Lauretta Colonnelli, Corriere della Sera 14/12/2011, 14 dicembre 2011
ARTISTI INSIEME PER COLLEMAGGIO
Marcello Mariani, artista aquilano, nel terremoto del 2009 ha perso tutto: la casa, lo studio, le opere che vi erano dentro. Ora ha deciso di colmare con una sua testimonianza almeno uno dei vuoti rovinosi lasciati da quel terremoto. E lo fa insieme ad altri due artisti contemporanei e a un maestro storico dell’ astrattismo italiano. Mariani, Vasco Bendini e Luigi Bolle hanno infatti offerto le loro tele, insieme a quelle dello scomparso Giulio Turcato, per far rivivere in parte uno dei luoghi più colpiti dalla catastrofe: la basilica di Santa Maria di Collemaggio, fondata nel 1287 per volere di Pietro da Morrone, che sarà papa col nome di Celestino V nel 1294 e fautore del primo Giubileo della storia. Le opere dei quattro artisti sono esposte fino al 21 dicembre lungo le navate laterali della basilica, dove sono rimasti vuoti i pannelli prima occupati dalle imponenti tele secentesche di Carl Ruther, messe in salvo dopo il terremoto. «Idealmente queste opere tracciano uno spazio sacrale dell’ arte che dialoga con quello della basilica», dice Gabriele Simongini, che ha curato l’ esposizione realizzata da «Comunicare Organizzando» insieme all’ associazione culturale «L’ angelo Ribelle». La mostra, che ha per titolo «Archè», per sottolineare il fatto che i quattro pittori hanno attinto «a un’ idea originaria dell’ arte intesa come aspirazione al sublime», sarà replicata in primavera a Roma nelle sale del Complesso del Vittoriano. Intanto Bendini ha deciso di donare alcune opere alla regione Abruzzo e a L’ Aquila, come auspicio di un cammino concreto verso la ricostruzione. Tra queste ci sarà anche quella dedicata proprio a Celestino, una specie di sudario che nella basilica è stato esposto davanti all’ altare dove sono conservate le spoglie di «colui che fece per viltade il gran rifiuto».
L. Col.