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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

ANCHE LA GRECIA SI ARRENDE: A PASQUA ELEZIONI ANTICIPATE

Anche la Grecia verso le elezioni anticipate. Dopo la Spagna anche il governissimo di Atene sembra prendere la strada del voto. Il piano lacrime e sangue messo in piedi per rispondere alle richieste di Fondo Monetario, Unione europea e creditori non sembra aver ricompattato sufficientemente la coalizione che oggi guida il Paese. Ieri sera il ministro delle finanze greco, Evangelos Venizelos, ha annunciato che «le elezioni si terranno dopo Pasqua, alla fine di aprile ». Venizelos fa riferimento alla Pasqua ortodossachecade proprio nellaprimaparte del mese. Parlando ad un incontro del Pasok (il partito socialista ellenico), Venizelos ha specificato che «l’orizzonte politico del governo è diventato chiaro». Venizelos ha anche precisato che il mese prossimo sarà annunciato un piano di rifinanziamento del debito greco. Ma già in mattinata si era intuito che qualcosa stava cambiando nella compagine che sostiene il governo. Infatti il portavoce del partito di centrodestra NeaDimocratia, Yannis Michelakis, aveva puntualizzato che il suo partito, fino ad ora determinato a ribadire la richiesta di elezioni per il 19 febbraio, avrebbe potuto accettare un rinvio, dando così al governo messo in piedi dal premier Lucas Papademos, alcune settimane di lavoro in più per impostare il programma di austerity messo a punto proprio in sede europea. Sempre stando alle dichiarazioni di Michelakis le elezioni dovrebbero svolgersi al più tardi entro la Pasqua ortodossa che cade proprio il 15 aprile. Già il 21 dicembre la coalizione che sostiene il governo d’emergenza ha rischiato di andare in frantumi per l’ennesimo ritocco al sistema pensionistico e per le voci di turn over di ministri. Peccato che la situazionedei conti pubblici delPaese nonconsenta ulteriori scosse. Solo lo scorso ottobre Fmi, Banca centrale europea e i Paesi della zona euro avevano accordato un secondo prestito di 130 miliardi di euro, 30 miliardi dei quali sono destinati alla ricapitalizzazione delle banche. L’obiettivo è di cancellare 100 miliardi di euro del debito greco e riportarlo al 120% del Pil entro il 2020. Come se non bastasse a inizio gennaio, gli esperti della “troika” (Fmi, Ue e Bce) torneranno in Grecia per proseguire i colloqui. Restano anche in piedi i negoziati con i creditori privati sulla cancellazione del 50% del debito greco. E non ci sono all’orizzonte altre ciambelle di salvataggio. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha infatti escluso per il momento l’ipotesi di rafforzare il sostegno finanziario alla Grecia sotto forma di un nuovo prestito: «La missione non è qui per discutere di un nuovo programma», ha puntualizzato il capo missione dell’Fmi in Grecia, Poul Thomsen.