che neanche ci immaginavamo. PHILIP ROTH Forse l’anno buono per il Nobel è il prossimo. NOBEL È solo un premio politico. ANTIBERLUSCONISMO Editorial­mente ha finito di rendere. Forse. TRECCANI Il Dizionario biografico degli italiani non si finirà mai. Al­meno questo è sicuro. EINAUDI Non è più quella di una volta. Come il premio Strega, del resto. E il festival di Mantova. E il Salone del Libro di Torino. E la “prima” della Scala. E il festival di Venezia. E i film di Nanni Moretti. E i romanzi di Andrea Camilleri. E... GIORGIO BOCCA Non era poi così cattivo come lo dipingevano. «Peggio?». CINEMAITALIANO I cinepanettoni saranno anche finiti.Ma se l’alter­nativa è Terraferma ... «Sì, ma c’è stato anche Il villaggio di carto­ne ... ». «Ecco. Appunto». BENICULTURALI Se cade un mur­et­to a Pompei gli attenti e imparziali commentatori di sinistra non chiedono le dimissioni del Sovrin­tendente, ma del ministro della Cultura, solo per caso di destra, mentre se cade un pezzo di Colos­seo, gli attenti e imparziali com­mentatori di sinistra non chiedo­no le dimissioni del ministro, che è un tecnico, ma incolpano il sin­daco di Roma, solo per caso di de­stra. Perché? Perché la Cultura, a destra, non esiste. Sono tutti bar­bari, ignoranti o prezzolati. O Prez­zolini.