Lucio Malan-pa.fo., Interventi&Repliche, Corriere della Sera 30/12/2011, 30 dicembre 2011
PARLAMENTARI: LA BUSTA PAGA
Anche sul Corriere di domenica 11 dicembre un articolo sui costi dei parlamentari italiani («Un mandato da 14 mila euro al mese») riporta molte inesattezze, che rovesciano la realtà dei fatti nel confronto con gli altri Paesi europei. L’ autore parla di «11.700 euro netti al mese» per gli italiani contro gli 8.882 degli austriaci, 7.177 degli olandesi, 7.009 dei tedeschi, 6.892 dei francesi e così via, «cui si aggiungono i rimborsi spese». Infatti l’ indennità è oggi di 11.555 euro lordi, non netti (11.104 se c’ è un altro reddito). Il netto, come è scritto nello stesso articolo, è di 4.700-4.900, meno i circa 250 euro di addizionali Irpef e i 250 del «contributo di solidarietà»: alla fine, 4.200-4.500, poco più di un terzo degli 11.700 citati. Quanto agli altri Paesi, invece, il lordo è molto vicino al netto. In Francia, il netto di un senatore, come si vede da una «busta paga» pubblicata nel sito del Senato parigino, è di 5.405 euro al mese. In Germania il netto è sopra i 5.700, poiché non si versa nulla per il vitalizio che scatta dopo un solo anno di carica. Anche nei rimborsi spese l’ Italia è ben sotto i nostri più importanti vicini. La nostra diaria è 3.500, quella dei francesi 5.884 (oltre al soggiorno a Parigi rimborsato a parte), quella dei tedeschi 3.969, tutte rimborsate forfettariamente. Poi c’ è il rimborso per il personale e altre voci: 4.180 al mese in Italia, oltre 9 mila in Francia e oltre 14 mila in Germania; in questi ultimi due Paesi l’ Istituzione si accolla inoltre gli oneri a carico del datore di lavoro e paga direttamente le persone scelte dal parlamentare. Solo su questa voce, ogni parlamentare francese o tedesco costa ai contribuenti dagli 80 mila ai 150 mila euro in più all’ anno. Non è inoltre vero che abbiamo voli e autostrada gratis per 10 anni dopo la cessazione dalla carica. Almeno al Senato, l’ autostrada la si paga dal giorno dopo e sui voli e treni ci sono solo limitatissime agevolazioni. Detto questo, noi ridurremo ancora le nostre indennità, con procedure costituzionali, non con le norme improvvisate dei «professori», ma gradiremmo vedere riportata la verità, rilevabile sui siti Internet delle varie istituzioni, non cifre confuse o false. Andrebbe infine ricordato che - solo negli ultimi sette anni - le nostre indennità nette sono scese del 7% in termini nominali, del 17% tenuto conto dell’ inflazione (9% e 20% per chi ha un altro reddito): se tutta la spesa pubblica avesse seguito lo stesso andamento, oggi avremmo un surplus di bilancio di qualche decina di miliardi. Di questo sarebbe bene parlare, ma accusarci di essere i parlamentari più costosi d’ Europa o di esserci aumentati alcunché è semplicemente falso. .
en. Lucio Malan, Pdl
Ringraziamo il senatore Malan per la garbata precisazione. I dati riportati sullo stipendio dei parlamentari italiani sono presi direttamente dal sito ufficiale di Camera e Senato (comprese le agevolazioni relative ad autostrade e ferrovie). Tali dati fra l’ altro non comprendono, per un evidente deficit di trasparenza dei due siti, le somme percepite come indennità e rimborsi per i vari incarichi nelle commissioni o negli uffici di presidenza. Inoltre proprio in questi giorni abbiamo visionato le buste paga di due senatori: per entrambe il netto, sommando le varie voci, supera i 13.800 euro. Ps. Senatore Malan, la comparazione degli stipendi fra i parlamentari dei vari Paesi, come abbiamo scritto, non è possibile perché le voci non sono omologhe. Detto questo, lei vuole guadagnare quanto un parlamentare tedesco o francese? Ma un ricercatore italiano guadagna quanto un ricercatore tedesco? Un operaio italiano guadagna quanto un operaio tedesco? Un insegnante italiano guadagna quanto un insegnante tedesco? (pa. fo.)