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 2011  dicembre 23 Venerdì calendario

INSEGUENDO IL BIGLIETTO (POLITICAMENTE) PERFETTO

Immagini fredde e un po’ psichedeliche con le stelle dell’Unione Europea che brillano in un cielo blu: gran scandalo suscitano i biglietti d’auguri che hanno a disposizione i parlamentari europei per il 2011, niente più grotte e Sacre famiglie, nessun bambinello e mangiatoia con bue e asinello sormontati da stelle comete. Messi al bando i simboli tradizionali della comunicazione cristiana, spariscono anche i classici Auguri di Buon Natale, a favore di più laiche Buone feste.
Formule più svelte come ormai fanno molte aziende anche in Italia, ispirate al linguaggio internettiano che includono e non offendono le altre culture, o insulto alle radici cristiane della Ue?
La risposta non è semplice, perché la decisione, per quanto motivata da ragioni pragmatiche, va a riaprire la delicata, scottante e mai risolta questione delle radici cristiane dell’Europa che non si possono cancellare per via postale, e che riaffiorano sempre in quanto elemento fondante dell’identità e della storia europea. E trovano appassionati difensori su uno schieramento ideologico molto trasversale, anche se in questo caso nel Parlamento europeo si sono mossi per primi i rappresentanti della Lega che, come racconta Il Piccolo di Trieste, hanno inviato un’interrogazione al presidente Jerzy Buzek chiedendo (ci sono già venti firmatari) che negli anni a venire i biglietti abbiano «immagini riconoscibilmente cristiane»: «Un Natale senza Natività, che Natale è?» si è chiesto nell’interrogazione Lorenzo Fontana della Lega Nord.
Guai per i biglietti natalizi 2011 non abbastanza nel solco della tradizione anche per Barack Obama che ha mandato cartoline con laconici auguri di Buone Feste accompagnati dall’immagine del suo cane Bo davanti al camino acceso, subito criticato dalle associazioni cristiane. Sarà per questo che più prudentemente gli anglosassoni David Cameron, Ed Miliband e Nick Clegg si sono limitati a foto di quadretti familiari ancora accompagnati dai tradizionali Merry Christmas, come ha documentato il Daily Mail.
E pensare che curiosamente è da tempo che la diplomazia e la politica internazionale ondeggiano fra auguri basati sulla simbologia cristiana e formule più neutrali e inclusive che non irritino altri credi: con un ossimoro/neologismo che in inglese sembra quasi un gioco di parole, questi ultimi vengono chiamati Non-Christian Christmas Greetings, auguri di Natale non cristiani.
Come racconta Mary Evans Seeley, autrice del libro Gli auguri di buone feste della Casa Bianca, è stato addirittura John Kennedy a inaugurare la politica del doppio binario con due cartoline natalizie, quella tradizionale e un’altra per i non credenti che diceva soltanto Felice anno nuovo; una breve parentesi, perché poi i presidenti continuarono a rispettare il Merry Christmas introdotto nel 1932 da Roosevelt. Fino al 1977 quando Jimmy Carter è passato alla formula Holiday Season, che Ronald Reagan e Bill Clinton istituzionalizzarono negli anni Ottanta e Novanta. Nel 2005 il presidente Bush spedì quasi un milione e mezzo di cartoline di auguri dove la parola Natale non compariva mai.
In Europa caso emblematico è la Danimarca, Paese cristiano di cultura laica che già nel 1998 aveva abolito il Natale adottando i Season’s Greetings. Ma l’anno scorso ha avviato un nuovo corso più salomonico, reintroducendo la vecchia formula che lascia ai suoi diplomatici nel mondo la possibilità di scegliere di luogo in luogo la formula meno urticante per le varie culture. «È solo questione di flessibilità» dice Klaus Holm, funzionario al ministero degli Esteri danese. A dimostrare che la diplomazia non va in vacanza neppure a Natale.
Maria Luisa Agnese