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 2011  dicembre 27 Martedì calendario

Talebani neri a caccia di cristiani: in Nigeria massacrati cento fedeli - Sono i talebani neri. Sono il fa­natismo islamico coniugato con la rabbia e la violenza d’un formi­caio africano da 160 milioni d’ani­me

Talebani neri a caccia di cristiani: in Nigeria massacrati cento fedeli - Sono i talebani neri. Sono il fa­natismo islamico coniugato con la rabbia e la violenza d’un formi­caio africano da 160 milioni d’ani­me. Sono il concentrato di terro­re, intolleranza e ignoranza distil­lato da una Nigeria dilaniata dagli scontri tribali e dalla contrapposi­zione tra cristiani e musulmani. Si fanno chiamare «Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad»,ov­vero «Popolo impegnato nella dif­fusione degli insegnamenti del Profeta e della Guerra santa», ma per le loro vittime e i loro sostenito­ri sono i «Boko Haram» quelli che per cui«l’educazione occidentale è vietata». Non è uno slogan, ma la loro spietata linea d’azione.Non a caso colpiscono le chiese, semina­no strage tra i cristiani. Il massa­cr­o messo a segno la notte del 24 di­cembre a Madalla, nello stato con­federato di Niger, a circa 45 chilo­metri dalla capitale federale Abuja, ne è la prova. Quel pullmi­no imbottito d’esplosivo fatto sal­tare davanti alla chiesa di Santa Teresa mentre i fedeli escono dal­la Messa di Natale è una spietata dichiarazione di guerra. È la rap­presentazione di un fanatismo de­ciso a cancellare chiunque non condivida lo stesso estremismo dogmatico. Ma in quella strage contano anche l’orrore e ilterrore impressi nelle menti dei soprav­vissuti, il ricordo dei 40 correligio­nari fatti a pezzi, delle decine di fe­riti riversi nel proprio sangue da­vanti alla chiesa semidistrutta. Pa­dre Christopher Jataudarde, il re­verendo sceso dall’altare per soc­correre i propri fedeli, di certo non dimenticherà l’uomo sventrato, con le mani raccolte intorno alle proprie viscere che implorava «Pa­dre preghi per me perché sto mo­rendo ». Ma la strage della notte di Natale è solo uno degli scenari del­­l’offensiva islamista. Domenica un’altra bomba è esplosa a Jos,ca­poluogo dello stato di Plateau. Ieri a Damaturu, una delle città-culla dei Boko Haram, centinaia di per­sone hanno abbandonato le pro­prie case in seguito agli scontri tra la polizia e i militanti integralisti costati la vita a una sessantina di persone. L’obbiettivo degli attacchi è sin­tetizzato nel comunicato con cui Abul Qaqa, portavoce riconosciu­to dei Boko Haram, rivendica la mattanza. «Non ci sarà pace fin­ché non accoglierete le nostre ri­chieste. Vogliamo - proclama il portavoce - la sospensione della democrazia e della costituzione, la piena e immediata applicazio­ne della legge islamica ( già in vigo­re in 12 province musulmane, ndr) e la liberazione di tutti i fratel­li incarcerati ».L’epopea crudele e sanguinaria dei Boko Haram par­te da Maiduguri, la capitale dello stato del Borno vivaio dell’Islam radicale sin dalla conquista bri­tannica del Califfato di Sokoto al­l’inizio del 1900. Lì nel 2002 Mohammed Yusuf, un predicato­re allora 32enne, insegna ai propri fedeli a rinnegare tutti gli insegna­menti della civiltà occidentale non contemplati nel Corano di Maometto.Credere nell’evoluzio­nismo o che la­terra sia rotonda di­venta così un’eresia da estirpare a colpi di bombe. Ma i seguaci di Yu­suf non si limitano ad attaccare gli infedeli: colpiscono anche le mo­schee moderate e tutti i simboli dell’amministrazione statale. L’autentico salto di qualità arriva dopo la morte di Yusuf, ucciso in carcere il 30 luglio del 2009 subito dopo la cattura per mano delle for­ze di sicurezza. Da quel momento la fazione più fanatica del movi­mento si lega alle cellule di «Al Qai­da nel Maghreb» che operano in Mali e Niger e con quelle degli she­bab della Somalia. Grazie a que­ste conn­essioni la ragnatela qaidi­sta si dipana dall’Africa settentrio­nale a quella occidentale e orienta­le. E l’attentato del 26 agosto con­tro la sede dell’Onu di Abuja tra­sfo­rma la Nigeria nel nuovo inedi­to fronte del terrore islamico inter­nazionale. Un fronte dove solo quest’anno il terrorismo dei tale­bani neri ha fatto oltre 600 vittime.