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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

LASCIATE I SOLDI A CASA, TORNA IL BARATTO

Non quello che si ha, ma quello che si è e si sa fare”. È il motto della terza edizione della Settimana del Baratto, conclusasi il 20 novembre, che ha coinvolto i bed and breakfast affiliati al por-tale bed-and-breakfast.it   che hanno aderito all’iniziativa per barattare un soggiorno in cambio di beni o servizi. In pratica, gli ospiti hanno potuto evitare di portare contanti o carte di credito con sé, di fatto superando il valore del denaro con quello dello scambio umano. La partecipazione è stata impressionante (solo su Facebook oltre 50 mila persone hanno seguito l’evento). “È un modo intelligente ed evoluto – vantano gli organizzatori – per tornare alle origini dell’ospitalità, della reciprocità e della riconoscenza”. È solo l’inizio della radicalizzazione di una nuova cultura che si sta sempre più diffondendo, quella della reciprocità. Navigando nel sito ( lasettimanadelbaratto.it  ) se ne trovano di tutte: dalla sezione “La Lista dei Desideri”, una sorta di mercato virtuale dove domanda e offerta si incrociano come anche beni e servizi (dalle lezioni private alla realizzazione di siti Internet, dal giardinaggio alla manutenzione dell’impianto elettrico e così via), al baratto tutto l’anno con la “Camera con Baratto”(pioniere di questa formula, il Bed&Brekfast&Baratto VillaColle, a Bosa in Sardegna).
UN PERNOTTAMENTO in una camera romantica nel centro storico di un borgo medievale a due passi da un mare trasparente con colazione biologica al prezzo di? Cosa si potrebbe portare in cambio? Il format funziona perché i gestori che partecipano all’iniziativa sono molto disponibili (va benissimo se si riparano i guasti, ma anche una giacca di pelle, una collezione di cd, le conserve di marmellata...) e tante famiglie in crisi si scoprono più interessate allo scambio culturale e solidale di esperienze che al valore del soggiorno e del servizio reso. “Svincoliamo il valore delle persone dai soldi che hanno in tasca – spiega Alfredo Meschi , padrone di casa di VillaColle. Si paga con ciò che si sa e si ama fare, non solo lavori manuali. Abbiamo avuto cantanti jazz e maestri di kung fu messi a disposizione del paese”. Da un lato, certamente, iniziative come queste nascono per combattere la crisi, ma dall’altro sono generate spontaneamente dalla rivoluzione che il web continua ad attivare. I social network hanno stimolato la capacità dell’auto-organizzazione, della partecipazione dal basso e dell’autogestione di molti aspetti della vita. Basta citare il social network sul baratto, e-barty.it  , per capire di cosa stiamo parlando. Ma ovunque, su Internet, si moltiplicano siti che propongono scambi senza denaro. Dagli Stati Uniti è sbarcata la moda degli swap party, privati o pubblici, dove ci si scambia beni o servizi (un ristoratore di Chicago, grazie a scambi di pranzi o cene con i propri clienti, ha rifatto il locale, mentre il gestore si è curato i denti).
SEMPRE in tema di viaggi, sono stati proprio siti come scambioca  sa.com   o intervac.com   a fare la fortuna di molti soci. Ci si iscrive, si sceglie la località dove si vorrebbe andare, si trovano altri iscritti che ci abitano e ci si mette d’accordo sul periodo, offrendo la propria casa per essere ospitati in quella dei partner. Questa filosofia si sta radicando anche grazie alla Banca del tempo, in cui ciascun socio mette a disposizione qualche ora per dare a un altro socio una certa competenza: le ore date vengono calcolate e accreditate o addebitate nella Banca (tutti gli scambi sono gratuiti). Nella giungla on line, si trova di tutto: da zerorelativo.it  , il sito aperto da un bar-man di Pesaro, Paolo Severi, dove si scambiano oggetti, ma anche si offre la colazione in cambio di ripetizioni o si barattano baby-sitter con lezioni di shiatsu, a baratto.occhiaperti.net  , web community di scambio etico che vuole diffondere nuovi modelli di consumo orientati al benessere sociale e ambientale, dove non sono ammesse inserzioni con prezzi di vendita o valutazioni in denaro. Fino a baratto.org  , che è anche un bar di Mestre. Barattare.net   è il sito di annunci gratuiti più noto all’estero. Solidale e cooperativo, infine, reoose.com  . “Quando abbiamo lanciato l’idea – raccontano i creatori del sito, Luca e Irina – la cosa che ci galvanizzava era che il nostro servizio poteva essere utile alle persone con poche possibilità economiche, dagli studenti fuori sede a mamme e papà in difficoltà. Crediamo nella forza aggregativa dei social network, nella capacità di fare rete e semplificarsi la vita”. Barattate gente, barattate.