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 2011  dicembre 27 Martedì calendario

Fredda, cinica e non urlata Ecco la tv al tempo dei tecnici - La nuova parola d’ordine è con­cretezza

Fredda, cinica e non urlata Ecco la tv al tempo dei tecnici - La nuova parola d’ordine è con­cretezza. Poche chiacchiere, po­che cerimonie. La politica dei tec­nici cambia anche la tv. Si va al so­do, senza giri di parole. Ministro Passera,farete o no l’asta per le fre­quenze tv? Dopo la manovra salva-Italia quanto è calato il gradimen­to di Mario Monti? Fuori c’è la cri­si, dentro si tira cinghia. Cambia la politica e mutano le preferenze dei telespettatori. Non è immedia­tamente un fatto di audience. E magari è ancora presto per dire se c’è un prima e un dopo. Però la messa in onda su Raiuno dello show di Fiorello il giorno do­po le dimissioni di Berlusconi può essere presa come coincidenza dall’alto valore simbolico. Non che da lì tutto sia cambiato, no. Ci vorrà tempo, ci vorranno assesta­menti. Per esempio, come verran­no presi tra pochi giorni, in piena austerity, i ballerini eleganti e ben pagati di Milly Carlucci?O i vip del­­l’ Isola dei Famosi ? Oppure, come verrà assorbito il prossimo Festi­val di Sanremo con Gianni Moran­di, grande testimonial della tv del vecchio conio? Di sicuro è una ten­denza che deve ancora esprimere tutta la sua novità.Uno stato d’ani­mo, soprattutto. Ma il brivido della tecnica scor­re già sui nostri teleschermi. Un brivido freddo. Lontano dalle at­mosfere surriscaldate dei talk show di approfondimento,secon­do Carlo Freccero l’ambiente «del­la casta e della semplificazione che invecchia di colpo». Il salotto politico era l’incubatrice dell’opi­nione, il luogo comune della mili­tanza in un Paese spaccato a metà. Adesso tirano di più le all news : si deve essere sempre connessi e sa­pere ciò che c’è da sapere. Notizie che battono opinioni: un cambia­mento simile a quello che investe il mondo dei social network, dove la velocità di Twitter invecchia di colpo il chiacchiericcio un po’ ona­nistico di Facebook. Si cerca l’in­formazione secca, fredda, veloce su SkyTg24 e TgCom24 ,unpo’ me­nosu Rainews24 . Caso mai funzio­na il genere inchiesta: Report di Mi­lena Gabanelli e Gli Intoccabili di Gianluigi Nuzzi. Un filo appanna­to appare invece Porta a Porta : po­litica sì, ma con un alone ancora troppo vellutato. Nello stesso cam­po invece regge ancora Ballarò , considerato affidabile e con un punto di forza nei sondaggi di Pa­gnoncelli. Sempre in area informa­zione, in ribasso i derivati rosa e gossip. «La drammaturgia dello spread ha sostituito l’ infotain­ment », argomenta Freccero. Se la politica-spettacolo si esprimeva come un grande romanzo costrui­to con i reality, la fiction e i talk show,la politica-tecnica si manife­s­ta con il linguaggio dell’autorevo­lezza, noiosetta, degli esperti. Da­ti, cifre, ricerche. L’andamento delle borse al posto dell’andamen­to delle modelle. Le anticipazioni sui mercati invece di quelle sugli amorazzi dei vip. E dunque an­dranno rivisti anche i contenitori pomeridiani delle reti generaliste. O andranno riconsiderati certi az­zardi, come promuovere in prima serata Kalispèra , rivelazione della scorsa primavera di Canale 5 che ora, mentre tutti predicano sobrie­tà, sembra giocare in trasferta, co­me dimostra anche lo share . Insomma,nell’èra della concre­tezza, le atmosfere sfuggenti e li­quide non tirano più come un tem­po. Basta vedere anche le incertez­ze recenti dei reality show. Resiste a fatica solo la “Ferrari della catego­ria”, il Grande Fratello . Mentre si impongono i ready made alla Ma­­sterchef , più vicini ai talent, che ma­gari non godranno di grandi au­dience essendo prodotti da pay tv, ma di sicuro hanno i favori della critica e del pubblico scelto. Del re­sto, se essere concreti è la parola d’ordine, un talent alla X Factor lo è assai più di un reality in cui so­stanzialmente si chiacchiera o spettegola full time . Al tramonto appare anche la stagione delle se­rie tv americane, i poliziotti di Csi e le vite in corsia alla Dr House . Alla lunga le ambientazioni troppo asettiche e lontane dalla quotidia­nità europea mostrano la corda. Resistono invece i generi evergre­en: i quiz e la cronaca nera, Money Drop e Chi l’ha visto? Anche loro con il denominatore comune del­la concretezza: il colore dei soldi e quello dei crimine.