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 2011  dicembre 28 Mercoledì calendario

L’ITALIA È IL PAESE DEI SIGNOR HU

Se c’è un cognome sentito come milanese, è senza dubbio Brambilla. Dalle barzellette alle farse, el sciùr Brambilla impazza da decenni.

Eppure, a guardare i dati sui residenti nei capoluoghi, diffusi dall’Anci, l’associazione dei Comuni, e commentati dalla specialistica Rivista Italiana di Onomastica, scorrendo l’elenco dei più diffusi cognomi appartenenti ai milanesi si costata non solo che Brambilla è all’ottavo posto, con 1.560 occorrenze, che è superato da cognomi come il nazionale Rossi (4.430), il meneghino Colombo (3.754), il diffuso Ferrari (3.608), ma altresì dal cinese Hu.

Il quarto cognome per diffusione sotto la Madonnina è, nel 2011, appunto Hu, con 3.383 casi.

Al decimo posto si colloca un altro cognome cinese, Chen, che a quota 1.444 supera il popolare Cattaneo (1.399).

Al diciassettesimo troviamo Zhou, con 1.295 casi.

Certo, questi cognomi assommano, con pochi altri, larghissima quota degli immigrati cinesi, e quindi risulta logico che svettino. Però, alla notizia un certo stupore si prova.

Se ci si sposta a Torino, si vede che pure sotto la Mole gli Hu sono numerosi: 1.113, così da costituire il decimo cognome in assoluto.

Se si va a Brescia, la situazione è ancor più netta. Nel 2011 il cognome più comune a Brescia è Singh, con 1.123 residenti. Si tratta di un cognome di origine indo-pachistana, la stessa matrice del terzo cognome per diffusione, che è Kaur, con 622 occorrenze.

Dunque, a Brescia sono più numerosi i Singh dei Ferrari, secondi a quota 1.092, e i Kaur dei Rossi, quarti a 550.

I cinesi si collocano in 12ª posizione, con Hu (337) e poi in 22ª, con Chen (251). Abbondano i Singh pure a Parma: sono 267, al 28° posto.

Un’altra comunità diffusa è quella singalese. Se guardiamo i dati di Verona, troviamo 488 Fernando (14° posto per diffusione) e 407 Warnakulasuriya (22° posto).

Se la Rivista Italiana di Onomastica può dilettarsi nelle proprie indagini scientifiche sui mutamenti di diffusione dei cognomi (nessuno di quelli stranieri prima citati aveva una consistenza nella rilevazione compiuta nel 2000, usando allora gli elenchi telefonici), il mondo politico e amministrativo ha di che riflettere su tali dati, che del resto confermano la presenza degli stranieri, arrivata quest’anno a quota cinque milioni.

Quanto agli storici, rileveranno fra qualche decennio il mutarsi della società italiana in un volgere relativamente breve di anni, per l’immissione di stranieri.