Mario Gerevini-Simona Ravizza, Corriere della Sera 31/12/2011, 31 dicembre 2011
ALL’ASTA L’OSPEDALE DI DON VERZE’. SFIDA TRA I BIG DELLA SANITA’ —
Tutto da capo. L’ospedale San Raffaele di don Luigi Verzé oggi va all’asta. Per comprarlo s’annuncia una sfida tra i big della sanità italiana. In gara ci sono — salvo colpi di scena dell’ultima ora — gli imprenditori Giuseppe Rotelli (gruppo ospedaliero San Donato) e Gianfelice Rocca (gruppo Humanitas). Entro mezzogiorno arriveranno al notaio Enrico Chiodi Daelli le proposte d’acquisto alternative all’offerta presentata lo scorso ottobre dalla cordata della Santa Sede, su indicazione del Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone.
Finora i protagonisti del salvataggio sono stati l’Istituto per le opere di religione (Ior) e l’imprenditore Vittorio Malacalza: la loro offerta, avanzata per evitare il crac del San Raffaele, è di 250 milioni (più un accollo di passività per altri 500 milioni). Ma con oggi nella partita entreranno — se la notte appena trascorsa non ha cambiato le cose — altri contendenti: per partecipare alla gara ci deve essere un rilancio di almeno 50 milioni.
Giuseppe Rotelli, 65 anni, giurista di origine pavese, figlio di un chirurgo, è alla guida del Gruppo ospedaliero San Donato. È un colosso sanitario con 16 ospedali, per quasi quattromila posti letto e un fatturato annuo di 760 milioni di euro. Le sue punte di diamante sono i due istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), il San Donato (specializzato nel cardiovascolare) e l’ortopedico Galeazzi. La nascita del gruppo risale al 1957. Rotelli è anche il secondo azionista di Rcs Mediagroup con l’11% del capitale. Gianfelice Rocca, 63 anni, nato a Milano, è discendente della famiglia di imprenditori che nel Dopoguerra ha fondato la Techint, multinazionale della siderurgia e delle infrastrutture, con un fatturato di 20 miliardi di dollari l’anno. Il polo ospedaliero Humanitas, che fa direttamente riferimento ai Rocca, è nato nel marzo del 1996 e oggi conta cinque ospedali, per 1.450 posti letto, con un fatturato annuo di 450 milioni. Nel suo consiglio di amministrazione siedono, tra gli altri, Diana Bracco, a capo dell’omonimo gruppo farmaceutico e Rosario Bifulco, presidente della multinazionale di valvole cardiache Sorin. Con ospedali anche a Bergamo, Catania, Torino e Castellanza, Humanitas è conosciuto soprattutto per l’Irccs di Rozzano, con vocazione prevalentemente chirurgica e oncologica.
Entrambi sono in corsa per aggiudicarsi il San Raffaele. Il suo valore è legato a doppio filo alle cure mediche prestate e alla ricerca scientifica, per le quali è considerato al top in Europa: ma con 1,5 miliardi di euro di debiti e gli ex manager sotto inchiesta per fondi neri, l’ospedale di don Verzé naviga in brutte acque ormai da mesi. Di qui l’esigenza di metterlo sul mercato. È quanto ha deciso il Tribunale fallimentare. Con il provvedimento giudiziario è stata ammessa una procedura di concordato preventivo (accordo con i creditori) basata sull’offerta di acquisto del Vaticano. Ma il nullaosta del Tribunale è stato vincolato, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, all’apertura di una gara per nuovi, eventuali offerenti, interessati a guidare il San Raffaele nell’epoca post don Verzé. La proposta originaria di concordato prevedeva, invece, il trasferimento diretto allo Ior e a Malacalza. L’obiettivo dei giudici è stato di tutelare il più possibile i creditori: quelli privilegiati per adesso possono contare sul pagamento integrale dei debiti, gli altri su un saldo del 52-60%. Per effetto della gara, la percentuale è destinata ad aumentare in modo significativo.
Sia Rotelli sia Rocca appaiono intenzionati a mettere sul piatto almeno 320 milioni (oltre all’accollo dei debiti già previsto). Fino al 5 gennaio saranno possibili ulteriori rilanci. Entro il 10 gennaio, invece, lo Ior e la famiglia Malacalza potranno decidere se tenersi il San Raffaele pareggiando l’offerta più alta oppure rinunciare.
Mario Gerevini
Simona Ravizza