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 2011  dicembre 31 Sabato calendario

Solo il Tutor ci mette in riga: sempre meno morti e incidenti - Sia fatta la grazia di «Tutor». Non è un personaggio dei fumetti giapponesi

Solo il Tutor ci mette in riga: sempre meno morti e incidenti - Sia fatta la grazia di «Tutor». Non è un personaggio dei fumetti giapponesi. Nemmeno roba da film fantascientifico. È, piuttosto e per fortuna, quell’arnese, per molti di noi infernale, che ci fa om­bra lungo le autostrade, sta dove sai ma nulla puoi fare per evitarlo. Nemmeno i navigatori satellitari più aggiornati riescono nell’im­presa truffaldina; sì, è vero, ne se­gnalano in tempo la presenza, ci avvisano che tra quattrocento, tre­cento, duecento, cento, dieci me­­tri, arieccolo mentre attraversa l’aria lungo la famosa arteria e noi quasi ci abbassiamo sul volante, pigiamo sul pedale del freno, chie­diamo scusa, con la coscienza sporchetta e il mezzo sorriso di chi sa di averla fatta grossa qual­che chilometro prima, andando come non si dovrebbe. Tutor, anzi tutto, incominciò nel duemila e cinque, l’attrezzo serviva e serve per stabilire la velocità media che l’automobilista tiene lungo la stra­da «controllata». Finiti i tempi del «da casello a casello un’ora e mez­za », perché lui, quello lì invisibile sa benissimo che, anche in caso di brusca frenata, conta quello che impieghi a prescindere, dunque non puoi ricorrere, in teoria e an­che in pratica, alla furbata. Stabili­to che la causa di incidenti mortali sulle strade è dovuta nel sessanta per cento dei casi alla velocità il Tu­tor su questo particolare decisivo interviene. Il Tutor, dunque, presente in ogni dove, dico delle autostrade, duemila e novecento chilometri ben distribuiti, sorvegliati, sta edu­cando e disciplinando il costume dei viaggiatori automobilisti. Or­mai non si scappa o meglio chi pensa di farla franca sa che da lì a qualche settimana o mese la casel­la della posta riceverà relativo do­cumento del Ministero: visti gli ar­ticoli, considerata l’infrazione re­gistrata alle ore, del giorno, del me­se, dell’anno, tra le località di, pre­gasi versare obolo di euro con an­n­essa perdita di punti sulla paten­te di guida. Dolori. Detto così potrebbe sembrare il solito teatrino nostrano, il vigile soffia nel fischietto, prepara il ver­bale, concilia? E noi, con una pac­ca sulle spalle e la frase di circo­stanza pensiamo che tutto finisca lì. Ma così non è più. Basta dare una controllata alla relazione di un anno di attività della polizia Stradale e dell’Arma dei carabinie­ri per comprendere la svolta, posi­tiva, del fenomeno. Il numero di incidenti è diminuito dell’8,7 per cento per un totale comunque drammatico di 95.317, più sensibi­le, per fortuna, quello delle vitti­me, un calo del 10,6 per cento ma anche in questo caso con una cifra pesantissima 2.185 morti mentre i feriti sono scesi del 7,9 per cento (69.519). Se l’autovelox ha la sua efficacia, a volte raggirata e aggira­ta da nuovi strumenti, se l’etilome­tro e i precursori stanno svolgen­do un’opera forte di prevenzione e repressione sulla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di dro­ghe ( circa il 10 per cento di aumen­to delle sanzioni), il Tutor ha por­tato a uno stato generale di atten­zione più alta, non direi più conti­nua. C’è da dire che questa tenden­za positiva va a scontrarsi, verbo pericoloso ma di immediato signi­­ficato, con l’enorme, incessante campagna pubblicitaria di auto­vetture dalle prestazioni brillan­tissime anche se, in parallelo, la lievitazione del prezzo della benzi­na suggerisce un uso più pruden­te dello stesso mezzo così audace. Totale: il Tutor più dell’immagi­netta sacra sul cruscotto, ci può salvare la vita. Se poi qualcuno ha voglia di infischiarsene pure del Tutor allora le strade del Signore sono infinite, quelle nostre un po’ meno. Aforisma di Marcello Marche­si: lunga la coda, stretta la via, fac­cio un sorpasso e così sia.