Michele Arnese, Italia Oggi 28/12/2011, 28 dicembre 2011
NON C’È STATO IL MASSACRO SOCIALE
C’è un documento dei tecnici del Pd che sbugiarda in parte alcuni refrain politici ripetuti di recente da molti leader ed esponenti di sinistra.
Ricordate quando le manovre del governo Berlusconi e del ministro dell’Economia erano considerate un massacro sociale?
I tecnici del Pd dicono che non era vero nulla.
Ricordate dell’esigenza invocata di una patrimoniale sui più abbienti per raggiungere l’equità sociale dopo il decreto cosiddetto Salva Italia?
Ebbene i tecnici del Pd dicono che praticamente la manovra del governo presieduto da Mario Monti ha introdotto una patrimoniale de facto. Proprio quella che fu la prima impressione, il giorno dopo l’approvazione del decreto Monti, dell’economista Innocenzo Cipolletta: il governo ha toccato circa l’80 per cento dei beni mobili e immobili degli italiani; di fatto c’è stata una patrimoniale, concluse l’ex direttore generale di Confindustria.
Ma è la premessa del testo preparato dall’ufficio documentazione del partito guidato da Pier Luigi Bersani, e svelato sul sito del deputato del Pd, Andrea Sarubbi, a lasciare di stucco: «La manovra messa a punto dal governo Monti ha assunto subito un carattere di estrema urgenza», si legge. «Anche per rimediare alla debolezza delle recenti manovre estive».
Chissà se gli stessi tecnici del Pd giudicavano deboli in passato le manovre dei governi di centrodestra.
Al punto sei del documento che c’è un’affermazione che contrasta con il coro che da sinistra si ascolta in questi giorni: serve una patrimoniale. Ebbene, alla domanda «c’è o no la tassazione sui patrimoni di cui tanto si è parlato?», ecco che cosa rispondono i tecnici di Bersani: «Di fatto sì».
Beninteso, «non c’è una imposta patrimoniale personale, come ad esempio quella sulle grandi ricchezze che esiste in Francia».
Ma il Pd, a differenza di quache suo dirigente e di molti esponenti dei partiti contigui, non chiede una patrimoniale alla transalpina, «che comunque fornisce un gettito di poco più di un miliardo di euro (oltre ad essere facilmente eludibile diversificando l’intestazione dei patrimoni, ad esempio fra i familiari oppure tramite società di comodo)», si legge nel testo preparato dall’ufficio documentazione del Partito democratico.
Il governo Monti ha quasi superato la Francia quanto a tassazione dei patrimoni: «Ci sono misure che rendono concreto il principio “chi ha di più paghi di più”, perché complessivamente colpiscono ricchezze e patrimoni più alti».
Ecco un rapido elenco, secondo i tecnici del Pd: va in questa direzione un’imposta sui beni di lusso (imbarcazioni, aerei, auto di grossa cilindrata) che seppur attenuata rispetto a quanto contenuto nel testo iniziale afferma un principio importante, e cioè il fatto di cominciare a colpire non solo i «soliti noti» ma i «nuovi noti».
C’è poi l’estensione dell’imposta di bollo a titoli ed altri strumenti e prodotti finanziari, con l’eccezione di fondi pensione e fondi sanitari (dal 2013 proporzionale, con una aliquota dello 0,15%). «Nella stessa direzione, a ben vedere, va anche la scelta effettuata per le cosiddette “pensioni d’oro”: grazie al lavoro di miglioramento della manovra svolto alla Camera dei deputati il contributo di solidarietà per chi supera la quota di 200 mila euro annui sale dal 10% al 15% (sulla parte eccedente la quota fissata)». Infine, «c’è il nuovo e strutturale intervento nei confronti di chi si è avvalso dello scudo fiscale voluto dal governo Berlusconi per far rientrare in Italia i propri capitali all’estero».
Insomma, la patrimoniale c’è anche se non si dice. Ovvero, come ha scritto ieri il blog Cerazade, «il testo smentisce la linea di Bersani, Nichi Vendola e Susanna Camusso sulla patrimoniale».