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 2012  gennaio 02 Lunedì calendario

APPUNTI DAI GIORNALI DI LUNEDI’ 2 GENNAIO 2012 (CORRIERE E STAMPA)

Il discorso di fine anno di Napolitano
Il discorso di fine anno del Presidente Napolitano è durato 21 minuti. Il messaggio principale è stato: l’Italia sta vivendo un momento di forte crisi ma può e deve farcela. Il capo dello Stato ha ammesso che «l’emergenza resta grave» e che è faticoso riguadagnare terreno dopo aver perso credibilità e accumulato un debito pubblico che «pesa come un macigno». Ma i sacrifici, ha proseguito, «non risulteranno inutili», perché «l’Italia può e deve farcela». Per far crescere l’economia bisogna ridurre la spesa pubblica e battere «una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale». Il Paese ha davanti «grandi prove», ha detto ancora Napolitano: deve coniugare rigore e crescita, deve reagire alle «minacce incombenti di recessione» e ripensare le politiche del lavoro. Qui il Presidente ha chiesto ai sindacati lo stesso «slancio costruttivo» e la capacità di «fare sacrifici» mostrati in altre fasi di emergenza: «Non è stato forse così negli anni della ricostruzione industriale, dopo la liberazione del Paese? Non è stato forse così in quel terribile 1977, quando c’era da debellare un’inflazione che galoppava oltre il 20 per cento e da sconfiggere l’attacco criminale quotidiano e l’insidia politica del terrorismo brigatista?». A Berlusconi il capo dello Stato ha reso il merito di aver «preso responsabilmente atto» di una «travagliata crisi politica» e ha lodato le forze politiche per il largo sostegno accordato al governo Monti, che ha scongiurato lo scioglimento «precipitoso» delle Camere: consegnare il Paese allo scontro elettorale sarebbe stato un «azzardo pesante» secondo Napolitano. [Guerzoni, Cds]

Le reazione politiche al discorso di Napolitano
Il premier Monti è stato tra i primi a chiamare il presidente della Repubblica per complimentarsi e ha poi reso pubblico il suo commento con una nota: «Si è trattato di un messaggio forte che, provenendo dalla personalità più rispettata e amata dagli italiani, infonde fiducia nell’affrontare i sacrifici necessari per il futuro dei nostri figli, e accresce ulteriormente la motivazione del governo». [Zuccolini, Cds] Anche Berlusconi ha chiamato Napolitano per esprimere il suo apprezzamento e il segretario del Pdl Alfano ha sottolineato come il capo dello Stato abbia messo al centro «la dignità di appartenenza alla propria terra e ai propri ideali». Bersani si è detto pronto a rispondere con coraggio all’appello del Presidente per una rigenerazione delle forze politiche. La Lega invece ha preso le distanze. Roberto Calderoli ha detto: «Sembra il discorso di Cetto La Qualunque, un messaggio tratto dal film Qualunquemente». Pd, Fli e Idv hanno attaccato i leghisti, il dipietrista Felice Belisario vuole denunciare Bossi «per vilipendio del capo dello Stato». [Guerzoni, Cds]

Lo share del discorso di fine anno
Il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica è stato seguito da 13 milioni di spettatori. Lo share totale è stato del 57,1% (reti Rai 38,08%, Canale 5 12,12%, La7 6,27%, SkyTg24 0,6%). [Cds]

L’augurio di Papa Ratzinger a Napolitano
Nel primo Angelus del 2012 Benedetto XVI ieri ha mandato un messaggio a Napolitano: «Un deferente augurio desidero indirizzare al signor presidente della Repubblica italiana, mentre all’intero popolo italiano formulo ogni miglior auspicio di pace e di prosperità per l’anno appena iniziato». [Cds]

Gli impegni internazionali di Monti
I prossimi impegni del premier Monti, elencati da Zuccolini (Cds): venerdì prossimo a Parigi incontrerà Sarkozy, accompagnato dal ministro Passera, e interverrà al convegno “Nuovo Mondo”, organizzato dal ministro francese dell’Industria Besson. Il 18 gennaio incontrerà il premier inglese Cameron. Il 23 parteciperà all’Eurogruppo. Il 21 gennaio volerà in Libia. Entro fine mese potrebbe anche andare alla Casa Bianca.

Incidente sugli sci per il ministro Di Paola
Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ieri si è lussato la scapola destra mentre sciava sulle piste di Canazei (Trento). [Cds]

I discorsi di fine anno dei leader mondiali
Le frase più significative dai discorsi di fine anno degli altri leader mondiali. Merkel: «La Germania sta bene, anche se l’anno prossimo sarà senza dubbio più difficile di questo. (…) Durante la crisi finanziaria ed economica del 2008 ha impedito che ci capitassero cose più gravi. Oggi potete essere sicuri che sto facendo di tutto per rafforzare l’euro. Ma questo funzionerà solo se l’Europa imparerà le lezioni dal passato». Sarkozy: «So bene che le vite di molti di voi, già provate da due anni difficili, verranno messe sotto stress un’altra volta. State per terminare un anno in cui siete stati tanto preoccupati per voi e per i vostri figli. (…) L’unico modo per controllare il nostro destino è scegliere la rotta delle riforme strutturali piuttosto che agire in modo compulsivo, cosa che potrebbe solo creare confusione e caos e non restituire la fiducia». Obama: «Il 2011 è stato un anno di grandi sfide e grandi progressi per il nostro Paese: non c’è dubbio che il nuovo anno porterà ancora nuovi cambiamenti. (…) Nei mesi scorsi abbiamo concluso una guerra e stiamo cominciando a fare lo stesso con una seconda. Grazie ai durissimi colpi inferti ad Al Qaida, abbiamo reso l’America una nazione più sicura. Abbiamo appoggiato i nostri alleati e i nostri amici in tutto il mondo quando sono stati chiamati ad affrontare rivoluzioni e disastri naturali. E abbiamo cominciato a vedere i segni di una ripresa della nostra economia, malgrado molti americani ancora si trovino in difficoltà». [Cds]

L’appello della Camusso per un piano sul lavoro
La Camusso è convinta che «c’è un rischio reale di tensioni crescenti nei prossimi mesi» e ha lanciato per questo un appello al premier per rilanciare «con forza la necessità di un piano per il lavoro e l’avvio di un confronto col sindacato. Il professor Monti è disponibile a condividere strategie e politiche? Se lo è, noi faremo, come sempre, la nostra parte, purché sia garantita l’equità nei sacrifici e nei benefici: non il rigore cieco e l’aumento delle diseguaglianze. La priorità è un piano per i giovani che guardi a scuola, formazione, lavoro stabile e qualificato, retribuzione giusta e previdenza adeguata». [Marro, Cds] E il presidente del Consiglio ieri ha chiamato i quattro leader sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl esprimendo la volontà di ricercare «la massima intesa» sui temi del lavoro e dell’occupazione, pur sottolineando «l’esigenza di operare con la sollecitudine imposta dalla situazione». [Talarico, Sta]

La crisi delle aziende mette a rischio 30 mila posti
Domani si apre un tavolo al ministero dello sviluppo economico per parlare della situazione di 230 aziende in crisi, 230 mila lavoratori coinvolti, tra cui 30 mila rischiano di perdere il posto di lavoro nel giro di pochi giorni. Scive la De Bac (Cds): «I problemi più urgenti riguardano Irisbus, lo stabilimento irpino che produce autobus, gruppo Fiat, 700 operai più i 300 dell’indotto. Ma navigano in acque molto burrascose anche Omsa e Agile-Eutelia. Nella fabbrica aretina 1.350 persone sono in attesa di conoscere il loro destino occupazionale. Tra le aziende sedute ai tavoli ci sono poi Fincantieri, Termini Imerese (dove da ieri sono state tolte le insegne della Fiat, sostituite con quelle della Dr Motor, i nuovi proprietari) risolta recentemente, e ancora la Lucchini di Piombino, ex colosso siderurgico, tremila metalmeccanici. I settori più colpiti sono trasporti, tessile, telecomunicazioni, automobilistico. Ecco la Airola di Benevento, Alcatel, Nokia-Siemens, Italtel, il polo chimico di Terni».

• I principali motivi della crisi delle aziende italiane: difficoltà di accesso al credito, ritardo dei pagamenti da parte delle fabbriche collegate e delle pubblica amministrazione, mancanza di prospettive internazionali. [De Bac, Cds]

• Le aziende che operano solo in Italia hanno pagamenti da parte dei clienti che ormai superano i 120-180 giorni, poi per la pubblica amministrazione superano i 200 giorni e se si ha come cliente un’azienda tedesca si viene pagati in 30 giorni. [Riccio, Sta]

Le retribuzioni italiane più basse degli altri paesi europei
Secondo dati dell’Eurostat, a parità di caratteristiche individuali, le retribuzioni mensili nette italiane nel settore privato risultano in media inferiori di circa il 10% a quelle tedesche, del 20 a quelle britanniche e del 25 a quelle francesi. [Alesina e Giavazzi, Cds]

Crolla la fiducia delle famiglie italiane
L’indicatore creato dalla Commissione europea per misurare la fiducia delle famiglie, migliorato con la formazione del nuovo governo Monti, a dicembre è peggiorato del 4,7%, ritornando al livello minimo dell’inverno 2008. [Alesina e Giavazzi, Cds]

Una proposta contro l’evasione fiscale
Idea di Giavazzi e Alesina (Cds) per combattere l’evasione fiscale: consentire ai cittadini di detrarre dal reddito soggetto a tassazione una quota delle loro spese. Poter detrarre il 30% sarebbe sufficiente per indurli a chiedere una ricevuta, anche se ciò comporta un prezzo maggiorato dell’Iva. L’effetto netto sul gettito sarebbe positivo.

In vigore la tassa sulle vincite superiori ai 500 euro
Da ieri è in vigore la tassa sulla fortuna: prelievo del 6% sulle vincite superiori ai 500 euro. Per esempio, scrive De Rosa sul Cds, se il prelievo fosse stato applicato alla più alta vincita di sempre in Italia, i 178 milioni al Superenalotto dell’ottobre scorso, la trattenuta sarebbe stata di 10,6 milioni di euro. La nuova imposta avrà effetto anche sulle vincite-vitalizio: i 6 mila euro mensili per 20 anni di Win for Life diventeranno 5.640 euro. La tassa si applica a tutte le vincite tassabili che verranno riscosse nel nuovo anno, anche se il biglietto è stato acquistato nel 2011. Per le videolotterie è prevista una deroga massima di 20 giorni. Restano escluse Lotteria Italia, scommesse, Poker e Casinò online, il Bingo e le slot machine. Il Tesoro punta a incassare così almeno 1 miliardo di euro all’anno.

La riforma previdenziale secondo il presidente dell’Inps
Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua spiega a Marro (Cds) che la riforma delle pensioni, partita ieri, «si farà sentire nel 2013, perché quest’anno andranno in pensione coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 e dunque con le vecchie regole. Per il resto, come ha detto lo stesso ministro del Lavoro, Elsa Fornero, alla riforma delle pensioni non può che seguire a stretto giro di posta la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. Mi pare che il governo sia già al lavoro su questi temi». C’è poi il problema degli ammortizzatori sociali: da tre anni la cassa integrazione è su livelli record, oltre un miliardo di ore autorizzate all’anno. Su questo Mastrapasqua: «Nel 2011 c’è stata una flessione del 20% delle ore autorizzate, mentre quelle effettivamente utilizzate sono il 46%. C’è una lenta inversione di tendenza che penso sarà confermata nel 2012».

• Dal primo gennaio Inpdap e Enpals sono soppresse. Il presidente dell’Inps Mastrapasqua: «L’obiettivo principale è razionalizzare e riorganizzare gli enti di previdenza per fornire un servizio migliore agli utenti. Dovremo mettere insieme dai sistemi informatici alle sedi periferiche per arrivare a una “casa del welfare” diffusa sul territorio dove lavoratori, pensionati e aziende possano trovare tutti i servizi. (…) La mia volontà è di portare a compimento questa che è la più grande operazione di integrazione tra enti pubblici mai fatta in Italia. Terrò conto di tutte le voci, ma nessuno pensi che questa operazione si possa fermare davanti a ostacoli burocratici o freni e paletti vari. Il Paese non si può più permettere di decidere una cosa e poi non farla. Si farà una fusione vera e non un’operazione gattopardesca: il cittadino non ce lo perdonerebbe». [Marro, Cds]

L’addio a don Verzé, fondatore del San Raffaele
Oggi si terranno i funerali di Don Luigi Verzé, il fondatore del San Raffaele, morto a 91 anni il 31 dicembre per una crisi cardiaca. Dall 9.30 alle 11.30 il feretro sarà ospitato al Ciborio sotto la cupola con l’angelo del San Raffaele. Alle 14.30 le esequie nel suo paese natale, Illasi, in provincia di Verona. Cerimonia officiata da monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. La salma sarà tumulata nella tomba di famiglia a Illasi.

• Scrivono Gerevini e Ravizza (Cds) che la morte di Don Verzé «s’intreccia fino all’ultimo con le indagini della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta e per associazione a delinquere (reato per il quale, però, il sacerdote non risulta indagato). Proprio la delicatezza della situazione ha portato la Guardia di finanza ad acquisire la cartella clinica. Sono stati fotocopiati - su indicazione del pubblico ministero di turno Luigi Luzi - tutti i dati. “È una prassi consolidata - spiega il portavoce dell’ospedale, Paolo Klun, per sgomberare il campo da illazioni, considerate assurde, su una morte non naturale -. Succede sempre per persone coinvolte in vicende finanziarie”. Non è stata disposta alcuna autopsia. Ma al centro dell’esame della Procura è finito anche il testamento. Il documento del prete manager è stato sequestrato durante la raffica di perquisizioni seguite all’arresto del faccendiere Pierangelo Daccò, notoriamente in rapporti d’affari con il San Raffaele e indicato come uno dei canali di distribuzione dei fondi neri. Le carte con le ultime volontà sono tornate in possesso di don Verzé e dei suoi legali solo nei giorni scorsi, con ogni probabilità tra il 28 e il 29 dicembre». Non si sa a chi il prete abbia lasciato i propri beni materiali.

• Don Verzé, che si vantava di essere nullatenente e di non percepire la pensione sociale. [Gerevini e Ravizza, Cds]

• Don Verzé è morto il giorno in cui il San Raffaele andava all’asta. Alla gara per acquistarlo, per il momento, si è presentato l’imprenditore Giuseppe Rotelli, del gruppo ospedaliero San Donato, con 305 milioni contro i 250 milioni di Ior e Vittorio Malacalza. Ma è interessato anche l’industriale Gianfelice Rocca (gruppo Humanitas). Fino al 5 gennaio chiunque può rilanciare. Entro il 10 gennaio, invece, Ior e Malacalza, che hanno presa in consegna la Fondazione da fine giugno 2011, decideranno se tenersi il San Raffaele pareggiando l’offerta più alta. [Gerevini e Ravizza, Cds] Spiega Poletti sulla Sta che la busta di Rotelli «arrivata nello studio del notaio milanese Enrico Chiodi ci sono le 47 pagine stilate dal gruppo San Donato con quell’offerta superiore di 55 milioni di euro a quanto avrebbe stanziato la Santa Sede e la famiglia Malacalza, già arrivate in soccorso dell’ospedale. A rendere più appetibile l’offerta di Giuseppe Rotelli c’è poi la proposta, messa nero su bianco, di accollarsi altri 500 milioni di passività oltre al buco di 1 miliardo e mezzo di euro».

L’Iran testa un nuovo missile nel Golfo persico
L’Iran ha testato con successo un missile a media gitatta “superficie-aria”, durante l’esercitazioni navali nello stretto di Hormuz. Il missile sarebbe in grado di ingannare radar e contromisure elettroniche secondo l’ammiraglio iraniano Mahmud Mousavi. Il lancio è avvenuto poche ore dopo che Obama aveva approvato una legge che prevede nuove sanzioni per le istituzioni che abbiano rapporti con la banca centrale iraniana. Spiega la Mazza (Cds) che «le nuove misure si aggiungono a quattro serie di sanzioni Onu e ad altre unilaterali che colpiscono gli investimenti occidentali nel settore petrolifero iraniano, rendendo più difficile il trasferimento di denaro da e verso l’Iran. Poiché alle istituzioni finanziare americane è già generalmente vietato fare affari con qualunque banca iraniana, la nuova misura di Washington necessita di appoggio internazionale – l’Unione europea presto prenderà in esame simili sanzioni».

• Secondo la stampa di Teheran, gli scienziati iraniani hanno prodotto per la prima volta una barra di combustibile nucleare da depositi d’uranio nel paese. Spiega Molinari (Sta) che «si tratta di un risultato che consente a Teheran di non dipendere da forniture straniere per alimentare i propri reattori: le barre contengono uranio arricchito a livelli bassi e consentono di produrre calore attraverso una reazione nucleare che non porta alla fusione. “E’ un grande risultato che lascerà perplessi quei Paesi occidentali che hanno scommesso sul fallimento nucleare dell’Iran”, commenta il Teheran Times. Nel caso della Nord Corea la produzione di combustibile spianò la strada al raggiungimento dell’atomica ma in questo caso fonti dell’Aiea hanno espresso perplessità, facendo presente che più volte l’Iran ha vantato inesistenti progressi sul nucleare».

Gli ultra ortodossi ebrei in piazza vestiti come nei lager
I sarti del quartiere ebraico ultra religioso di Mea Shearim, a Gerusalemme, hanno confezionato repliche delle uniformi imposte 70 anni fa ai deportati ebrei nei campi di sterminio. Le uniformi a righe verticali bianche e nere con la stella gialla di David, sono state poi indossate da un migliaio di zeloti ortodossi, nella piazza principale del rione per manifestare in difesa del diritto a rispettare e applicare i precetti religiosi. Riporta la Rosaspina sul Cds che «ai bambini è stato insegnato come alzare le braccia in segno di resa e in greve allusione al piccolo ebreo ritratto in una celebre foto durante un rastrellamento tedesco nel ghetto di Varsavia. Gli adulti si sono incaricati invece di accogliere la polizia israeliana la grido di “nazisti, nazisti” ».

Iniziano dall’Iowa le primarie del Partito repubblicano
Domani partono in Iowa le primarie per scegliere il candidato repubblicano alla presidenza. In testa ci sarebbe Mitt Romney, con il 24% dei consensi, seguito dal radicale libertario Ron Paul. Decisivi sono i comitati d’azione politica (Pac), ai quali una sentenza della Corte suprema dello scorso anno ha dato piena libertà di diffondere qualunque messaggio politico, anche denigrando i candidati. E infatti il crollo nei sondaggi dell’ex speaker della Camera Gingrich è stato causato da una campagna a tappeto su tv, radio e giornali, mirante a screditarlo e organizzata da un Pac, “Restore our future”.[Gaggi, Cds]

• L’Iowa, uno stato composto da mille villaggi sparsi nella Grandi pianure, dove la radio conta più della televisione, anche perché la gente passa la maggior parte del tempo in auto. [Gaggi, Cds]

• Da ieri negli Stati Uniti sono entrate in vigore 40 mila nuove leggi. Alcuni esempi: vietato commerciare in pinne di squalo, vendere sciroppo per la tosse senza ricetta medica, inviare messaggi col cellulare mentre si guida, abortire da minorenni se i genitori o un giudice non hanno dato via libera. Scrive Mastrolilli (Sta): ͔͕ «La California, che su molti temi funziona spesso da laboratorio di sperimentazione nazionale: è lo Stato che ha passato più provvedimenti. Insieme all’Oregon, ha deciso di vietare il commercio delle pinne di squalo, molto ricercate in Giappone per fare la zuppa, allo scopo di fermarne la strage. Poi ha stabilito che i gay, le lesbiche, i bisessuali, i transessuali e i disabili vanno aggiunti alla lista dei gruppi culturali che hanno contribuito allo sviluppo degli Stati Uniti, di cui bisogna parlare nei programmi scolastici. Quindi ha proibito il commercio di birra a cui viene aggiunta la caffeina, quello degli animali domestici negli spazi pubblici, e quello senza ricetta del dextromethorphan, o Dxm, un ingrediente degli sciroppi per la tosse usato anche come droga ricreativa. Poi ha vietato l’uso dei lettini abbronzanti ai minorenni, e ha deciso che un giocatore delle squadre sportive scolastiche o universitarie deve restare in panchina se ha preso una botta in testa, fino a quando un medico non lo autorizza a tornare in campo».

I manifestanti anti-Putin, laureati e imprenditori
Secondo il centro di rilevazioni sociologiche Levada, i manifestanti russi scesi in piazza a Mosca contro Putin il 24 dicembre erano per il 62% laureati e per il 39% fra i 23 e i 39 anni. L’otto per cento era composto da dirigenti e un altro otto da imprenditori. [Dragosei, Cds]

Navalny, il blogger russo che sfida Putin
Alexei Navalny, il blogger russo appena uscito di prigione, leader dei manifestanti anti-Putin, secondo alcuni sondaggi sarebbe il principale avversario dell’attuale premier. Ne fa un ritratto la Sgueglia sulla Sta: «Gran comunicatore, carisma alle stelle dopo la galera: la notte del rilascio, alle 2,30 nella tempesta di neve, all’estrema periferia di Mosca (non lontano dalla sua abitazione, dove ha una pistola nel cassetto)ad aspettarlo erano decine di giornalisti e fan. Jeans, giacca blu, alto, biondo e belloccio, ormai aduso ai flash, ringrazia e per un’ora attacca Putin: “Non sarà un presidente legittimo”. Dalla folla Belov gli allunga un mazzo di garofani bianchi, si abbracciano. Il lato oscuro dell’Assange russo: quelle simpatie nazionaliste che molti gli rimproverano, e lui non rinnega. A novembre era in prima fila alla Marcia Russa, tra neonazi e slogan anti Caucaso. (…) “Sono solo una zanzara le cui punture fanno male”, fa il modesto lui. Ma sa che il merito di aver stanato i dissidenti nascosti sul web trasformandoli in attivisti, è soprattutto suo. Indaga e stana i corrotti con la sua associazione. Usa pochi concetti chiari e memorizzabili. (…) Giovane, 35 anni, ancora inesperto, con forti tendenze giustizialiste, potrebbe però unire destra e sinistra contro la casta. “Mi chiamano a qualsiasi ora per farmi domande sul destino della Russia, ma ho un ufficio da mandare avanti...”».

Due morti a causa dei botti di fine anno
Nonostante i divieti di sparare botti in molti comuni (tra cui Milano, Torino, Verona e Bari), il bilancio della notte di San Silvestro ha registrato due morti e quasi 561 feriti a causa delle esplosioni. Molti i bambini: 76 con meno di 12 anni. A Roma il fatto più grave. Cristian Castaldi, 31 anni, pregiudicato per reati di droga e una passione per i fuochi d’artificio, è rimasto ucciso a San Basilio, periferia est. In casa, al momento dello scoppio del petardo che ha innescato l’esplosione, c’erano una ventina di persone e parecchi chili di esplosivi. Quattro minorenni sono finiti in ospedale, tra loro una bambina di quattro anni che è in gravi condizioni. Qualche giorno fa nello stesso edificio la polizia aveva sequestrato 30 chili di petardi. L’esplosione ha fatto tramare l’intera palazzina di sei piani. A Casandrino, Napoli, è morto Marco D’Apice, 38 anni, proprietario del ristorante Villa Alexus. Partecipava ai festeggiamenti davanti al suo locale quando si è improvvisamente accasciato sul marciapiede: per terra sono stati trovati nove bossoli di pistola calibro 7,65. In tutto in Campania ci sono stati 110 feriti, 70 solo nel Napoletano. [Iossa, Cds]

• A Torino non è stata fatta nessuna multa per fuochi o botti, a Milano quasi 300, a Venezia 46, a Bari 15. [Iossa, Cds]

Bosch si accorda con il Fisco e risparmia 1,1 miliardi di euro
E’ uscita fuori la notizia che alla vigilia di Natale la tedesca Bosch GmbH si è accordata con l’Agenzia delle Entrate italiane per pagare 300 milioni di euro invece dei 1.400 chiesti dal Fisco. L’Agenzia riteneva che Bosch non avesse pagato una gran parte del tasse dovute dal 1997 a oggi. Bosch ha risposto che tecnicamente non fosse un problema di frode fiscale, ma una questione di interpretazione di dove dovessero essere pagate le imposte, se in Italia o Germania. E ha sostenuto d’aver comunque pagato il dovuto appunto in Germania, in quanto il regime di tassazione sarebbe stato omogeneo, intorno al 30%. Da qui l’accordo che ha fatto risparmiare ai teschi 1.100 milioni di euro. [Ferrarella, Cds]